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Dimezzamento del finanziamento pubblico ai partiti (anche di quelli in corso di liquidazione) ma anche diminuzione della platea di aventi diritto (solo quelli che hanno almeno un eletto in Parlamento, a Strasburgo o in Consiglio regionale). Obbligo di sottoporre i bilanci dei partiti al giudizio di società di revisione e controllo in mano a una Commissione ad hoc composta da cinque magistrati. Sono le novità introdotte dal testo Bressa-Calderisi che approderà lunedì prossimo in Aula alla Camera.
 
Oggi infatti c´è stato il primo ok alla legge sul finanziamento pubblico ai partiti. La commissione Affari Costituzionali di Montecitorio ha votato il mandato ai relatori Gianclaudio Bressa (Pd) e Giuseppe Calderisi (Pdl) a riferire in Aula, dove il provvedimento che dimezza i rimborsi elettorali a partire dalla rata di luglio approderà lunedì prossimo, 14 maggio. Pd e Pdl hanno votato a favore, Idv e Api si sono astenuti, la Lega ha votato contro.
 
Il testo va in Aula senza il parere della commissione Bilancio che attende ancora la relazione tecnica del governo sulla materia. Sotto esame soprattutto la norma che prevede una detrazione fiscale del 38% per chi eroga tra i 50 e i 10mila euro ai partiti. “Penso che dovrebbe essere equiparata la detrazione per le donazioni ai partiti e per le Onlus che oggi è al 19%”, ha sottolineato Linda Lanzillotta (Api). Una equiparazione che il testo Bressa-Calderisi delega al governo.
 
Le novità
 
Riduzione dei rimborsi
I contributi a carico dello Stato in favore dei partiti politici (il testo non lo definisce finanziamento né rimborso elettorale, ma ´contributo´) sono ridotti del 50% anche di quelli in corso di liquidazione, cioè la tranche che i partiti devono ricevere a luglio prossimo che passa quindi dagli attuali 182 a 91 milioni.
 
Cofinanziamento
Viene modificato il sistema di contribuzione pubblica alla politica: il 70% del fondo a favore dei partiti continua ad essere erogato a titolo di rimborso per le spese sostenute in occasione delle elezioni, il restante 30% è legato alla capacità di autofinanziamento del partito ed è erogato in maniera proporzionale alle quote associative e ai finanziamenti privati raccolti: ai partiti viene attribuito un contributo annuo pari a 0,50 euro per ogni euro che essi abbiano ricevuto a titolo di quote associative e di contribuzioni annuali da parte di persone fisiche o enti.
 
Controlli
Si prevede l`obbligo di sottoporre i bilanci dei partiti al giudizio di società di revisione. Inoltre, i bilanci sono controllati da una Commissione composta da 5 magistrati, di cui uno designato dal Primo presidente della Corte di Cassazione, uno designato dal presidente del Consiglio di Stato e tre designati dal presidente della Corte dei Conti.
 
Trasparenza
I documenti di bilancio sono pubblicati (anche in formato open data) sul sito internet del partito o del movimento e in apposita sezione del sito della Camera. Viene ridotto l`importo (da 50 mila a 5 mila euro) al di sopra del quale è necessario dichiarare pubblicamente i contributi dei privati ai partiti.
 
Detrazioni fiscali
La detrazione dall´imposta delle erogazioni liberali ai partiti passa dal 19 al 38% e viene abbassato (da 100mila a 10mila euro) il limite dell´importo detraibile. Viene affidata al governo la delega ad approvare un decreto legislativo che uniformi l´entità della detrazione anche alle donazioni in favore di Onlus.
 
Limiti di spesa per le elezioni europee
Viene fissato un tetto di spesa delle campagne elettorali anche per le elezioni europee, analogamente a quanto avviene per le elezioni politiche e regionali.
 
Delega
Il Governo è delegato ad emanare un testo unico che raccolga tutte le disposizioni in materia di finanziamento della politica, nonché un decreto legislativo che armonizzi il regime delle detrazioni fiscali.
 
Vincolo dell´eletto
Ciascun partito o movimento politico che abbia conseguito almeno un candidato eletto (oggi basta ottenere l´1%) sotto il proprio simbolo alle elezioni per il rinnovo del Senato, della Camera, del Parlamento europeo o dei Consigli regionali ha diritto al contributo pubblico nel limite dei tre settimi dei rimborsi elettorali complessivamente attribuiti per ciascun anno. Sono versate all´entrata del bilancio dello Stato le quote dei contributi non attribuite.
 
Statuto e atto costitutivo pubblico
I partiti e i movimenti politici che intendano concorrere alla ripartizione dei rimborsi e dei contributi pubblici sono tenuti a dotarsi di un atto costitutivo e di uno statuto, che sono trasmessi ai presidenti delle Camere. L´atto costitutivo e lo statuto sono redatti nella forma dell´atto pubblico e indicano in ogni caso l´organo competente ad approvare il rendiconto di esercizio e l´organo responsabile per la gestione economico-finanziaria. Lo statuto assieme al simbolo e al codice etico deve essere pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Partiti, tutte le novità del testo lunedì alla Camera

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