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Mentre in Italia si continua a discutere sui presunti rischi delle vaccinazioni, dall’Europa arriva una dura bacchettata. E arriva, su Twitter, dalla principale autorità dell’Ue nell’ambito delle politiche sanitarie, il commissario per la salute e la sicurezza alimentare, il lituano Vytenis Andriukaitis (in foto). “Nei giornali di oggi: epidemia di morbillo in Italia. Primo morto di morbillo in Portogallo. Il morbillo cresce in Italia. Vergognoso. Vergognatevi, anti-vaccino!”. Andriukaitis peraltro, oltre che politico è anche medico.

I NUMERI DELL’EPIDEMIA

La dichiarazione del commissario arriva in un momento particolare per l’Italia, in cui, paradossalmente, coesistono l’allarme per l’epidemia di morbillo e le discussioni sulle tesi anti-vaccino.

Partiamo dai dati forniti dal Ministero della Salute e dall’Istituto superiore della sanità. A partire da gennaio si registrano 1600 casi di morbillo in Italia. Di questi, tre su 10 hanno avuto almeno una complicanza (diarrea, polmonite, otite, epatite, insufficienza respiratoria), e 4 su dieci hanno richiesto un ricovero. L’88% delle 1603 persone coinvolte non era vaccinato. Pochi, in proporzione, i bambini colpiti, essendo più alta la media dei vaccinati in questa fascia d’eta. Il 57% dei contagiati aveva un’eta fra i 15 e i 39 anni, mentre la media è di 27 anni. Particolarmente colpiti, per ovvie ragioni, gli operatori sanitari (152 in totale). L’epidemia finora ha fatto registrare il suo picco a marzo, con 765 casi. Numeri che certificano un significativo aumento del contagio da morbillo, che in tutto il 2016 aveva fatto registrare “appena” 844 casi e che, appunto, giustificano il termine “epidemia”.

Numeri che sono alla base dell’allarme lanciato dal Centro di controllo delle malattie infettive di Atlanta, che il 19 aprile ha dichiarato l’Italia “paese a rischio salute”. La nota del Centro invita i cittadini statunitensi intenzionati a spostarsi nel Belpaese a prendere “tutte le misure precauzionali” per evitare il contagio, compreso il vaccino. Significativo ricordare che per la Panamerican Health Organization il morbillo endemico in America è da considerarsi debellato. E dunque i rischi possono arrivare soltanto da oltreoceano, come era capitato nel 2015, nell’ultima epidemia registrata nel continente, originata da un ceppo filippino. L’allarme che riguarda l’Italia, va precisato, è classificato “verde”, cioè al livello minimo di pericolosità, tuttavia questo non stempera di molto le probabili ricadute negative, anche in termini turistici.

Anche l’Organizzazione mondiale della sanità, a fine marzo, aveva acceso i riflettori sulle epidemie, peraltro ribadendo l’importanza dei vaccini che, si stima, fra il 2000 e il 2015 avrebbero evitato la morte di 20,3 milioni di persone in tutto il mondo.

POLEMICHE ANTIVAXER

Eppure, malgrado vari ammonimenti internazionali, la discussione sull’utilità dei vaccini e sui loro potenziali rischi in Italia è più accesa che mai. Soprattutto dopo il discusso servizio di Report che la scorsa settimana ha dedicato un approfondimento sul vaccino contro il papilloma virus, utile a prevenire il tumore al collo dell’utero. Un servizio che molti hanno stigmatizzato, dal momento che ampio spazio è stato dedicato alle conseguenze negative dei vaccini. Ad insorgere, oltre a illustri esponenti della comunità scientifica, anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. “Le polemiche contro i vaccini sono una sorta di neo medioevo” ha dichiarato a SkyTg24 accusando Report di aver dato spazio a tesi “prive di base scientifica”. Il conduttore Sigfrido Ranucci, ribadendo di non essere mai stato contro i vaccini, ha scritto al Corriere una lettera scusandosi per essere stato “poco chiaro”.

LA POLITICA E LE STRUMENTALIZZAZIONI

La polemica, trattandosi di Rai, è poi rapidamente deragliata sul terreno politico, con il grillino Roberto Fico, presidente della Commissione di vigilanza, che ha difeso Report. “Sospenderlo sarebbe atto eversivo”, ha detto. Pronta la replica di Monica Maggioni, presidente Rai: “Non abbiamo mai pensato di chiudere Report”. Matteo Renzi in un post su Facebook ne ha approfittato per attaccare il M5S rilanciando il suo intervento a Matrix. “Sono altri quelli che dicevano no ai vaccini e no alle mammografie, a cominciare da Beppe Grillo. In questi quaranta secondi di video ieri a Matrix spiego perché noi siamo diversi. Basta polemiche, per favore. Vacciniamo i nostri figli. Poi ognuno voti come vuole ma non si può scherzare sulla salute e sulla vita dei più piccoli”.

Per disinnescare la mina i grillini hanno pubblicato un post sul blog di Beppe Grillo a firma Guido Silvestri, microbiologo e immunologo, in cui si sostiene l’utilità dei vaccini bollando come “sciocchezze” le accuse al M5S di remare contro. Eppure non sono pochi gli interventi contraddittori del M5S, su questo tema. Basti pensare a quando la senatrice Paola Taverna dichiarò a Piazza Pulita: “C’è una sentenza che sostiene che un vaccino può causare l’autismo, ci date la possibilità di verificare? La gente non fa più i vaccini perché purtroppo molte case farmaceutiche, molte posizioni prese dal Ministero della salute e da vari comparti sanitari hanno portato a una profonda sfiducia da parte dei cittadini nei confronti delle istituzioni”.

Insomma, nonostante la convinzione della gran parte della comunità scientifica sull’utilità dei vaccini, le teorie “antivaxers” si diffondono, con gravi conseguenze sulla salute pubblica che da Bruxelles non mancano di farci notare. E non sempre la politica sembra contrastarle con la sufficiente convinzione, come qualcuno, da ultimo Enrico Mentana, in tempi non sospetti aveva fatto notare.

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