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Il Regno Unito, e per estensione il mondo democratico, si trova in un momento epocale della storia in cui occorre scegliere tra l’agire oggi per affrontare la manipolazione della tecnologia da parte della Cina o subirne le conseguenze domani. È il focus del discorso odierno di Sir Jeremy Fleming, direttore del Government Communications Headquarters (l’agenzia di signals intelligence britannica), alla Rusi Annual Security Lecture 2022.

Nonostante la grave crisi provocata dall’invasione russa in Ucraina, rimane dunque la Repubblica popolare la principale sfida da affrontare. Il Partito comunista cinese mira a manipolare la tecnologia che utilizziamo tutti quotidianamente per aumentare la sua influenza in patria così come all’estero, fornendo sempre maggiori opportunità di sorveglianza, spiega Fleming. Inoltre, la Cina sta cercando di creare un sistema clientelare di “economie e governi vassalli” tramite l’esportazione di tecnologie in tutto il mondo, affermando che questi Paesi rischiano di “ipotecare il futuro” acquistando tecnologia cinese con “costi nascosti”.

Il suo discorso affronta temi come le proposte cinesi per nuovi standard Internet che potrebbero fornire metodi di tracciamento e un maggiore controllo governativo; la creazione di valute digitali cinesi, che potrebbero essere utilizzate per monitorare le transazioni degli utenti e cercare di eludere il tipo di sanzioni imposte alla Russia; e piani per un sistema satellitare cinese.

Il Gchq crede che il sistema di navigazione satellitare cinese BeiDou – che funziona in modo simile al Gps – sia stato sviluppato sia come mezzo per tracciare individui che come arma segreta per inabilitare i satelliti utilizzati dalle nazioni occidentali rivali. BeiDou, che fornisce navigazione ad aerei, sottomarini, missili e servizi commerciali, è già stato integrato nelle esportazioni cinesi in oltre 120 Paesi in tutto il mondo.

“Molti credono che la Cina stia costruendo una potente capacità antisatellite, con la dottrina di negare ad altre nazioni l’accesso allo spazio in caso di conflitto”, spiega Fleming. “E si teme che la tecnologia possa essere utilizzata per rintracciare individui”. Tuttavia, “il controllo cinese in queste aree non è inevitabile, ma il nostro futuro vantaggio tecnologico e strategico si basa su le scelte che la nostra comunità dovrà urgentemente compiere. Al Gchq è nostro privilegio e dovere individuare i momenti epocali nella storia, come quello che affrontiamo oggi”.

Mentre il Regno Unito e i suoi alleati cercano di utilizzare la scienza e il progresso tecnologico per accrescere la prosperità, il Partito comunista cinese li utilizza come “strumento per ottenere vantaggi attraverso il controllo dei propri mercati, di quelli nella loro sfera di influenza e dei propri cittadini”. La “grande forza” di Pechino “si unisce alla paura del Partito comunista di perdere controllo. Questa combinazione la sta spingendo in azioni che potrebbero rappresentare un’enorme minaccia per tutti noi. Vedono opportunità per controllare il popolo cinese piuttosto che cercare modi per sostenere e liberare il potenziale dei loro cittadini. È una convinzione basata sulla paura: paura dei propri cittadini, della libertà di parola, del libero scambio, degli standard tecnologici aperti e delle alleanze. Una paura dell’intero ordine democratico aperto e il sistema internazionale basato sulle regole”.

Fleming aggiunge che il Partito comunista cinese sta imparando delle lezioni dalle perdite “sbalorditive” della Russia in Ucraina e stia cercando di costruire una valuta digitale centralizzata per isolarsi dalle potenziali sanzioni internazionali nel caso la Cina invadesse Taiwan. Da qui, il giudizio netto sulla guerra di Vladimir Putin in Ucraina: “Lungi dall’inevitabile vittoria militare russa secondo la loro macchina di propaganda, è chiaro che l’azione coraggiosa dell’Ucraina sul campo di battaglia e nel cyberspazio sta cambiando le sorti”.

Le mani della Cina sulla tecnologia. L’alert degli 007 inglesi

Le democrazie sono davanti a una scelta: agire oggi per affrontare la manipolazione della tecnologia da parte di Pechino o subirne le conseguenze domani. Il discorso di Jeremy Fleming, capo del Gchq

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