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“Cina e Stati Uniti hanno bisogno di dialogo. Dovremmo riprendere il dialogo, e quello che ci serve di più è approfondire il dialogo e avere un dialogo a tutto tondo. Attraverso il dialogo, aumenteremo la comprensione e ridurremo le incomprensioni e i giudizi errati”. Con queste parole, il cui wording calcato sulla parola “dialogo” ha un significato evidente, Wang Yi, ministro degli Esteri di cinese e capo degli Esteri del Partito comunista cinese, ha aperto ieri la sua visita di tre giorni a Washington, con in agenda incontri con alcuni dei massimi esponenti dell’amministrazione Biden. Ha aggiunto che “la Cina cercherà il consenso e la cooperazione per riportare il prima possibile le relazioni sul binario di uno sviluppo sano, stabile e sostenibile”.

Il primo dei politici americani con cui Wang si è interfacciato è stato Antony Blinken, segretario di Stato, con cui ha avuto un bilaterale poco dopo essere atterrato su suolo statunitense. In una nota diffusa dopo l’incontro, il dipartimento di Stato ha dichiarato che i due uomini hanno affrontato “aree di differenza” e “aree di cooperazione”, mentre Blinken “ha ribadito che gli Stati Uniti continueranno a difendere i nostri interessi e valori e quelli dei nostri alleati e partner”. Il linguaggio del corpo nelle foto scattate dai fotografi suggeriscono però un clima teso, con una postura rigida e uno sguardo forte mostrato da entrambi i politici.

Dopo Blinken, Wang ha incontrato Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, e il presidente Joe Biden. Cina e Stati Uniti “dovrebbero guardare a San Francisco, promuovere la stabilizzazione e la ripresa delle relazioni Cina-Usa e riportarle quanto prima sulla via di uno sviluppo sano e stabile”, ha dichiarato dopo l’incontro alla Casa Bianca che è stato organizzato per il principio di reciprocità diplomatica, considerando che, durante la sua visita a Pechino, Blinken ha avuto l’opportunità di incontrarsi con il leader cinese Xi Jinping.

Non vi è stata ancora nessuna conferma ufficiale di un eventuale incontro tra Biden e Xi al Asia-Pacific Economic Cooperation summit del prossimo mese a San Francisco, incontro di cui il viaggio di Wang in terra americana dovrebbe essere promotore. Tuttavia secondo Scott Kennedy, senior advisor e trustee chair del Center for Strategic and International Studies di Washington, nonché esperto di economia e affari cinesi, tale eventualità è molto probabile. Kennedy ha dichiarato che “a sua visita è probabilmente finalizzata a definire l’agenda e a negoziare i potenziali risultati”. L’ultimo summit tra Biden e Xi risale al novembre 2022, al margine del G20 ospitato a Bali dall’Indonesia.

Numerosi i temi al centro delle discussioni del ministro degli Esteri cinese con esponenti dell’amministrazione americana. Dalla guerra in Ucraina, dove la Cina si è schierata decisamente a favore di Mosca, all’escalation in Palestina, dove Pechino ha preso una posizione quasi intangibile, fino alla questione di Taiwan. “Sappiamo che la Cina ha rapporti con diversi Paesi della regione e li esortiamo a usare questi rapporti, le linee di comunicazione che hanno, per favorire la calma e la stabilità” ha dichiarato al riguardo il portavoce del dipartimento di Stato americano. E ancora, la competizione strategica tra le due superpotenze e l’accrescersi delle tensioni nell’Indo-Pacifico, dove proprio poche ore fa si è sfiorato un incidente tra un caccia cinese e un bombardiere strategico americano.

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