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La scelta dell’ex senatore Chuck Hagel come segretario di Difesa sembrava essere un segnale di conciliazione, di credibilità del progetto del presidente Barack Obama di creare un team bipartisan in questa seconda amministrazione. Ma a pochi giorni della conferma (Cnn, Nbc, Fox News e Los Angeles Times sostengono che l’annuncio ufficiale sarà tra oggi e domani) i repubblicani si sono già organizzati per attaccare la decisione. Le ragioni? Secondo il Guardian, ambiguità su Israele, un sospettoso sostegno alla mediazione con la Palestina e un’imperdonabile critica alle sanzioni contro l’Iran.

In un’intervista nel programma “State of the Union” della catena Cnn, il senatore Lindsey Graham della Carolina del Sud ha detto che la nomina di Hagel è una “scelta incredibilmente controversa… la più antagonistica verso lo Stato di Israele nella storia del nostro Paese”, per cui la decisione di Obama non è altro che una provocazione per tutti quelli che sostengono Israele.

Anche se repubblicano, Hagel è visto con sospetto da molti membri del suo partito a causa di commenti che favoriscono il processo di negoziazione tra Israele e Palestina e per la sua opposizione ad alcune sanzioni contro l’Iran. Da quando l’anno scorso il suo nome è apparso come favorito alla guida della segreteria di Difesa, Hagel è stato oggetto di feroci attacchi.

La sinistra americana non gli ha risparmiato critiche: nel 1998 si era riferito ad un candidato nominato dall’amministrazione Clinton come “aperto e aggressivamente gay”. Nonostante le scuse, Hagel non ne è uscito bene. Nel 2006 aveva  irritato molti quando in un’intervista con l’ex mediatore per la pace del Dipartimento di Stato per il Medio Oriente, Aaron David Miller, ha detto che “i lobbisti ebrei intimidiscono molta gente” nel Congresso americano. Il colloquio con Miller è avvenuto durante la preparazione di un libro sui negoziati di pace in Medio oriente.

Per la guida del Pentagono, Obama ha pensato a Hagel dopo la marcia indietro di Susan Rice, ambasciatore alle Nazioni Unite. Rice si ritirò dopo essere stata bersaglio di dure critiche da parte dei repubblicani a seguito dell’assalto al consolato americano a Bengasi a settembre del 2011, dove è morto l’ambasciatore Chris Stevens. Resta da vedere nelle prossime ore se Hagel ce la farà a resistere una battaglia che non sarà meno dura.

Tutte le critiche (e le gaffe) di Chuck Hagel

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