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Il governo a trazione democristiana di Pd, Pdl e Scelta Civica va avanti. Ma intanto i movimenti in vista di nuovi appuntamenti elettorali proseguono. A sinistra del Pd, come Formiche.net ha raccontato ieri. Ma anche al suo interno, soprattutto tra le correnti più rosse del partito. E il dubbio di far saltare il tavolo delle larghe intese e a dar vita a una nuova maggioranza si insinua a Largo del Nazareno.

Bersaniani alla riscossa
Pier Luigi Bersani ha fatto ufficialmente un passo indietro e ha assicurato che “noi non staccheremo mai la spina a questo governo”. Ma la sua presenza assidua su giornali e tv da qualche giorno (stasera sarà a Otto e mezzo) è un doppio messaggio. Per Silvio Berlusconi al quale ha fatto sapere, tramite un’intervista al Corriere della Sera, che “non ha in mano le chiavi del futuro” e a Matteo Renzi perché non è neppure scontato che sia il sindaco ad avere in mano il futuro del Pd. Così, dopo la fine del governo, non è detto che si “vada automaticamente a votare”. E potrebbe venire finalmente il tempo del suo “governo del cambiamento”, con una virata netta a sinistra. E un brusco stop alle ambizioni di leadership renziana.

Fassina, ministro lettiano ma non troppo
Un’idea che potrebbe piacere a Stefano Fassina, sì viceministro dell’esecutivo Letta ma anche molto attento a ciò che si muove attorno ad esso. Così l’ex giovane turco è tra i firmatari del documento “Fare il Pd”, nove pagine che spingono per una leadership collegiale e nuove regole federali per le primarie. In due parole, secondo molti, un’iniziativa anti-Renzi.

E Fassina ha partecipato sabato a un convegno sulla sinistra in compagnia di Paolo Ferrero, Nichi Vendola e Gianni Cuperlo, esponenti certo lontani dalla sinistra moderata rappresentata dal suo governo.

Laura Puppato dice sì a Ingroia
Tra gli scontenti dell’”inciucio con il Pdl” prova a fare scouting Antonio Ingroia che ha invitato alla prima assemblea generale di Azione civile sabato a Roma Pippo Civati, Sergio Cofferati e Laura Puppato. La senatrice veneta ha accettato l’invito dell’ex pm. E sollecita i suoi compagni di partito a riflettere: “Il tema centrale è cosa si intende fare oggi per rappresentare un`idea di società e cosa vuol dire ‘di sinistra’. Domanda che il Pd e molti di noi si sono posti poco”. È la stessa Puppato a definire il suo fronte nel partito, da sempre favorevole a un asse Pd- Sel-M5S, “l’altra parte del Pd”.

Civati pensa alla segreteria con Barca
“L’altra parte del Pd” è sicuramente anche Pippo Civati, da tempo molto critico con la linea ufficiale di Largo del Nazareno. Il deputato lombardo in questi mesi ha tenuto aperti i contatti con il Movimento 5 Stelle (sarà per questo che oggi Beppe Grillo lo definisce sul suo blog “cane da riporto”?) e auspica che su alcuni temi tra i due partiti ci possa essere un impegno comune. Per lui, più che “un governo di cambiamento”, è possibile portare a casa oggi qualche “legge di cambiamento”, ha detto oggi al Messaggero.

Civati è poi una delle poche personalità in campo per ora che ha confermato di voler correre per la segreteria del Pd. E potrebbe incassare endorsement eccellenti a riguardo. Sarà infatti Fabrizio Barca ad aprire la sua convention a luglio. L’ex ministro della Coesione territoriale ha annunciato di non volersi candidare e la sua idea di sinistra si avvicina molto a quella dell’ex consigliere regionale della Lombardia. E a Civati potrebbe guardare con favore anche Romano Prodi, visto il tentativo civatiano di far venire alla luce i 101 franchi tiratori del Quirinale.

 

Da Bersani a Puppato a Civati. Cosa succede nella sinistra del Pd

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