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Il processo
Due lustri di indagini, con un’udienza preliminare convocata e aggiornata a cadenza mensile fino ai rinvii a giudizio nel 2006. Con circa sei anni di ritmi “a singhiozzo” tra richieste di ricusazione avanzate dai legali e l’istanza di astensione presentata dal giudice, senza dimenticare gli slittamenti dettati dal Lodo Alfano, il ricorso alla Consulta, la richiesta di trasferimento a Brescia, i legittimi impedimenti dell’imputato. Mentre in appello ricusazione dei giudici, cambi di capi d’imputazione, l’impedimento dell’uveite, la campagna elettorale, l’elezione del Capo dello Stato e la nomina del Governo. Fino all’8 maggio 2013 con la sentenza di secondo grado. Adesso appuntamento al 30 luglio in Cassazione, quando i giudici esamineranno il ricorso contro la condanna a 4 anni di reclusione per frode fiscale e a 5 di interdizione dai pubblici uffici.

Le dinamiche
Nel momento in cui un processo è al limite della prescrizione, che rischia nel caso in questione di scattare nell’estate, è prassi che ad occuparsene sia la sezione Feriale. Per questo i pm milanesi in base ai loro calcoli ritenevano che l’accusa di frode fiscale non si sarebbe prescritta prima del prossimo anno, di conseguenza ci sarebbe stato tutto il tempo necessario per attendere il giudizio finale della Cassazione. E così rendere definitiva la condanna a quattro anni di carcere (di cui tre indultati) e soprattutto a cinque anni di interdizione dai pubblici uffici.

Articolo del Corriere
Ci aveva pensato il quotidiano di via Solferino a lanciare l’allarme sulla prossima catastrofe. Luigi Ferrarella ieri aveva indicato una sorta di exit strategy: “La Cassazione potrebbe dare una fissazione prioritaria al fascicolo per poterlo esaminare prima che si prescriva una delle due annualità di cui è composto. Ma qui c’è una ulteriore complicazione: sta per iniziare per legge la sospensione estiva dell’ordinaria attività giudiziaria, e dunque la Cassazione, se ritenesse, dovrebbe affidare il processo alla ‘sezione feriale’ di turno e calendarizzarlo appunto già tra agosto e metà settembre”.

Dal Palazzaccio
La posizione della Suprema Corte è che l’ufficio giudiziario di Milano si sia comportato “come si comportano gli uffici diligenti, ossia segnalando l’imminenza della prescrizione di uno dei reati addebitati”. Per questo non vi sarebbe alcuna importanza il fatto che un altro reato si prescrive nel 2014, in quanto, dicono, “perché il dovere del magistrato è quello di evitare ogni prescrizione, non solo quella che cade per ultima”. Per cui sostengono che si è solo seguita la prassi “che impone al magistrato il dovere di evitare tutte le prescrizioni, anche perché la pena è diversa nel caso in cui un reato si prescriva anche se un altro rimane attivo”.

La difesa di Berlusconi
Esterrefatto è stato il primo commento di Franco Coppi, che la definisce “una fissazione d’udienza tra capo e collo”. Il ragionamento che fa il collegio difensivo del Cavaliere è che se da un lato è prassi consolidata consentire una corsia preferenziale ai processi a rischio prescrizione, dall’altro la decisione di anticipare l’udienza alla sezione feriale potrebbe impedire lo slittamento di un anno sull’eventuale sentenza definitiva della Cassazione in merito all’interdizione. Secondo l’avvocato Niccolò Ghedini “l’indicazione che la prescrizione maturerebbe al 1 agosto 2013 è del tutto non corrispondente agli atti. In realtà il primo dei due reati (la prima annualità fiscale, ndr.) si prescriverebbe, valutate le sospensioni, parecchi giorni dopo la fine dei termini feriali del 15 settembre 2013, mentre l’ultima contestazione si prescriverebbe addirittura a fine settembre 2014”. Mentre lo stato maggiore del Pdl si dice pronto alla mobilitazione.

Gli effetti
Se condanna definitiva sarà, è molto improbabile che Berlusconi vada in carcere per ragioni legate all’età. Di contro l’interdizione pregiudicherebbe la sua partecipazione alla politica attiva. La sentenza dovrebbe arrivare lo stesso 30 luglio come è prassi della Cassazione.

twitter@FDepalo

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