Skip to main content

Per capire l’atteggiamento che la Chiesa sta maturando verso le nuove forme di comunicazione, e nello specifico verso il web e i social network, occorre ritornare al 13 marzo, giorno dell’elezione di Jorge Mario Bergoglio al soglio petrino.

Papa Francesco è un vero social network
Ne è convinto padre Antonio Spadaro, direttore della rivista dei gesuiti La Civiltà Cattolica, che in occasione della presentazione del suo libro “Cyberteologia. Pensare il cristianesimo al tempo della rete” (Edizioni Vita e Pensiero, p. 150, euro 14,00), tenutasi alla Camera dei Deputati, indaga come lo spazio digitale tocchi direttamente anche la fede, e spiega: “Quando Papa Francesco si è affacciato dal balcone di piazza San Pietro e, prima di dare la benedizione, si è chinato e ha chiesto lui una benedizione e una preghiera per il ministero che stava per intraprendere, ha dimostrato di essere egli stesso un social network, rendendo ‘attive’ in quel momento le migliaia di persone presenti e connettendole con la sua persona e con quanto stava accadendo”. E’ una tesi forte, e anche controversa, che non può mancare di sollevare osservazioni critiche da parte di chi invece vorrebbe tenere la Chiesa lontana dallo spazio virtuale e, in particolare dai nuovi mezzi di comunicazione, come Twitter o Facebook.

La Chiesa sta dove stanno gli uomini
Invece, rimarca Spadaro, la sfida è nelle cose: “La Chiesa non è in rete perché è moderna, ma perché in rete ci sono gli uomini e la Chiesa deve stare dove ci sono gli uomini. E’ così non da oggi, o perché l’abbia detto il Papa: è così dagli Atti degli Apostoli”. In sostanza, prima ancora che alla missionarietà, si tratta di una chiamata alla condivisione e all’ascolto, cui non perde occasione di fare cenno lo stesso Bergoglio nelle sue omelie e nei suoi appuntamenti pubblici, che deve manifestarsi anche nello spazio digitale che – ammonisce il gesuita, citando il messaggio del Papa emerito Benedetto XVI in occasione della Giornata Mondiale per le Comunicazioni sociali del 2013 – non è un mondo parallelo, ma è ormai parte della realtà quotidiana”.

La più grande comunità del mondo dopo il mondo
Tra l’altro, sottolinea Riccardo Luna, giornalista de La Repubblica ed esperto di web, “molti dei valori dello spazio digitale sono gli stessi del cristianesimo, basti pensare per esempio a quello dell’apertura verso il prossimo”, ovvero colui che ci è vicino, ma oggi anche colui che è connesso con noi. “E’ difficile ai giorni nostri ignorare internet – ammette il Ministro della Pubblica amministrazione Giampiero D’Alia – se non altro perché internet è la comunità più grande del mondo dopo il mondo: per questo la rete può essere il luogo in cui si scopre un nuovo umanesimo, si coltivano una funzione e una dimensione positive”. Normale che per conoscersi sia necessario frequentarsi e avere una consuetudine di rapporto. “Internet – usa una metafora Antonio Palmieri, deputato e appassionato di tecnologia, nonché organizzatore dell’evento in onore di padre Spadaro – è come un bambino piccolo che ha sempre fame: se non lo si alimenta non lo si riesce a far crescere né si riesce a sviluppare un relazione reciproca tra noi e lui”.

Fede e rivoluzione digitale
Difficilmente quindi la Chiesa potrà eludere le domande di senso e i bisogni spirituali che emergono nell’ambiente digitale, magari da parte di chi dalla fede è distante, ripensando anche le modalità di trasmissione della parola di Dio, perché “la rete – conclude padre Spadaro – non è un mezzo di evangelizzazione, la rete è un ambiente in cui si vive il Vangelo”, e questo non può non cambiare l’approccio del cristianesimo alla tecnologia e a questo nuovo paesaggio umano. Del resto, delle aperture positive (quanto ai rischi, ci sarà probabilmente bisogno di un nuovo convegno) a un’intelligenza non più collettiva, ma “convergente”, parlava con slanci profetici già negli anni cinquanta il filosofo gesuita francese Pierre Teilhard de Chardin: “Sotto i nostri occhi l’umanità sta tessendo il suo cervello. Domani, per approfondimento logico e biologico del movimento che la contrae, chi sa che essa non troverà il suo cuore, il cuore senza il quale le sue potenze di unificazione non potrebbero mai scatenarsi pienamente?”.

