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Cominciano a volare i coltelli attorno ai possibili papabili. Questa volta la stampa internazionale si concentra sul caso Mahony. Nonostante la vicenda riguarda la diocesi di Boston e Los Angeles – o proprio per quello? – i giornali di tutto il mondo puntano il dito sul cardinale coinvolto negli scandali di pedofilia che, comunque, ha deciso di partecipare al Conclave.

Partiamo dagli Stati Uniti: Qualche giorno fa Mahony ha scritto suo blog che è profondamente addolorato per le critiche: “Dio mi ha aiutato a capire: non sono qui per servire lui con umiltà, sono qui per qualcosa di più profondo. Essere umiliato e rifiutato da tanti. Non ero pronto per questa sfida ma dopo il mercoledì di cenere ho capito il significato del messaggi di Gesù”.

Il Washington Post titola “la controversia sul voto del cardinale Mahony al Conclave raggiunge il Vaticano”. E in una nota molto polemica sostiene che il cardinale dovrebbe accontentarsi di non essere in galera.

Il New York Times, invece, ha pubblicato le dichiarazioni del cardinale Timothy Dolan (anche lui tra i papabili), con il titolo: “Dolan afferma che è molto probabile che il prossimo Papa non sia europeo”, sottolineando come l’arcivescovo di New York, sulle possibilità di essere nominato, ha risposto con una battuta: “Posso essere anche la prossima interbase degli Yankees”.

Los Angeles Times ha preferito occuparsi della “vera ragione per cui non ci sarà l’ordinazione delle donne“, facendo risalire la regola al rito cattolico delle Chiese orientali, chiave per un legame con le Chiese Orientali separate che la Santa Sede considera prioritario.

Anche in Francia la stampa si sofferma sul caso Mahony: Le Figaro titola “Un cardinale escluso?”, mentre L’Express cita un associazione britannica anti-pedofilia e spiega come oltre all’ex arcivescovo di Los Angeles, altri partecipanti al Conclave sarebbero “direttamente o indirettamente implicati” nello scandalo pedofilia: dall’ex arcivescovo di Filadelfia Justin Francis Rigali al belga Godfried Danneels.

In Germania Die Welt titola “Latinoamericani a sinistra e il loro amore per Benedetto”, facendo il punto sulle dichiarazioni di simpatia che arrivano al pontefice dai socialisti del Sudamericano, con una “lettera di ringraziamento” giunta perfino dalle Farc per l’impegno del Vaticano nei colloqui di pace a Cuba.

Bild invece si concentra sulle elezioni politiche in Italia: “Le dimissioni del Papa rovineranno il ritorno di Berlusconi?”, sostenendo che la decisione di Benedetto XVI ha oscurato la visibilità mediatica del Cavaliere e quindi anche “l’interesse degli italiani per la luna che l’ex premier aveva ancora una volta promesso”.

In Spagna El Mundo evidenzia le “pressioni” perché lo statunitense Mahony non partecipi al Conclave: “Il cardinale Mahony, che coprì i pedofili, insiste per andare al Conclave”.
In Irlanda l’Irish Times sottolinea come, dopo il cardinale Mahony, anche il primate d’Irlanda, il cardinale Sean Brady “potrebbe essere il prossimo a vedersi contestato il diritto al voto nel conclave” per il suo coinvolgimento nella copertura dello scandalo degli abusi.

Il britannico Daily Telegraph è il più soft e preferisce fare una descrizione dettagliata del convento Mater Ecclesiae, dove tra palme e alberi di pini farà il ritiro Benedetto XVI.

Il caso Mahony scuote il Vaticano secondo la stampa estera

Cominciano a volare i coltelli attorno ai possibili papabili. Questa volta la stampa internazionale si concentra sul caso Mahony. Nonostante la vicenda riguarda la diocesi di Boston e Los Angeles – o proprio per quello? – i giornali di tutto il mondo puntano il dito sul cardinale coinvolto negli scandali di pedofilia che, comunque, ha deciso di partecipare al Conclave.…

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