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Come cambierà il mestiere dell’assicuratore nei prossimi anni? Ovviamente i primi a chiederselo sono gli stessi operatori del settore, che da anni devono far fronte ad un cambiamento epocale.
Cambiamento che Jacques Attali, economista e futurologo francese, il più ascoltato dall’ex presidente francese Mitterand, prevedeva già  nel 2006, prefigurando un mondo “dominato dalle assicurazioni”.
Del resto la globalizzazione ha spinto verso un sistema che prevede sempre più spesso a garanzia dei contratti polizze assicurative sempre più vincolanti (i cosiddetti “performance bond”).
La tesi di Attali è abbastanza semplice e condivisibile: in un mondo dove la giustizia funziona sempre peggio e la fiducia – anche tra persone amiche – è sempre più spesso tradita, cosa c’è di meglio una assicurazione per dormire sonni tranquilli?

Con la trasformazione digitale, poi, è diventato sempre più accessibile e competitivo il mercato assicurativo. Pensate alla semplicità con cui potete scegliere la vostra polizza per l’auto tra più offerte messe a confronto in pochi secondi da diversi siti nati come funghi negli ultimi anni. Si calcola che oltre il 30% delle polizze-auto siano ormai acquistare direttamente online.
“Il nostro mondo è in bilico tra esperienza ed innovazione” spiega Alfredo Amato, amministratore delegato della Consulbrokers, emergente società di brokeraggio sbarcata da qualche anno a Milano.
“Il nostro mestiere di consulente sta rapidamente evolvendo, dobbiamo nello stesso tempo garantire la fiducia del cliente, conoscere a fondo i rischi del suo business, ma al tempo stesso velocizzare al massimo tutte quelle attività di “mediazione” che prima richiedevano giorni ed ora pochi secondi”.

Consulbrokers ha riunito ieri sera un centinaio tra operatori e clienti nel consueto incontro annuale nella suggestiva cornice del locale di Filippo La Mantia, che da bravo “oste” ha preparato la cena.
Ospite d’onore Leonardo Prati, un giovane romagnolo che si definisce Digital Strategist, e che ha risposto a numerose domande proprio sulla nuova frontiera del digitale, a metà tra il marketing e il modo nuovo di lavorare. “La prima cosa è fornire informazioni, non si può rinunciare a misurasi con il mondo della comunicazione digitale e con le attese del nostro cliente”. Ma l’uso massiccio dell’intelligenza artificiale ha reso ogni domanda possibile. “Riesco io assicuratore ad intercettare questa domanda? Io dico di sì, Ma solo se riesco a produrre contenuti in continuazione” ha concluso Prati.
Le proiezioni di mercato per la Consulbrokers sono davvero ottime, e l’incremento di fatturato registrato nel 2018 e nel 2019 sembra ora impennarsi nelle previsioni del 2020, facendo scalare alla società numerose posizioni tra le aziende operative in Italia e nel mondo.
“Abbiamo da un anno dato vita ad una startup innovativa che ha sviluppato un’app per i nostri partner e clienti che sta cambiando radicalmente il nostro modo di lavorare” aggiunge Emanuele Corsico Piccolini, il giovane dirigente che Amato a messo a capo delle “Digital Operations”. Piccolini con il suo team ha presentato di recente il nuovo prodotto in occasione del 12hrs.us presso la sede dell’Hamburg School of Business Administration.“Il progetto DIB, realizzato con il supporto di MindLab, uno spin-off della Bicocca, ormai è operativo e siamo già nella fase della formazione dei nostri operatori e dei primi casi di applicazione concreta”. Di cosa si tratta? DIB è una piattaforma digitale di supporto al lavoro del broker che può in tempo reale quotare e verificare in pochi secondi le migliori opportunità per il proprio cliente. Processo a cui ha ovviamente accesso in remoto il cliente stesso. “Ci vorrà del tempo – aggiunge Piccolini – ma la piattaforma diventerà presto l’ambiente principale di lavoro dei nostri account che potranno svolgere il loro lavoro in tempo reale mentre sono seduti davanti al cliente”.

Consulbrokers ha lanciato una sfida impegnativa in un settore dove relazione, esperienza e riservatezza l’hanno fatto fino ad oggi da padrona. Ma il mondo cambia, i nostri rischi aumentano e di polizze assicurative ne avremo sempre più bisogno.

Il duro mestiere dell’assicuratore

Come cambierà il mestiere dell’assicuratore nei prossimi anni? Ovviamente i primi a chiederselo sono gli stessi operatori del settore, che da anni devono far fronte ad un cambiamento epocale. Cambiamento che Jacques Attali, economista e futurologo francese, il più ascoltato dall'ex presidente francese Mitterand, prevedeva già  nel 2006, prefigurando un mondo “dominato dalle assicurazioni”. Del resto la globalizzazione ha spinto…

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