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Si avvicina quello che Donald Trump definisce il giorno della liberazione dell’America. Il 2 aprile, ovvero mercoledì, saranno annunciate le tariffe reciproche ai “dirty 15”, ossia ai 15 Paesi con cui gli Stati Uniti hanno il peggior squilibrio commerciale, tra cui Paesi dell’unione europea. “Sono permanenti”, ha detto ieri il presidente americano in un’intervista telefonica alla Nbc. “Il mondo ha derubato gli Stati Uniti per gli ultimi 40 anni e più. E tutto quello che stiamo facendo è essere giusti e, francamente, sono molto generoso”, ha proseguito. E ha affermato che “non gliene potrebbe importare di meno” se le case automobilistiche straniere aumentassero i prezzi dopo il suo recente annuncio di nuovi dazi del 25 per cento su tutte le automobili prodotte all’estero. “Spero che aumentino i prezzi, perché se lo facessero, la gente comprerebbe auto americane. Ne abbiamo in abbondanza”, ha aggiunto.

Le stime della Commissione europea

La Commissione europea sostiene che le tariffe si aggireranno attorno al 20% e colpiranno tutti i 27 Paesi del blocco. Recentemente Maros Sefcovic, commissario al Commercio, ha incontrato il segretario al commercio americano Howard Lutnick, il rappresentante commerciale Jamieson Greer e Kevin Hassett, direttore del National Economic Council. Dopo i suoi incontri ha avvertito che una tariffa del 20% sulle importazioni dall’Unione europea sarebbe “devastante” per il blocco. L’Europa ha già stilato un pacchetto da 26 miliardi di euro di dazi che si applicheranno dal 12 aprile. Alcune delle tariffe sono state posticipate dal 1° aprile per timore di una risposta ancora più dura da parte di Washington. La Francia, per esempio, ha convinto Bruxelles a rinviare l’imposizione del 50% sul bourbon dopo che Trump ha dichiarato che in cambio avrebbe colpito champagne e vino con dazi del 200%.

Le parole di Tajani

La trattativa sui dazi “deve essere europea perché rafforza anche la nostra posizione tutelando meglio i nostri prodotti”, ha detto Antonio Tajani, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, rispondendo ad Affaritaliani.it. L’Italia dovrebbe trattare individualmente con il presidente Trump o fare da rappresentante dell’Unione europea visti i buoni rapporti Roma-Washington? “È quello che dicono tutti gli imprenditori e il mondo agricolo. Indebolire l’Europa con tentativi velleitari sarebbe una forma di autolesionismo anti-europeista dannoso per la nostra economia”, ha aggiunto Tajani. “Ricordo che, grazie al mercato unico europeo, le imprese italiane esportano beni per oltre 200 miliardi”. Altra cosa, ha proseguito, “è favorire il dialogo transatlantico grazie alle buone relazioni del governo con la nuova amministrazione americana”. L’unità dell’Occidente “deve essere la nostra priorità”, ha concluso.

L’Italia, l’Ue e i dazi Usa. La linea del governo spiegata da Tajani

Il presidente americano: “Saranno permanenti”. Per il ministro degli Esteri italiano la trattativa sui dazi “deve essere europea perché rafforza anche la nostra posizione tutelando meglio i nostri prodotti”

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