Skip to main content

Un pacchetto esile e non particolarmente originale. Definisce così le proposte sul fisco avanzate oggi da Matteo Renzi in una conversazione con Claudio Cerasa del Foglio l’economista Mario Seminerio, animatore del blog Phastidio.net. Seminerio osserva come magari le proposte potranno evolversi in modo comprensivo, ma al momento appaiono frammentate e slegate dalla reale percezione dei meccanismi economici.

Renzi propone di lasciare l’iva al 21% perché, dice, “due o tre miliardi a fronte di una spesa pubblica come quella italiana si possono trovare”: dove?
Intanto andavano trovati già quando venne ventilata, da Berlusconi e poi da Monti. In entrambi i casi venne definita clausola di salvataggio. E si disse che era impossibile che nel frattempo non saremmo riusciti a trovare nelle pieghe del bilancio pubblico una cosa del genere. Due miliardi, su una massa di spesa pubblica di ottocento, è una cifra ridicola: basterebbe un blocco di tesoreria o un micro taglio lineare nei ministeri. Evito di addentrarmi sul dove tagliare, diventerebbe un gioco di società abbastanza stucchevole.

Ma ne condivide il principio?
Penso che Renzi non dica nulla di innovativo, è una posizione sicuramente più di buon senso di quella di Berlusconi che a intervalli regolari oscilla tra l’alzare le accise per tassare giochi e alcolici, e annunciare che è impossibile non recuperare una riduzione di spesa in quel coacervo da ottocento miliardi. Il problema in verità è un altro.

Quale?
L’assoluta mancanza di progettualità: da due anni ripetiamo che l’Iva aumenterà se non si troveranno coperture alternative. E ci avevano assicurato che sarebbe stato impossibile aumentarla: invece si è visto. Ancora una volta ci facciamo arrivare la brace sui piedi prima di interrogarci nel merito di questo vero e proprio teatrino. Tutti, anche la stampa, però sottovalutano un altro fattore: in questo momento è in atto un rialzo dei rendimenti abbastanza preoccupante sui mercati internazionali. In quanto la decisione della Fed provoca “onde sismiche” in tutto il mondo e l’Europa non ne è esente.

In quale misura ne è coinvolta l’Italia?
Il nostro Paese rinnova in media ogni anno trecento miliardi di euro di titoli di Stato, perché i titoli hanno una vita media di sette anni. È quindi sufficiente un rialzo di un punto percentuale per provocare un aggravio annuo di tre miliardi di costo del debito. Non vedo nessun politico che se ne preoccupi: una vera e propria spada di Damocle sulla nostra testa. Si occupano solo del punticino di iva di luglio e dimostrano di non leggere neanche i giornali, eccezione forse per le pagine sportive o per le polemiche del giorno.

Capitolo pensioni, Renzi vorrebbe tagliare del 10% quelle superiori a 3.500 euro. Con quali benefici?
Si tratta di pensioni erogate con il metodo retributivo in una situazione in cui i contributi versati hanno un rendimento stratosferico. Su questo esprimo un giudizio favorevole, anche per il blocco di indicizzazione di tali pensioni che lui quantifica in un recupero annuo di 4 miliardi. Ha molto senso anche sul piano equitativo.

Terzo punto, una serie di risparmi da far confluire in un fondo per la riduzione della pressione fiscale: una vecchia idea prodiana?
Era una mossa avanzata dall’ultimo esecutivo Prodi, determinando una misura di gettito distribuita all’epoca con la famosa quattordicesima ai pensionati e a soggetti a basso reddito. Mi pare che Renzi sia molto focalizzato sul pensiero prodiano, ma vedo difficile che tutto il recuperato dall’evasione fiscale possa sistematicamente andare ad abbattere le aliquote nominali Irpef.

In definitiva un pacchetto da promuovere?
Nulla di personale nel giudizio ma è estremamente esile, non particolarmente originale, molto abbozzato. Credo che debba e possa impegnarsi di più per giungere a una proposta maggiormente organica, strutturata e onnicomprensiva. Ancora una volta mi pare che Renzi argomenti come un politico classico in un settore dove invece c’è una grande ignoranza di quelli che sono i meccanismi economici.

twitter@FDepalo

L'agenda economica di Renzi non mi convince. L'analisi di Seminerio

Un pacchetto esile e non particolarmente originale. Definisce così le proposte sul fisco avanzate oggi da Matteo Renzi in una conversazione con Claudio Cerasa del Foglio l’economista Mario Seminerio, animatore del blog Phastidio.net. Seminerio osserva come magari le proposte potranno evolversi in modo comprensivo, ma al momento appaiono frammentate e slegate dalla reale percezione dei meccanismi economici. Renzi propone di lasciare…

