Skip to main content

A inizio gennaio, il National Institute of Standards and Technology (Nist) del Dipartimento del Commercio americano lanciava un appello pubblico per capire quali fossero i migliori approcci per rendere sicuri gli agenti di intelligenza artificiale. Sempre più utilizzati dalle varie aziende, questi strumenti nascondono un alto rischio per la sicurezza nazionale, a iniziare dagli hackeraggi. Non solo. “Se non vengono controllati”, scriveva il Nist, “potrebbero minare la fiducia dei consumatori e frenare l’adozione delle più recenti innovazioni in materia di intelligenza artificiale”. Per questo dava 60 giorni di tempo a società, ricercatori e altri stakeholders per formulare “esempi concreti, buone pratiche, casi di studio e raccomandazioni attuabili basate sulla loro esperienza nello sviluppo e nell’implementazione di sistemi di agenti IA e nell’anticipazione dei rischi correlati”. Nel frattempo, il Center for AI Standards and Innovation (Caisi) del Nist lancia la sua iniziativa. Si chiama AI Agent Standards Initiative e l’obiettivo è nientemeno che diffondere fiducia sulla tecnologia.

Come si legge dall’annuncio, il piano “mira a promuovere l’ecosistema emergente di standard e protocolli di IA guidati dal settore, consolidando al contempo il predominio degli Stati Uniti sulla frontiera tecnologica”. Lo farà in collaborazione con un altro ramo del Nist, l’Information Technology Laboratory (ITL) promuovendo “standard e protocolli tecnici guidati dal settore che creino fiducia pubblica negli agenti di intelligenza artificiale, catalizzino un ecosistema di agenti interoperabile e ne diffondano i benefici a tutti gli americani e in tutto il mondo”.

Tre sono i pilastri lungo cui si muoverà questa iniziativa. Il primo mira a facilitare lo sviluppo di linee guida per gli agenti di IA, rafforzando anche il ruolo di Washington negli organismi internazionale; il secondo promuove lo sviluppo e la salvaguardia dei protocolli open source degli agenti; il terzo punta a rafforzare la ricerca nella sicurezza e dell’identità di questi strumenti, così da arrivare a un’adozione completa e affidabile.

Un aiuto importante arriverà anche dall’esterno. O almeno questo è l’augurio del Nist, che invita tutti gli esperti in materia a farsi avanti e a suggerire le loro proposte. Non soltanto rispondendo all’appello lanciato a inizio gennaio in scadenza il 9 marzo. Ma anche a quello promosso dall’ITL sull’identità e l’autorizzazione degli agenti di IA, che scadrà il prossimo 2 aprile.

Il Caisi non è l’unico ad occuparsi della mitigazione dei rischi. Dentro il Nist ci sono tante altre unità, a cominciare dall’AI Risk Management Framework, che supporta le organizzazioni e le aiuta a fidarsi della tecnologia ad alto impatto. Nelle prossime settimane verranno organizzati convegni e sessioni di ascolto per favorire lo scambio di idee. Con l’obiettivo di rendere sicuro l’intero ecosistema, che confermerebbe allo stesso tempo la leadership americana.

Chatbot

Obiettivo zero rischi. Ecco l'iniziativa degli Usa sugli agenti IA

Il National Institute of Standards and Technology ha lanciato AI Agent Standards Initiative per cercare di diffondere fiducia su questi strumenti, raccomandandone il giusto utilizzo. L’obiettivo è promuovere l’ecosistema in modo sicuro e confermare la leadership americana

Taiwan parla e si muove. Ecco come Taipei sfugge alla morsa cinese

Taiwan sta ridefinendo la propria strategia internazionale combinando diplomazia assertiva, centralità tecnologica e una nuova postura difensiva per contrastare la pressione crescente della Cina. Dalla comunicazione strategica alle supply chain dei semiconduttori, fino al rapporto cruciale con gli Stati Uniti, l’isola emerge come uno snodo decisivo della competizione globale nel XXI secolo

