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Dopo il deposito delle motivazioni con cui i giudici del tribunale del Riesame di Taranto hanno confermato lunedì il sequestro degli impianti dell`area a caldo dell`Ilva senza facoltà d`uso, i vertici del siderurgico studiano eventuali contromosse e valutano la possibilità di ricorrere in Cassazione contro il provvedimento firmato dai magistrati tarantini. “C`è un`alta probabilità che si presenti ricorso in Cassazione contro la conferma dei domiciliari per i due Riva e per Capogrosso – annuncia il penalista Egidio Albanese, uno dei legali dell`Ilva – quanto al sequestro domani si deciderà la strada da intraprendere”.
 
Il ministro dell´Ambiente Corrado Clini, d´accordo con il tribunale del Riesame, sostiene che il mantenimento della produzione dev´essere valutato caso per caso, mediante un´attenta valutazione tecnica. “In certi casi può essere che tenere gli impianti aperti significhi dare anche continuità alla produzione senza pregiudicare gli interventi di risanamento. Ma se in altri casi gli impianti dovranno essere messi al minimo tecnico per poter fare tutte le operazioni necessarie al risanamento, qui evidentemente la produzione verrà azzerata o ridotta drasticamente”, ha detto il ministro intervistato nella trasmissione Prima di Tutto di Rai Radio 1.
 
“Il problema vero però ora – ha continuato Clini – è fare in fretta tutte le operazioni di bonifica che richiedono interventi tecnologici e modifiche dei sistemi di gestione. Questo è il vero lavoro da fare ora, quello che stiamo facendo con la nuova autorizzazione che io dovrei essere in grado di rilasciare al più tardi entro la fine di settembre o la prima settimana di ottobre. Ieri ho insediato il gruppo tecnico per definire gli ultimi dettagli: si tratta di dire cosa bisogna fare, quali sono le tecnologie da usare, in che tempi devono essere messe in funzione e così l´azienda saprà che costi deve sostenere”.
 
“Gli interventi necessari per eliminare il rischio ambientale a Taranto – ha proseguito – sono interventi sugli impianti che in gran parte coincidono con l´ammodernamento delle tecnologie di produzione. Perciò sono cose che l´azienda deve fare anche per adeguarsi agli standard europei, non solo perché noi glielo imponiamo”.
 
Nei prossimi giorni il pool di magistrati che si occupa dell`inchiesta per inquinamento e disastro ambientale, incontrerà i custodi giudiziari nominati dal gip per decidere se tenere in funzione gli impianti o spegnerli con l`obiettivo di risanarli ed interrompere le attività inquinanti pericolose per la salute e la vita dei cittadini. “Molto dipenderà – dichiara il procuratore della Repubblica di Taranto Franco Sebastio – dalla disponibilità economica da parte dell`industria ad investire nella direzione indicata dal tribunale del Riesame”.

Ilva, Clini: "Valutare caso per caso l'apertura degli impianti"

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