Il conflitto in Medio Oriente richiama, per certi aspetti, le guerre di religione europee del Seicento: una pace duratura può nascere solo da un accordo tra le parti coinvolte. L’Occidente cessi, allora, di intervenire direttamente. A fianco dell’uno o dell’altro. Il che non significa neutralismo. Ma uso intelligente di quel soft ed hard power di cui l’Occidente dispone, trasfusi nelle forme della migliore e più intelligente diplomazia. L’analisi di Gianfranco Polillo
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Summit Nato, cosa guardare per capire dove va l'Alleanza. Scrive Minuto Rizzo
Il vertice Nato di Ankara sarà un passaggio strategico. Dal Golfo all’Indo-Pacifico, passando per l’Ucraina e le nuove tecnologie, l’Alleanza è chiamata a misurare la propria capacità di adattarsi a un contesto geopolitico in rapida evoluzione. Più delle dichiarazioni ufficiali, saranno il clima politico e la qualità del dialogo tra i leader a indicare la direzione presa dall’Alleanza. La riflessione dell’ambasciatore Alessandro Minuto Rizzo, già vice segretario generale della Nato
Perché (ancora una volta) la Cisl aveva ragione. L'opinione di Merlo
Il congresso nazionale della Uil ha confermato che il progetto e il profilo che la Cisl ha mantenuto in questi anni era la strada giusta. E questo non lo dico per fare un esame di maturità al sindacalismo italiano ma per la semplice ragione che il sindacato non può continuare ad avere un ruolo importante e decisivo nello scacchiere pubblico italiano se diventa semplicemente un partito o se assume, ancora peggio, solo e soltanto una postura ideologica e di mera controparte politica
Hacker russi, credenziali britanniche nel dark web. Cosa sappiamo sul caso FortiBleed
Secondo il Telegraph, credenziali riconducibili a funzionari britannici e a soggetti attivi nelle infrastrutture critiche sarebbero finite sul dark web. Il caso FortiBleed riporta al centro il rischio degli accessi rubati, che possono aprire la strada a operazioni di spionaggio, ransomware e sabotaggio contro amministrazioni pubbliche e servizi essenziali
Meloni nel mirino di Trump. L’analisi di un’escalation politica
Il perenne gioco d’azzardo del Presidente degli Stati Uniti stravolge tutti i limiti della decenza e degli equilibri internazionali, ma il più delle volte non è fine a se stesso ed ha un obiettivo preciso: mettere alla prova collaboratori, capi dipartimento, ministri e alleati. Per sostituirli con altri ritenuti totalmente obbedienti. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Giovani e responsabilità, il filo che unisce Mattarella al magistero di Lercaro
Il richiamo di Mattarella alla “generazione che sale” riattualizza la lezione di Lercaro: un’idea di educazione fondata su fiducia, responsabilità e apertura al mondo, nella quale i giovani diventano protagonisti del cambiamento e misura della vitalità civile e democratica del Paese
L’algoritmo educativo e l’umanesimo digitale. La proposta di Caligiuri
Il saggio di Caligiuri, “L’algoritmo educativo e i suoi nemici”, propone di riportare l’Intelligenza artificiale dentro una cornice pedagogica e politica, contrastando il dominio del capitalismo della sorveglianza e orientando gli algoritmi verso finalità critiche ed emancipative, con il decisore pubblico chiamato a guidare questa transizione. La recensione di Franco Mileto
Bosnia, il caso Zanardi Landi diventa un test per l'Occidente (e per l'Italia)
Lo stallo sulla nomina del nuovo Alto Rappresentante in Bosnia-Erzegovina va oltre una semplice partita diplomatica. La candidatura italiana di Antonio Zanardi Landi diventa il riflesso delle tensioni tra Europa e Stati Uniti e un test per la credibilità transatlantica di Roma
Vi racconto l’impronta italiana nella Dichiarazione d’Indipendenza. Scrive Alegi
Il principio di uguaglianza al centro della Dichiarazione d’Indipendenza americana affonda le sue radici anche nel pensiero del toscano Filippo Mazzei. Medico, intellettuale e protagonista della vita politica della Virginia, influenzò Thomas Jefferson nella formulazione di uno dei passaggi più celebri del testo del 1776. L’analisi di Gregory Alegi, professore di Storia e politica Usa presso la Luiss Guido Carli
Si complica l'affare inglese. I consigli di Blair e dei banchieri a Burnham
L’allarme per le nuove tasse è scattato oltremanica la scorsa settimana, dopo che Burnham in occasione della sua prima intervista ha spiegato pubblicamente che, pur intendendo attenersi agli impegni presi nel programma elettorale laburista di non aumentare l’iva, l’imposta sul reddito o i contributi previdenziali, c’è ancora “un certo margine” di manovra. Non solo Blair, anche i banchieri si dicono pronti allo scontro per un possibile raid fiscale di Burnham sulle banche del Regno Unito, mossa che, dicono, sarebbe economicamente disastrosa
