Prima le auto, ora l’AI. La lunga partita cinese sul costo come arma strategica

Di Antonio Zennaro

La strategia cinese potrebbe puntare a non vincere per superiorità assoluta, ma comprimere i margini dell’ecosistema americano fino a renderne più fragile la sostenibilità economica. Non è una corsa al primato simbolico. È una guerra di attrito sui prezzi. L’intervento di Antonio Zennaro, già membro del Copasir e della Commissione Finanze

Nikolajewka. Il gen. Federici racconta memoria, valori e identità del Corpo degli Alpini

Di Franco Federici

Nikolajewka può essere letta come un passaggio decisivo della storia militare italiana, dove la ritirata degli Alpini si trasforma in un racconto di resistenza, scelte estreme e legami umani messi alla prova. Nella steppa russa del gennaio 1943 si manifestarono sacrificio, leadership e senso della comunità, elementi che hanno segnato in modo duraturo l’identità alpina. A oltre ottant’anni di distanza, quella vicenda continua a parlare al presente. La riflessione del generale Franco Federici, decano del Corpo degli Alpini e consigliere militare del presidente del Consiglio

Iran, il dispiegamento militare americano è il più consistente dalla Guerra del Golfo. Cosa significa

Mentre i negoziati tra Stati Uniti e Iran proseguono sotto stretta riservatezza, Washington sta rafforzando la sua presenza militare in Medio Oriente come non accadeva dai tempi della Guerra del Golfo. Gruppi portaerei, cacciatorpediniere, caccia di quinta generazione e assetti di guerra elettronica disegnano un dispositivo che mira chiaramente a colpire le difese aeree di Teheran, laddove la Casa Bianca decidesse di procedere con l’uso della forza

Mobilità militare e difesa collettiva. Dal Forum di Vilnius soluzioni verso il 2030

In occasione del Forum sulla mobilità e la resilienza militare a Vilnius sono emerse due esigenze: snellire le procedure che ancora oggi impediscono la rapidità di truppe su suolo europeo e legare politicamente i tre temi in ballo (Nato, difesa europea e atlantismo). Presenti anche gli italiani Raffaele Fitto e Mario Mauro. “Quando investiamo in infrastrutture a duplice uso – corridoi ferroviari, terminal, ponti, porti – non scegliamo tra difesa ed economia. Rafforziamo entrambe” ha detto l’ex ministro della difesa italiano.

Il Perù e l’ennesimo presidente. Cronaca di una crisi politica annunciata

A soli otto mesi dall’arrivo al potere, per l’impeachment di Dina Boluarte, il giovane presidente José Jerí è stato destituito dal Congresso per atteggiamenti inadeguati. Gli incontri sotto accusa con imprenditori cinesi

Tutto quello che potrebbe mettere a rischio il summit Usa-Cina. L'analisi di Sisci

Il summit Usa-Cina di aprile è improvvisamente in discussione. Pechino vuole parlare di politica anziché di commercio e crede di avere il coltello dalla parte del manico. C’è poi un calcolo più grande… L’analisi di Francesco Sisci, direttore di Appia Institute

Bruxelles sblocca il Safe. All’Italia 14,9 miliardi di prestiti per la difesa

L’Unione europea attiva il Safe e autorizza otto Paesi, tra cui l’Italia, ad accedere a prestiti agevolati per rafforzare la difesa. Per Roma sono previsti 14,9 miliardi con rimborsi a lungo termine, destinati a difesa aerea, antimissile e sistemi anti drone. Lo strumento punta a sostenere industria e capacità operative, bilanciando preferenza europea e aperture mirate a fornitori extra Ue

Ecco come il Venezuela inguaia la Russia (c'entra il petrolio)

Da quando gli Stati Uniti hanno aperto il mercato venezuelano, uno dei più grandi e ricchi del mondo, molti Paesi tradizionalmente clienti di Mosca hanno deciso di guardarsi attorno e diversificare le forniture. E così la Russia si ritrova circondata dai suoi stessi barili che nessuno, tranne la Cina, vuole

×

Iscriviti alla newsletter