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Due anni fa l’invasione russa dell’Ucraina. Tempo di bilanci. Non solo economici e militari, ma anche della guerra di spie, giocata sull’intero scacchiere europeo e mediterraneo. È bene chiarire che qui si parla della partita a scacchi dell’intelligence e, per quanto riguarda i russi, non di spie con cartellino identificativo dell’Fsb, cioè con il pass della Lubianka. Non di funzionari, apparatnik, spie-burocrati. Ma di quella complessa partita a scacchi, fluida e ambigua, che è un gioco in cui russi (come i loro connazionali impegnati ai vertici dei tornei internazionali con re, regine, pedoni ed alfieri) eccellono, bisogna darne atto.

Come nella disinformazione e nelle altre cosiddette “misure attive”. Del resto, l’Italia è stata la patria del “most valuable agent of Kgb”, rivelato alla fine degli anni Novanta, dal cosiddetto Archivio Mitrokhin, “Dario”, cioè Giorgio Conforto (che ha attraversato la storia del nostro Paese dal fascismo alle Br).

Ebbene, premessa questa avvertenza, cosa si può constatare? Che nell’anno che si è chiuso, il 2023, la Russia ha messo a segno contro l’Italia tre reti. E l’Italia ha segnato un gol. Parliamo innanzitutto della fuga (22 marzo 2023) dai domiciliari dell’uomo di affari russo, figlio di un magnate della stretta cerchia di Putin, Artem Uss, su cui pendeva la richiesta di estradizione da parte del Dipartimento di Stato americano.

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha dichiarato: “Segnalo che non eravamo stati informati a livello di intelligence dalle altre intelligence sulla natura della figura (di Uss, ndr)”. Naturalmente, questa non è una giustificazione, semmai occorre chiedersi perché. In ogni caso, bisognerebbe pur sapere chi abbiamo in casa. E non affermare di brancolare nel buio perché nessuno ci dice nulla. Al di là delle pastoie burocratiche del ministero della Giustizia, dei meccanismi della giustizia italiana, del braccialetto elettronico che faceva le bizze eccetera, resta il fatto che in certi casi una fuga evita molti imbarazzi.

Il classico esempio è quello di Kim Philby, la talpa russa che stava per diventare il capo del MI6. Una delle sue migliori biografie si intitola, “Una Spia tra Amici”, e spiega che fu lasciato fuggire perchè il suo arresto avrebbe creato più problemi a chi restava che lo smacco del suo trasferimento a Mosca. Artem Uss del resto operava a Milano e in Lombardia, “la regione più industrializzata d’Italia” che lo stesso Putin nei giorni scorsi rispondendo alle domande della studentessa italiana Irene Cecchini ha dichiarato di amare di più.

La seconda rete a favore di Mosca, forse un autogol, è stato l’incidente sul Lago Maggiore (28 maggio 2023) in cui hanno perso la vita 007 italiani e israeliani, impegnati in una missione antiproliferazione riguardante l’Iran (principale fornitore di dispositivi militari sofisticati per i russi, come droni e missili usati in Ucraina, invio sempre smentito ufficialmente da Teheran) e a supporto di Hamas e degli Houti.

Terzo gol, anzi un vero e proprio tiro spiazzante, il successo mediatico e di influenza del libro pro-Russia del generale Vannacci. Addetto militare a Mosca, Roberto Vannacci è stato espulso, tra gli altri, dalla nostra ambasciata a Mosca come misura di reazione alla cacciata nella primavera 2022, di 600 spie russe dai Paesi occidentali, Italia compresa. Come addetto militare nei mesi precedenti all’invasione in Ucraina non si era accorto dell’imminente “operazione militare speciale”, ma ha avuto modo di apprezzare lo stile di vita della capitale russa, dove i bambini non urlano quando giocano ai giardinetti, come ha scritto.

Nel suo libro “Il mondo al contrario” (Ferragosto 2023) la narrativa strategica favorevole al Cremlino è talmente scontata da poter essere considerata da manuale. Non suonano forse allo stesso modo le dichiarazioni della Cecchini che durante il forum significativamente intitolato «Idee forti per tempi nuovi» ha intervistato (22 febbraio 2024) il presidente Putin dichiarando che è innamorata della Russia, tanto di sognare di vivere lì? A questo proposito nei giorni scorsi si è appreso che almeno tre università italiane hanno o avevano stipulato accordi per il riconoscimento della doppia laurea con l’Università moscovita Mgimo dove studia la ragazza, anche per pochi mesi di frequenza, mentre alcuni esperti hanno segnalato il pagamento di borse di studio come potenziale strumento di reclutamento.

Il prossimo 12 marzo esce un secondo libro di Vannacci, “La Forza e il Coraggio” (da notare le maiuscole), a due mesi dalle elezioni europee, ma il fatto a ben guardare andrà valutato in sé e per sé, indipendentemente dalla sua eventuale candidatura alle elezioni europee con la Lega di Salvini. L’Italia da parte sua ha “segnato” un bel gol: la condanna (non ancora definitiva) per spionaggio a favore della Russia nel febbraio 2023 dell’ufficiale italiano Walter Biot, arrestato con le mani nel sacco a passare documenti militari classificati nel marzo 2021. L’anno in cui l’intelligence americana ha messo a segno il principale successo di questa guerra di spie, quando è riuscita a ottenere i piani militari di invasione dei russi. Non si sa come è riuscita, si sa solo che l’ha fatto e che a settembre di quell’anno a Parigi ha condiviso quelle informazioni con gli alleati.

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