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Sean Hannity, volto di Fox, era noto qualche mese fa per essere stato l’unico giornalista della catena televisiva di Rupert Murdoch a sostenere esplicitamente la candidatura di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti. Era stato anche l’unico a prevedere la vittoria.

“La lobby liberale dei media vicini a Hillary Clinton e ai media ‘mainstream’ sono sicuri che tutto è già deciso in queste elezioni – aveva detto Hannity il 26 ottobre del 2016, 12 giorni prima delle presidenziali -. Prima di fare il conteggio dei voti dicono che è impossibile che vinca Donald Trump. Io non sono d’accordo e penso che non stanno diffondendo la verità”.

Secondo il quotidiano The Washington Post, l’intesa tra Hannity e Trump è così profonda che nei corridoi della Casa Bianca il giornalista è considerato “il capo del gabinetto non ufficiale” del presidente. I due parlano frequentemente al telefono e s’incontrano a Washington e nella casa di Trump in Florida.

Entrambi ammettono la simbiosi: sono cresciuti a New York e si considerano outsiders che vivono in costante agitazione. Amano la provocazione e l’attenzione mediatica. Sono ossessionati dal fenomeno dell’immigrazione clandestina. Durante la campagna elettorale hanno alimentato “teorie cospirative” come, ad esempio, l’ipotesi che il presidente Barack Obama non era in realtà nato negli Stati Uniti e che il Russiagate è una farsa.

Hannity è tornato sulle prime pagine perché la scorsa settimana è apparso nella lista di clienti dell’avvocato del presidente, Michael Cohen, indagato dall’Fbi per avere pagato 130mila all’attrice porno Stormy Daniels (qui le foto). Hannity sostiene di non avere mai avuto bisogno dei servizi dell’avvocato. L’ha intervistato per il suo programma di tv e qualche volta gli ha chiesto consigli su affari immobiliari. Nulla di più.

Nato a New York nel 1961, Hannity faceva il barista negli anni ‘80. Non si considera giornalista ma “commentatore politico”. È stato consigliere informale di Trump durante la campagna elettorale ed è sempre stato leale al magnate repubblicano. Conduce un talk show radiofonico intitolato “The Sean Hannity Show” su Premiere Radio Networks e ha una rubrica su Fox News Channel chiamata “Hannity”. Ha un pubblico di circa 3 milioni di persone in tv e 13,5 milioni alla radio. Tra i suoi libri diventati bestselling ci sono Let Freedom Ring: Winning the War of Liberty over Liberalism, Deliver Us from Evil: Defeating Terrorism, Despotism, and Liberalism e Conservative Victory: Defeating Obama’s Radical Agenda.

Negli Stati Uniti molti sostengono che è stato Trump ad avvicinarsi al pensiero radicale di Hannity e non il contrario. Certo è che il presidente americano conta con l’appoggio di un personaggio controverso ma influente, con più di 20 anni di esperienza nelle comunicazioni e i giochi di potere del mondo conservatore americano.

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