Segreti e strategie di un social network chiamato Papa Francesco

Per capire l’atteggiamento che la Chiesa sta maturando verso le nuove forme di comunicazione, e nello specifico verso il web e i social network, occorre ritornare al 13 marzo, giorno dell’elezione di Jorge Mario Bergoglio al soglio petrino. Papa Francesco è un vero social network Ne è convinto padre Antonio Spadaro, direttore della rivista dei gesuiti La Civiltà Cattolica, che…

La Stampa della Sera è pronta (o quasi)

Anticipata tempo fa da Dagospia (chapeau), la voce di una possibile fusione fra Corriere della Sera e la Stampa, oggi ha superato i confini del gossip, del chiacchiericcio fra giornalisti sfaccendati e ha assunto concretezza. Pietro Scott-Jovane, amministratore delegato di RcsMediaGroup, la casa editrice che pubblica il quotidiano milanese e ha come primo azionista la Fiat, proprietaria al 100 per…

Ieri il Nobel per la Medicina per gli studi sul traffico nelle cellule

Per intuire la complessità che ogni giorno i ricercatori incontrano nel tentativo di comprendere i meccanismi alla base di malattie basta pensare che nostro corpo è formato da circa 10.000 miliardi di cellule. E ogni cellula è un’entità complessa in grado di comunicare con le altre e di rispondere ai vari stimoli presenti nell’ambiente in cui è immersa. Chiave per…

Brasile, perché le proteste mettono a rischio i Giochi olimpici

Continuano le proteste in Brasile. Le manifestazioni dei professori a San Paolo e Rio de Janeiro con cui i professori hanno rivendicato un incremento di salario si sono concluse in scontri con la polizia. Secondo il sito O Globo, più di 50mila persone erano in piazza per chiedere un aumento di stipendio. In principio la manifestazione si è svolta pacificamente.…

Premio Nobel per la Fisica a Peter Higgs e François Englert

Il premio nobel per la Fisica è stato assegnato oggi a Stoccolma al britannico Peter Higgs e al belga François Englert per i loro studi sul bosone di Higgs, ribattezzato "la particella di Dio". Higgs e Englert, che hanno rispettivamente 84 e 80 anni, sono stati insigniti dell'ambito riconoscimento per "la scoperta teorica di un meccanismo che contribuisce alla nostra comprensione dell'origine…

Sawiris non va in rete in Canada

La cessione in corso di Telecom agli spagnoli di Telefonica ha riaperto il dibattito sulla tutela degli asset strategici per il Paese. A rendere rilevante la prima compagnia italiana di telecomunicazioni sarebbe soprattutto la rete, l'infrastruttura fisica sulla quale viaggiano i dati di milioni di cittadini, nonché di imprese e istituzioni. Non tutti sono concordi però nel definire primaria la…

Privacy, per gli italiani è un diritto inviolabile

Non importa di che social si tratti, per il 96% degli italiani il proprio diritto alla privacy è inviolabile. A dirlo è un'indagine del Censis che ha approfondito il rapporto fra italiani e dati personali nell'era in cui tutto, dalle vacanze al piatto che si mangia, viene condiviso su Facebook, Twitter, Instagram. La ricerca evidenzia che fra gli utenti cresce…

Lampedusa, chi è il politico dedito al business dei centri di accoglienza

Chi c'è dietro la “Lampedusa accoglienza”? La società costituita da Blue Coop di Agrigento, che detiene il 33% delle quote, e dal Consorzio di Cooperative sociali Sisifo (67%) gestisce il centro di accoglienza sull'isola-frontiera sin dal 2007. In quella circostanza, secondo quanto riferito al Fatto Quotidiano dal direttore del centro Federico Miragliotta, riuscì ad aggiudicarsi l’appalto con un ribasso di…

Stop al ventennio Silvio? Al governo anche Letta. E Cav. non è Benito!

Non ha torto chi, come Travaglio, ha bocciato, definendola una "barzelLetta", l'affermazione del premier, secondo cui, mercoledì scorso, si sarebbe chiuso il "ventennio berlusconiano". Innanzitutto, perché, in almeno 10 anni di tale periodo, il Paese è stato governato, male, dai post-dc, compreso Enrico Letta, e dai post-comunisti. E poi identificare il Cav. con un dittatore è un'affermazione, oltre che non…

Il governo Alfetta e l'uniformità che rende schiavi

È impossibile dire in queste giornate di euforia commista a diverticolite mentale, cioè a confusione politica, se i duplici schiera-menti (maggioranza corsara nella giunta delle elezioni al senato; maggioranza reale rifiduciata in entrambi i rami del parlamento) resisteranno sino alla scadenza del semestre italiano in Europa. O se, come qualcuno sostiene scaramanticamente, reggeranno dopo i riassestamenti organizzativi dei principali pilastri…

×

Iscriviti alla newsletter