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Belli si nasce, ma non basta per diventare dei personaggi amati dal pubblico: lo star system americano ce lo insegna. Serve intelligenza, tempo, e soprattutto tanta capacità di reggere la scena.

Melania Trump, in appena tre mesi, comincia ad oscurare il ricordo anche di quella che fu la prima First Lady americana a divenire una icona dalla classe insuperabile, Jacqueline Kennedy. Lei, Melania, le copertine patinate le aveva già avute: con la sua carriera da modella non le erano mancate. Ma averle da First Lady è ben diverso. Bisogna resettare tutto, cominciare da capo.

Che sia una gran bella donna, Melania Trump, è notorio, ma non basta a farne un personaggio pubblico, e soprattutto amato. Spesso, anzi, l’invidia gioca brutti scherzi, soprattutto quando si sposa un uomo ricco come Donald Trump. Invece Melania è stata geniale nel costruirsi un ruolo pubblico riconoscibile e già molto apprezzato dagli americani, e non solo.

Primo: non si è trasferita a Washington, alla Casa Bianca, e questo per due motivi. Uno è quello ufficiale: vuole rimane a New York perché così può assicurare al figlio di proseguire senza traumi la scuola, già iniziata. Melania è perfetta, dunque, nel ruolo di madre: sacrifica il fasto pubblico alle esigenze familiari. Ma c’è un secondo motivo, assai più importante: bisogna evitare ogni confronto con la moglie di Obama, la Michelle tanto amata dai media che curava addirittura un orticello dietro alla dimora presidenziale. I giornali non avrebbero fatto altro che paragonare i due stili, e certo Melania non si sarebbe mai messa ad innaffiare insalata e a raccogliere pomodori. Lei non si presta a questi mezzucci pubblicitari: vuole diventare un mito. E si costruisce un personaggio completamente diverso, d’accordo con Donald, the Boss.

Secondo: il Presidente degli Stati Uniti è un vero maschio Alfa, come è tipico nell’immaginario collettivo. E’ il Commander in Chief, l’uomo che può scatenare la guerra atomica. E così, sin dalla prima uscita ufficiale, si costruiscono ruoli perfettamente coerenti: all’ingresso ufficiale alla Casa Bianca, Donald Trump esce dall’autovettura e si dirige con decisione verso la coppia Obama che aspetta davanti alla porta, senza aspettare che Melania lo accompagni, mano nella mano. La stampa, subito, recupera il video del passaggio di consegne tra gli Obama ed i Bush, otto anni prima, e mette in luce l’amorevolezza con cui Barack e Michelle salivano gli scalini insieme. Altro stile, altra classe, si stigmatizzava sui giornali. Ma Donald Trump aveva cominciato a dimostrare al mondo che lui è il Capo, e che non fa smancerie con la moglie. Ecco, però, che il mondo comincia a compiangere la povera Melania: ha sposato un ricco prepotente, mentre lei è trascurata. Perfetto, geniale, è quello che serve per cominciare a farne un personaggio: una bella donna che soffre, per di più a causa di un marito ricco ed arrogante, fa sempre un effettone. La sceneggiatura continua: alla cerimonia per il giuramento, Melania si presenta con un abito di una classe infinita: una icona di bellezza ineguagliabile. Ma è triste, mai un sorriso. Nessun regista americano avrebbe fatto meglio. Tutto il mondo comincia ad affezionarsi a Melania: una donna bellissima, che soffre la solitudine in una gabbia dorata…

Terzo: Melania non solo soffre, ma soprattutto non ci sta ci sta a fare i salamelecchi al marito. Per ben due volte, ostentatamente, The Donald cerca di prenderle la mano, scendendo dalla scaletta dell’aereo presidenziale. Niente da fare: Melania non la stringe. Anzi, fa come per respingere l’avance. Geniale: è una donna di carattere, che non vuole passare per quella che ubbidisce senza discutere. Ha la sua dignità, ferita, e lo fa vedere. I media di tutto il mondo impazziscono: è una donna di carattere, che si fa rispettare anche dal Presidente. I ruoli si equilibrano: sono entrambi due caratteri forti.

Quarto: prendere la scena. A Taormina, Melania ha spopolato. Vestiti bellissimi, molto vistosi, che solo lei può indossare. Moda italiana, prodotti di un lusso sfrenato che le altre mogli non si possono neppure sognare di indossare. Affonda i colpi senza pietà: è sempre e solo lei al centro dell’attenzione, così come lo è il Presidente americano al tavolo del Summit. Una coppia che spacca, senza possibili rivali. Purtroppo, al G7 di Taormina, l’unico confronto possibile era con la first lady francese, Brigitte. Ma quest’ultima era sconfitta in partenza: la sua storia d’amore con il marito, il Presidente Emmanuel Macron, è bella da raccontare, ma poi il personaggio Brigitte non c’è. Rimane solo la differenza di età tra i due, visto che era la sua professoressa di teatro ai tempi del liceo, ed una scelta di eleganza poco appariscente, con abiti talora dichiaratamente presi a prestito dalla Casa di moda, per dimostrare morigeratezza. Insomma, per una ragione di scelta politica, la moda francese è rimasta schiacciata dalla prorompente vitalità di quella italiana. Già, perché i grandi stilisti americani si erano subito dichiarati indisponibili a “vestire” Melania Trump: la loro idiosincrasia politica verso il marito puniva la moglie: una fesseria assoluta, in cui si sono insinuati i nostri Dolce & Gabbana. Per l’Italia, che ospita il vertice, è un gesto di omaggio.

Risultato: Melania si è guadagnata i galloni di First Lady. Ha carattere, è bella ed elegante. E’ riuscita a costruire un personaggio che non è l’ombra del marito. Non basta essere belli, per essere una star serve intelligenza, tempo e tanta capacità di reggere la scena. Chapeau!

P.S. Guardatevi il video del discorso fatto dal Presidente Trump, dopo la conclusione del G7, ai soldati americani di stanza a Sigonella, prima di tornare negli USA. Un altro pezzo da manuale: sceneggiatura ineccepibile, regia perfetta ed interpreti eccezionali. E’ Melania che prende la parola per prima nella sala affollata di persone, tutte con lo smartphone acceso per riprendere l’evento, per porgere un caloroso saluto ed un vivo ringraziamento. A questo punto, arriva The Donald, che la affianca: lei si gira, lo guarda negli occhi e gli schiocca un bacio sulle labbra! Tripudio di flash. E’ proprio una First Lady!

(Articolo pubblico sul sito www.teleborsa.it e consultabile a questo link)

Melania Trump

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