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Giornata decisiva per il nuovo fondo di stabilizzazione europeo, l´Esm, elemento chiave dell´operazione anticrisi dei Paesi dell´Unione europea. In attesa del verdetto della Corte costituzionale della Germania, i componenti dalle caratteristiche toghe di colore rosso, hanno fatto sapere di avere accorpato una istanza presentata all´ultimo minuto ad altri reclami già sotto analisi, e che oggi procederanno regolarmente al giudizio. Si tratta dell´appuntamento più atteso dai mercati in una giornata densa di altri eventi di notevole rilevanza, tra cui la presentazione delle proposte della Commissione europea per la creazione di una Unione bancaria, nella quale lo stesso Esm avrebbe una sua funzione.
 
Oggi il presidente della Commissione Jose Manuel Barroso terrà all´Europarlamento di Strasburgo l´annuale discorso sullo stato dell´Unione. La Germania è l´ultimo Paese a dover ratificare il trattato sull´Esm, fondo che a piena potenza potrà contare su 500 miliardi di euro di conferimenti, con cui potrà effettuare interventi di soccorso a Paesi eventualmente in difficoltà. Oppure limitarsi ad acquisti mirati di titoli di Stato per alleviare le tensioni su un Paese richiedente, a condizioni più morbide rispetto a un aiuto pieno, con quello che viene comunemente chiamato “scudo antispread”, un meccanismo fortemente voluto dall´Italia. Gli analisti tendono a escludere una bocciatura da parte della Corte tedesca, che ha sede presso la città di Karlsruhe, ma l´attesa del giudizio è stata comunque carica di tensione.
 
Al momento l´Ue e l´area euro possono già contare su un fondo anticrisi, lo European Financial Stability Facility, o Efsf, che per la sua natura ha intrinsecamente un´efficacia più limitata di quella che avrà lo European Stability Mechanism se entrerà effettivamente a regime. Mentre lo Efsf è un veicolo che per effettuare interventi deve prima raccogliere risorse emettendo sul mercato bond garantiti dai Paesi, l´Esm verrà invece dotato di “moneta sonante”, in maniera progressiva nel corso dei prossimi anni, fino a raggiungere la soglia dei 500 miliardi di euro. Come gli analisti, anche la maggior parte dei politici tedeschi ha rassicurato sul via libera della Consulta. Il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble ha recentemente ricordato come non sia mai avvenuto che la Corte costituzionale tedesca bocciasse un trattato europeo.
 

Oggi la sentenza sul Fondo salva Stati

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@DeBortoliF

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