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L’opposizione di un gruppo di cittadini siciliani e della Procura alla realizzazione di un’opera strategica per la difesa Usa e occidentale come il Muos in Sicilia, nei pressi di Niscemi, ha ricevuto l’interesse del Parlamento europeo. Il Mobile User Objective System (Muos) è un sistema di comunicazioni satellitari (Satcom) ad altissima frequenza (Uhf) e a banda stretta composto da quattro satelliti e quattro stazioni di terra (una di queste è quella in fase di realizzazione in Sicilia), che integrerà forze navali, aeree e terrestri in movimento in qualsiasi parte del mondo ed ha l’obiettivo di rimpiazzare l’attuale sistema satellitare Ufo.

Dopo la mozione anti-Muos (che le comunità del territorio definiscono “un mostro dannoso a salute e ambiente”) votata dal Consiglio comunale di Caltagirone lo scorso 5 ottobre, il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, ha scritto al presidente dell’assise calatina, Luigi Giuliano, comunicando di avere informato la commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e la commissione per le petizioni. “Un gesto di attenzione a un tematica che ci sta molto a cuore perché attiene alla difesa del territorio e delle nostre comunità – osserva Giuliano – e che continuerà a vederci impegnati sino all’auspicato esito positivo”.

Schulz rileva che “secondo la direttiva 92/43/Cee relativa alla conservazione degli habitat, la compatibilità di tali installazioni con gli obiettivi di conservazione di un sito deve essere stabilita caso per caso dalle competenti autorità nazionali. Alcuni deputati europei hanno recentemente posto interrogazioni scritte sull’argomento alla Commissione europea e le informazioni in possesso della Commissione non indicano alcuna potenziale violazione delle summenzionate disposizioni da parte delle autorità italiane”.

Il Parlamento europeo, nella sua risoluzione del 2 aprile 2009 sulle preoccupazioni per la salute connesse ai campi elettromagnetici, “ha esortato la Commissione a procedere alla revisione del fondamento scientifico e dell’adeguatezza dei limiti sui campi elettromagnetici fissati dalla raccomandazione 1999/519/CE e segue con costante attenzione gli sviluppi delle conoscenze scientifiche in merito, monitorate dalla Commissione con l’ausilio del Comitato scientifico rischi sanitari emergenti recentemente identificati, per assicurare che i limiti d’esposizione in vigore siano sufficienti ad assicurare un livello elevato di protezione del pubblico”.

www.agi.it

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