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I britannici, critici feroci del provvedimento, la definiscono “Robin Hood Tax”, ricordando il celebre eroe del folklore inglese che “ruba ai ricchi per dare ai poveri”; le istituzioni di Bruxelles preferiscono chiamarla Tobin Tax, in onore dell’economista americano che la ideò. Quel che è certo è che da ieri l’Europa è più vicina a uno strumento che tasserà gli scambi nelle Piazze borsistiche, ridisegnando le regole della finanza nel Vecchio Continente.
“I dieci Stati membri che desiderano applicare la tassa europea sulle transazioni finanziarie – FTT in gergo tecnico – non sussistendo impedimenti legali da oggi possono farlo attraverso il meccanismo della cooperazione rafforzata”. Una decisione che non lascia adito a dubbi, quella espressa dal Collegio dei commissari, che hanno così dato il via libera a quei Paesi che nel corso dell’ultimo Consiglio Ecofin avevano espresso la volontà di tassare gli scambi in Borsa.
 
Gli Stati coinvolti
Oltre alle già note Italia, Francia e Germania, del gruppo fanno parte Austria, Belgio, Grecia, Portogallo, Spagna, Slovacchia e Slovenia; l´Estonia, che attende di ratificare prima la scelta nel suo parlamento, si è già dichiarata disponibile ad aggiungersi agli altri Stati.
 
La soddisfazione della Commissione europea
La cooperazione rafforzata sulla FTT non porterà secondo la Commissione solo “immediati, vantaggi tangibili” per i Paesi che vi partecipano, ma contribuirà a un miglior funzionamento del mercato unico per l´Unione nel suo complesso, la proposta preveda.
Un concetto rimarcato dal presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, che si è dichiarato “lieto di vedere che 10 Stati membri hanno indicato la loro disponibilità ad adottare una tassa comune sulle transazioni finanziarie in linea con la proposta iniziale della Commissione. In questi tempi difficili, la tassa può portare alle casse degli Stati membri svariati milioni di euro”. È una misura, rimarca orgogliosamente Barroso, che ha a che fare “in primo luogo con l’equità: dobbiamo fare in modo che i costi della crisi siano condivisi dal settore finanziario, invece di gravare solo sulle spalle dei cittadini comuni”.
 
I benefici
Da una tassa comune sulle transazioni finanziarie potrebbero derivare diversi vantaggi: in primo luogo si rafforzerebbe il mercato unico, riducendo le complessità e le distorsioni della concorrenza, che derivano da un mosaico di differenti approcci nazionali. Tutte le attività specifiche in tutti i 27 Stati membri trarrebbero vantaggio da costi di conformità ridotti e da una maggiore certezza del diritto, conseguenza naturale se un sistema uniforme venisse applicato da una parte significativa del mercato Ue. Inoltre la Tobin Tax dovrebbe garantire un contributo equo da parte del settore finanziario a sostegno delle finanze pubbliche. Si creerebbero condizioni di concorrenza più eque tra il settore finanziario e altri settori nell’affrontare i costi della crisi. Infine, una FTT comune dovrebbe rendere i mercati finanziari più efficienti, allontanandone una gestione commerciale simile a quelle dei “casinò” per avvicinarli ad attività più stabili, che sostengono l´economia reale.
 
I passi successivi
La proposta approvata è stato un passaggio procedurale importante nel processo di cooperazione rafforzata. Ora però deve essere adottata con una maggioranza qualificata di Stati membri e ricevere il consenso del Parlamento, in modo che le 10 nazioni coinvolte possano andare avanti. Nel corso dell´anno, la Commissione intende presentare la proposta sostanziale di Tobin Tax, per la discussione e l´adozione da parte degli Stati membri partecipanti.
 
@michelepierri

Vademecum sulla Tobin tax all'europea

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