L'economia globale soffre di sovrapproduzione

Tra Gennaio e Aprile 2013 Lettera Anesti è tornata con cadenza mensile sul problema dell’inflazione e sulla “Great Rotation” ossia sulla politica oramai esplicita delle principali banche centrali (tranne la Bce) di lasciar salire, ben oltre quanto precedentemente prefissato come limite tollerabile, gli indici inflazionistici, utilizzandoli così come droga per stimolare la ripresa economica, dopo che alcune di tali banche…

Le due anime del Movimento 5 Stelle di Grillo

Dopo la débâcle alle elezioni amministrative, gli abbandoni spontanei e le epurazioni di parlamentari del Movimento 5 Stelle, sono in molti a interrogarsi sullo stato di salute del partito fondato da Beppe Grillo. Una ricerca condotta da Lorien Consulting indaga l’evoluzione degli orientamenti dell’elettorato 5 Stelle. Con qualche sorpresa. UN MOVIMENTO SPACCATO IN DUE Già a marzo, all’indomani delle elezioni…

Angelina Jolie visita i rifugiati siriani in Giordania

L'attrice americana Angelina Jolie, in qualità di inviata speciale dell'agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati, si è recata in visita al campo per i profughi siriani di Zaatari, a Manfraq, in Giordania, in occasione della Giornata mondiale dei rifugiati."Rivolgo il mio appello ai leader mondiali - ha detto la Jolie nel corso del suo intervento - affinché mettano da…

Trema la terra in Garfagnana

Il terremoto da 5.3 gradi della scala Richter registrato da una telecamera di sorveglianza di una ditta in provincia di Lucca. In questo video, postato su YouTube dall'utente Yokonunz, si vede il momento della scossa che ha colpito il centro-nord Italia. Secondo l'orologio della telecamera il sisma inizia alle 12.34.03 e apparentemente le vibrazioni terminano circa 20 secondi dopo.

Ebook nel tema della maturità: questione di mercato?

In una delle tracce dei temi della maturità, ai giovani studenti è stato chiesto quest'anno di esprimersi sul mercato degli ebook, indicando se pensano che in futuro il libro digitale sostituirà quello cartaceo. La risposta potrebbe essere, in prospettiva, sì: negli Stati Uniti già il 25% dei lettori usa i libri elettronici, contro il 3,6% dell’Europa (indagine At-Kearney-Bookrepublic); diventeranno il…

Ecco perché la Grecia rischia la crisi di governo

Rischio crisi per il governo greco. Il fattore scatenante è la chiusura di Ert, la rete radiotelevisiva pubblica spenta con decreto governativo - fermato dall’Alta Corte di Stato - come "occasione" per un redde rationem su vertenze lunghe un anno e divergenze strutturali di vedute. I tre alleati che compongono la maggioranza di governo in Grecia registrano la defezione del…

Le istruzioni di Papa Francesco ai nunzi

Ha voluto soffermarsi sulle procedure di selezione dei vescovi nel mondo, Papa Francesco, incontrando venerdì mattina nella Sala clementina i nunzi apostolici giunti a Roma da ogni angolo del pianeta. La linea data dal Pontefice argentino è chiara: “Siate attenti che i candidati all’episcopato siano pastori vicini alla gente. Questo è il primo criterio”, ha detto Bergoglio. Niente burocrati chiusi…

Troppa burocrazia sul mondo dell'auto. Una proposta

Un progetto di semplificazione della burocrazia dell’auto sarà presentato nei prossimi giorni alle Istituzioni in modo congiunto da Unasca Confarca e Andac, le associazioni maggiormente rappresentative degli studi di consulenza, agenzie di pratiche auto e delegazioni Aci. Fatto salvo il giudizio positivo sulla volontà del Governo Letta di proporre al Parlamento la semplificazione di alcune pratiche automobilistiche, le tre associazioni…

recessione

Le politiche recessive creano disastri

Io leggo in questo modo la storia economica: dopo le follie collettive delle due guerre mondiali e dopo le follie economiche delle banche (crisi del 1929 e del 2008), le politiche che creano recessione hanno solo creato disastri. Fine della prima guerra mondiale: la pace di Versailles: 1) Mortifica l'Austria (che da impero potente del Centro Europa si riduce ai…

×

Iscriviti alla newsletter