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Che ci faceva “Cane pazzo” a Goldman Sachs? Nei giorni scorsi il generale a quattro stelle James “Mad Dog” Mattis, ex capo del Pentagono dimessosi dopo le tensioni con il presidente Donald Trump sul ritiro delle truppe statunitensi dalla Siria, è stato invitato da una delle più grandi banche d’affari del mondo, che l’ha interrogato su diversi temi: la risposta globale alla pandemia, lo stato del panorama geopolitico e il perché le alleanze sono fondamentali per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

Quanto all’ultimo punto ha spiegato: “Per 25 anni la politica estera è stata militarizzata dagli Stati Uniti, non è una dichiarazione di parte. Entrambe le parti l’hanno fatto”, ha detto da ex militare soprannominato anche “monaco guerriero” per la sua fedeltà all’esercito (non si è mai sposato) ed ex capo del Pentagono. “Penso che se rimettiamo il dipartimento di Stato alla guida, torniamo a utilizzare gli strumenti tradizionali delle diplomazia, possiamo ripristinare la fiducia che è stata praticamente distrutta con i nostri alleati e possiamo ripristinarla anche in un periodo piuttosto breve, basta vedere le congratulazioni che arrivano proprio ora dalle capitali straniere al nuovo presidente eletto”. Parole che suonano come un affondo contro l’uscente Trump (che l’ha nuovamente attaccato di recente) e un’attestato di fiducia verso Joe Biden (a cui, con un articolo su Foreign Affairs, ha consigliato di abbandonare immediatamente l’America First).

Mattis non è un volto sconosciuto a Goldman Sachs. Tutt’altro. Prima delle nomina a segretario alla Difesa nel 2017 il Washington Post rivelò che il generale, tolta la divisa, aveva iniziato a tenere conferenze pagate davanti a platee di prim’ordine come Northrop Grumman e, appunto, Goldman Sachs. A cui si sommavano posizioni in Theranos e General Dynamics.

Può però sorprendere la scelta di Goldman Sachs di intervistare l’ex generale Mattis. L’ultimo esponente della Difesa ad aver partecipato ai Talk with GS era stato un anno fa Mark Esper, fino a qualche settimana fa capo del Pentagono (aveva preso il posto di Mattis e, anche lui, ha lasciato dopo le molte tensioni con il presidente Trump). Un po’ meno indietro dobbiamo tornare per trovare un militare: l’ammiraglio Timothy Keating, ex comandante dello US Pacific Command, è stato ospite dei colloqui di Goldman Sachs ad aprile.

Ma la banca, che aveva festeggiato la vittoria di Biden, sembra ora interessata ad approfondire i temi della difesa. E per farlo chi meglio di Mattis, che ha buoni rapporti con Michelle Flournoy, secondo molti favorita per diventare capo del Pentagono, e i cui collaboratori stanno aiutando da settimane il team Biden come rivelato da Politico?

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