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Renzi ha detto che il grillismo è finito con la conversione garantista di Luigi Di Maio. Direi che possiamo aggiungere anche la reazione social alla decisione del Senato di concedere – a giusta logica di diritto – il vitalizio a Formigoni: qualche post più nostalgico che fanatico dell’anticasta, molte reazioni problematiche, insomma l’aria è cambiata.

Il popolo viene, il popolo se ne va. Mutevole è la sorte di chi insegue i populisti: altare e gogna si succedono vorticosamente. Ricordo il successo di alcuni politici “rivoluzionari” anche all’interno della Dc: per un po’ campeggiavano sui titoli di giornale, poi divenivano vittime del loro stesso sistema, secondo il motto per cui “per ogni puro c’è uno più puro che ti epura”.

Anche per i populisti va così: alla gente è piaciuto attribuire i propri guai ai vitalizi anziché alla congiuntura internazionale, alla casta costosa anziché alla globalizzazione, insomma a spiegazioni facili anziché a discorso complessi, come si sarebbe fatto al tempo dei partiti novecenteschi.Ed è andata così:maggioranza parlamentare a quelli che oggi chiamiamo “scappati di casa”, ma a votarli siamo stati noi italiani, non marziani scappati da Marte.

Tutto passato, tutto finito? No, caro Renzi, la politica sarà anche diventata veloce, ma stagioni e movimenti non si consumano così facilmente. La Dc è finita 27 anni fa, ma Renzi ed io siamo ancora in parlamento. Altri democristiani più capaci di noi sono al governo, al Quirinale, alla guida di importanti istituzioni.

Si dirà che la Dc era una grande scuola, il movimento cinque stelle no. Ma neppure l’Italia è la stessa del tempo democristiano.Le tossine populiste sono entrate nell’organismo del Paese, in modo irrimediabile. Possiamo sperare che Di Maio diventi Malagodi, ma non è detto che il popolo voti di nuovo per lui.Girano per l’Europa fantasmi vecchi e nuovi, e potrebbero venire ad abitare anche i castelli caduti della politica italiana.

Occhio, Renzi: un terzo dei votanti è stato grillino, e non è detto che al prossimo giro si contenti di Salvini, Meloni e di Conte stesso. Scommettere sulla fine del populismo è come annunciare la fine della pandemia: i virus sorprendono sempre.

Caro Renzi, il populismo non è (ancora) morto. Scrive Rotondi

Occhio, Renzi: un terzo dei votanti è stato grillino, e non è detto che al prossimo giro si contenti di Salvini, Meloni e di Conte stesso. Scommettere sulla fine del populismo è come annunciare la fine della pandemia: i virus sorprendono sempre. Il commento di Gianfranco Rotondi

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