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Già considerato una potenziale minaccia alla sicurezza nazionale degli Usa, il colosso cinese delle telecomunicazioni Huawei è di nuovo sotto accusa. Secondo un documento diffuso da Reuters, nel 2010 Skycom, la principale azienda iraniana partner di Huawei, avrebbe venduto al più grande operatore telefonico mobile di Teheran, Mobile Telecommunication Co of Iran (MCI) materiale informatico sotto embargo prodotto da HP, del valore di 1,3 milioni di euro.

La smentita

Huawey nega qualsiasi operazione di business a favore di Mobile Telecommunication Co of Iran sia da parte sua che del suo partner: “L’attività di Huawei in Iran è in piena conformità a tutte le leggi e regolamenti applicabili, compresi quelli delle Nazioni Unite, Stati Uniti e Unione europea. Questo impegno è stato effettuato e monitorato strettamente dalla nostra azienda. Inoltre, si richiede anche ai nostri partner di seguire lo stesso impegno e attenersi rigorosamente alle leggi e ai regolamenti”, ha dichiarato il colosso cinese.

L’accordo

Secondo quanto riportato da Reuters, ben 13 pagine del documento ufficiale del piano di espansione del bacino di utenza di MCI sarebbero accompagnate dal logo di Huawei. Nella proposta inviata all’interlocutore commerciale iraniano si farebbe riferimento a uno stock di fornitura prodotta da HP, che include 1 server, 20 dischi array, 22 switch e software. L’accordo a quanto pare non sarebbe mai andato in porto e nessun prodotto sarebbe mai stato venduto. Reuters sottolinea però che verrebbero per certi versi confermati i sospetti giunti di recente dagli Stati Uniti. E poco importa che la proposta commerciale sia stata avanzata da Skycom essendo noti i rapporti tra le due aziende.

 Rapporti problematici

Il rapporto problematico di Huawei con le organizzazioni internazionali e le sanzioni degli Stati Uniti risalgono a più di un decennio. Washington ha vietato l’esportazione di attrezzature informatiche in Iran per anni. Le sanzioni hanno lo scopo di dissuadere l’Iran dal sviluppare armi nucleari, nonostante l’Iran sostenga che il suo programma nucleare sia destinato esclusivamente alla produzione di energia domestica. All’inizio del 2012, i legislatori degli Stati Uniti hanno spinto il Dipartimento di Stato americano ad indagare sulla vendita di Huawei di attrezzature telefoniche agli operatori di telefonia mobile iraniani, dicendo che la società cinese “sembra facilitare le restrizioni del governo iraniano e il libero flusso di informazioni in Iran”. Nel mese di ottobre, Huawei è stata accusata dal comitato di intelligence degli Stati Uniti per non aver fornito elementi di prova a sostegno del fatto che essa è conforme a tutte le sanzioni internazionali o delle leggi statunitensi sulle esportazioni.

 

L'America sorveglia la cinese Huawei pure in Iran

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