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“Adattiamo la nostra alleanza, ora e insieme!”. Questo l’appello lanciato ai capi di Stato e di governo delle due sponde dell’atlantico da un gruppo di esperti e funzionari di punta, europei e americani, nel settore della politica e della sicurezza internazionale. Tra questi figurano il Generale John Allen, già a capo della Military committee della Nato ed ex comandante dell’esercito Usa in Afghanistan; l’ex comandante delle forze Nato in Europa, Philip Breedlove, l’ex ministro della difesa italiano, l’ammiraglio Giampaolo di Paola; l’ambasciatore Stefano Stefanini, ex Rappresentante permanente d’Italia presso la Nato e il già vice-segretario generale della Nato Alexander Vershbow.

Ciò che ha spinto gli esperti a formulare questo appello ai leader atlantici in occasione del summit Nato è la consapevolezza che l’Alleanza “ha bisogno di una strategia lungimirante che indichi come la Nato farà fronte alle sfide di un mondo in rapida e imprevedibile evoluzione”.  Non basta, secondo i firmatari, quando già previsto dai summit del Galles (2014) e Varsavia (2016), cioè “una più robusta struttura di comando, maggiore prontezza operativa e mobilità e una nuova missione di addestramento in Iraq come parte di una più ampia agenda di controterrorismo”. Per costruire una Nato “da Ventunesimo secolo”, è necessario evitare che questa “rimanga indietro rispetto al ritmo dei cambiamenti politici e degli sviluppi tecnologici… le nuove tecnologie, come l’intelligenza cibernetica e artificiale, la disinformazione e le altre minacce ibride, o gli Stati falliti, l’estremismo violento e la migrazione incontrollata”. Di fronte a queste novità occorre preparare la Nato non solo per “affrontare le sfide, ma anche di dominarle”.

Quello che si aspetto gli autori dell’appello è che i leader atlantici “raggiungano un ampio consenso politico e un patto transatlantico rafforzato”. Un patto che – spiegano – “deve basarsi su valori condivisi, solidarietà e un obiettivo chiaro per l’alleanza in questo nuovo contesto di sicurezza in rapida evoluzione”. Per questo sarà fondamentale il contributo degli europei, che sono chiamati a “fare un balzo in avanti più grande di quanto fatto in passato per la propria sicurezza”.

Da un lato è fondamentale che i leader dell’Alleanza le impartiscano “una finalità politica e uno slancio rinnovati”, dall’altro, per la credibilità della Nato, è necessaria una solida capacità militare, “possibile solo se gli Alleati rispettano i loro impegni e condividono una visione comune del futuro dell’alleanza”.

“Al meeting di Bruxelles – concludono i firmatari – voi leader avete l’opportunità di garantire ai cittadini dei Paesi Nato le rassicurazioni strategiche di cui hanno bisogno e che desiderano, da San Francisco a Vancouver, da Riga a Roma, da Amsterdam a Ankara. Coglietela!”.

 

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