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I primi dati sulle comunali a Roma fotografano il successo di Ignazio Marino. Com’era prevedibile, il candidato del Pd andrà al ballottaggio con il sindaco uscente del Pdl Gianni Alemanno. Ma lo farà da favorito, con ben dieci punti di differenza.

E benché Alemanno non si dia per vinto e prometta battaglia perché “la partita è aperta”, nel Pd già cantano vittoria. Uno ad uno arrivano i complimenti di David Sassoli, Nicola Zingaretti, Debora Serracchiani. Non solo. Anche Antonio Ingroia, il pm di Aosta, leader di Azione Civile, sale sul carro di Marino:

“Se i risultati confermano le proiezioni siamo di fronte a un ottimo risultato che premia un ottimo candidato. Ma viene premiata anche l’idea di un centrosinistra dal profilo nuovo che è una prima risposta vincente alla crisi della politica e alla disaffezione al voto. Mi auguro che molti di coloro che hanno disertato le urne al primo turno possano convincersi che un centrosinistra diverso e nuovo, come quello di Ignazio Marino, è non solo l`unica alternativa possibile ad Alemanno, ma è anche portatore di un progetto condivisibile e molto avanzato sul terreno programmatico”.

Ecco, il magistrato centra il punto. Qual è il “centrosinistra diverso e nuovo di Ignazio Marino” di cui parla Ingroia? Certamente non quello di Matteo Renzi, colui che tutti indicano come futuro del Partito Democratico. Il candidato sindaco e chirurgo ha dichiarato che al congresso voterebbe per il primo cittadino toscano. E Renzi potrebbe salire sul palco di Marino prima del ballottaggio. Ma è indubbio che tra i due le differenze esistono. Marino è infatti considerato molto più a sinistra del sindaco ex rottamatore e molto più laico. E la coalizione che lo sostiene è una riedizione della bersaniana Italia bene comune con il ritrovato alleato Nichi Vendola che certo non stravede per “Matteo”.

Certo, come ha detto Guglielmo Epifani, la politica comunale è ben altra cosa da quella nazionale. Ma il Pd che sembra uscire vittorioso da questa tornata elettorale non è lo stesso che si immagina l’ambizioso primo cittadino toscano.

A Largo del Nazareno, siamo sicuri, ci risponderebbero che il Pd è una sintesi felice di differenti storie e persone. Ma per quanto sul “felice” si possa discutere a lungo, è legittimo chiedersi se questa sintesi rappresenti anche gli elettori del partito. O se invece chi ha votato Marino a Roma difficilmente opterebbe per Renzi a livello nazionale. O ancora se, a livello nazionale, nel Pd prevalgono gli elettori renziani o quelli più a sinistra alla Marino? Tutte domande a cui “Matteo” e il Pd dovranno dare presto una risposta. 

Se il Pd di Ignazio Marino non è quello di Matteo Renzi

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