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E’ difficile prevedere quale sarà l’esito dell’unico duello televisivo tra la Cancelliera tedesca, Angela Merkel (CDU) e il suo sfidante, Peer Steinbrück (SPD), che andrà in onda questa sera a partire dalle 20.15 sulle televisioni tedesche. Così come non vi è riuscito in questi ultimi dieci mesi, la sensazione diffusa è che l’ex Ministro delle Finanze dell’esecutivo rosso-nero non riuscirà a scalfire nella sua rassicurante tranquillità la signora Merkel neanche stasera. Aggressività e sarcasmo, ben note cifre del suo atteggiamento, potrebbero non essere la ricetta vincente per un candidato Cancelliere costretto a rincorrere fin dall’inizio della campagna elettorale il politico più popolare della Repubblica federale. Eppure a Peer Steinbrück non resta molto da fare se non andare all’attacco.

La Cancelliera è riuscita nell’impresa di silenziare il dibattito politico, proprio come aveva fatto quattro anni fa con Frank-Walter Steinmeier. Il programma economico e sociale della CDU/CSU si è arricchito di proposte socialdemocratiche, declinate in salsa democristiana. Mai gioco era stato più facile. I temi dell’avversario sono improvvisamente spariti, dissolti in un mare di misure che la signora Merkel ha già fatto proprie.

Steinbrück è finito nell’angolo, costretto a trasformarsi in un candidato massimalista che strizza l’occhio a Die Linke, quando in realtà è noto a tutti che viene dalla scuola di Helmut Schmidt, il Cancelliere della coalizione social-liberale; è stato un grande sostenitore delle riforme di Gerhard Schroeder ed è rimasto a lungo ossessionato dal pareggio di bilancio quando faceva il ministro della signora Merkel.

Insomma, complice le scarse virtù comunicative del team socialdemocratico, la Cancelliera è riuscita nel difficile compito di rendere poco credibile uno dei politici più amati dai tedeschi durante la grande coalizione che resse le sorti della Germania, tra il 2005 e il 2009. Uscire dall’impasse ad appena tre settimane dal voto sembra una missione impossibile, a maggior ragione per uno come Peer, che di elezioni non ne ha mai vinta una. L’unica alla quale si presentò come candidato governatore, nel 2005, in Nordreno-Westfalia, la perse e trascinò con sé anche il secondo gabinetto dell’amico Gerhard. Non è escluso che il 22 settembre possa segnare una seconda Caporetto. Per lui e per l’SPD.

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