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Marco Zanni, eurodeputato della Lega e presidente del gruppo Identità e democrazia, ha deciso: l’olandese Marcel de Graaff, esponente del Forum per la democrazia, va espulso dal gruppo. Oggi è stata avviata la procedura che sarà ultimata a inizio novembre. Intanto, de Graaff è stato sospeso. A riferirlo sono fonti del gruppo a Formiche.net.

In apertura della plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, Zanni aveva parlato a nome del gruppo usando parlando chiare: “Dobbiamo continuare a garantire il nostro sostegno per far sì che questa guerra finisca il prima possibile e finisca con un’Ucraina vincente”. L’invasione russa è un atto “criminale” e “ingiustificato”.

De Graaff, al contrario, stava creando inutili imbarazzi per molte sue posizioni, a iniziare da quelle a favore di Vladimir Putin e dell’invasione russa dell’Ucraina. Le più recenti su Twitter: “Il movimento Lgbtqi ha l’obiettivo ultimo di normalizzare la pedofilia, lo stupro di minori”; “Sembra che la Nato stia pianificando un primo attacco nucleare, poiché diventa chiaro che perderà il conflitto in Ucraina”, con riferimento all’esercitazione Stedfast Noon – che è di routine e non prevede l’impiego di armi vere – dell’Alleanza Atlantica e spiegando che “la Russia deve perdere affinché loro realizzino il Nuovo Ordine Mondiale” e due hashtag molto in voga tra i complottisti come #WEF e #Agenda2030.

Il leader di Forum per la democrazia è Thierry Baudet. In un video dei giorni scorsi diventato virale lo si vede e sente sostenere che “siamo governati da un complotto globale di malvagi rettili”, che “l’unico attore globale che si sta opponendo è Vladimir Putin”. Dichiarandosi “fan” del leader russo, Baudet lo definisce “cavaliere oscuro”, “l’eroe di cui abbiamo bisogno” contro l’imperialismo americano. Putin “deve vincere e noi dobbiamo fare tutto il possibile per sostenerlo”, aggiunge.

In un tweet successivo Baudet ha spiegato che “naturalmente si trattava di una metafora. Parlavo di una cospirazione dietro le quinte di globalisti, servizi segreti, psicopatici – che sta facendo sparire la democrazia e la libertà. Coloro che ci fanno questo sono una specie di disumani, rettili, macchine, dissennati insomma”.

A inizio anno, de Graaff, unico eurodeputato del Partito per la libertà di Geert Wilders, aveva deciso di cambiare partito e unirsi al Forum per la democrazia. Non voleva più essere membro “di un partito che spinge le persone a vaccinarsi” e la formazione di Baudet – condannato per aver paragonato le politiche olandesi sul Covid-19 all’Olocausto – era l’unica che resistesse pubblicamente alle “minacce” alla “salute, alla libertà e alla democrazia”, aveva spiegato su Twitter. Mentre il partito di Wilders è membro del gruppo Identità e democrazia (di cui fanno parte anche il Rassemblement national di Marine Le Pen e Alternative für Deutschland), a quello di Baudet non sono mai state aperte le porte per l’affiliazione.

Come aveva raccontato il giornalista David Carretta di Radio Radicale, il Forum per la democrazia di Baudet non è più menzionato sul sito web tra i membri del Partito dei conservatori e dei riformisti europei presieduto da Giorgia Meloni. “C’era fino alla scorsa settimana. E ancora si vede la presenza di un partito olandese sulla cartina”, ha scritto. “Anche se avrebbe meritato meno discrezione, sarebbe una decisione positiva da parte di Meloni viste le posizioni di Baudet sulla guerra della Russia contro l’Ucraina”, aveva aggiunto.

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