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Nulla di nuovo ed inatteso negli ultimi dati Istat usciti oggi. La solita litania sul caro energia che ha aumentato i costi delle bollette delle famiglie e, se perdura nel tempo, alimenterà inflazione che peserà di più sui ceti medio-bassi. L’inflazione da aumento dei prezzi delle fossili incide infatti di più per chi ha redditi più bassi e carrello della spesa dove energia ed alimentari pesano di più. I dati sulla povertà sono la conseguenza.

La strana e ricorrente sensazione per noi economisti è quella di essere nel film Il giorno della marmotta nel quale il protagonista è condannato a svegliarsi sempre nello stesso giorno. Siamo evidentemente una civiltà dei pesci rossi dove ogni 8 secondi la memoria si azzera e il mondo ricomincia. Altrimenti non si spiegherebbe perché non impariamo dall’esperienza del passato. L’esplosione dei prezzi delle fossili ha creato inflazione alla fine degli anni 70 (e ce la siamo tenuta per 10 anni per via della scala mobile). Poi c’è stata la crisi del gas per la guerra in Ucraina. Infine, a stretto giro di posta, di nuovo viviamo lo stesso film.

La soluzione è la riduzione della dipendenza dalle fonti fossili. Nelle ore del giorno in cui la domanda di energia è interamente soddisfatta dalle rinnovabili i prezzi all’ingrosso dell’energia vanno a zero. Quando c’è bisogno di gas il prezzo esplode. Nei paesi dove il primo fenomeno avviene più frequentemente (perché le rinnovabili sono più diffuse) i prezzi medi dell’energia sono più bassi e ci sono le condizioni per abbassarli anche nelle bollette. In Italia quello che non manca è l’energia e la creatività degli italiani.

Abbiamo 600 comunità energetiche rinnovabili e 48mila domande. E abbiamo 300gw di progetti presentati per nuovi impianti rinnovabili in attesa di valutazione. La soluzione è in tre-quattro mosse: sconto in bolletta per le Cer, accelerazione delle procedure di autorizzazione e potenziamento della commissione di valutazione d’impatto ambientale, riduzione delle bollette per le comunità che vivono in prossimità di grandi impianti per evitare il Nimby, legge su obbligatorietà dei pannelli nei parcheggi come in Francia.

Ho scritto con Claudio Becchetti e Francesco Naso un libro 4 anni fa. S’intitolava Rinnovabili subito. Una proposta per la nostra indipendenza energetica. Quattro anni sono una vita, e purtroppo non sono 8 secondi. Per questo c’è bisogno di ribadire in questo articolo di commento. Sperando che domani non sia un altro giorno della marmotta.

Contro il declino raccontato dall'Istat ripartiamo da energia e creatività. Scrive Becchetti

La strana e ricorrente sensazione, leggendo i dati dell’Istat, è quella di essere nel film “Il giorno della marmotta” nel quale il protagonista è condannato a svegliarsi sempre nello stesso giorno. Siamo evidentemente una civiltà dei pesci rossi dove ogni otto secondi la memoria si azzera e il mondo ricomincia. La soluzione contro il costo della vita è semplice, la riduzione della dipendenza dalle fonti fossili. Il commento di Leonardo Becchetti

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