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I pasdaran iraniani hanno chiuso lo stretto di Hormuz: quali sono le conseguenze sull’economia globale e sulle catene di approvvigionamento italiane? Come incide sulla sicurezza degli investimenti un’importante operazione di polizia contro i cartelli in Messico? E quali effetti avrebbe sull’attività quotidiana delle nostre imprese una norma che limita il rimpatrio in Italia dei profitti generati all’estero?

Lungi dall’essere scenari ipotetici, tali interrogativi raccontano ciò che ormai è la nuova normalità. Il rischio geopolitico è infatti diventato strutturale, endemico e ineludibile, capace di trasformare in un istante le condizioni di investimento, le supply chain e la stessa competitività delle imprese.

Da questa consapevolezza nasce il Geopolitical risk observatory (Gro) del Centro di ricerca in Strategic change “Franco Fontana”, Luiss Guido Carli.

Alla guida scientifica dell’Osservatorio vi sono l’ambasciatore Giampiero Massolo, che unisce una lunga esperienza ai massimi livelli della politica estera e dell’Intelligence a una visione concreta di uomo d’impresa, e il professor Enzo Peruffo, Prorettore alla didattica e direttore del Centro di ricerca Strategic change “Franco Fontana”.

La doppia direzione scientifica, che integra una prospettiva diplomatica e una industriale, consente una lettura forward-looking delle dinamiche geopolitiche, superando una logica di puro fact-checking e ponendo al centro la capacità di interpretazione e lettura prospettica degli scenari come elemento distintivo del Gro.

Il Gro analizza il rischio geopolitico e lo trasforma in valore per le imprese italiane, combinando il rigore del metodo accademico con un approccio fortemente business-oriented, a supporto di decisioni concrete in contesti complessi. L’Osservatorio adotta una visione a trecentosessanta gradi del rischio geopolitico, combinando analisi quantitative e qualitative.

Tra gli strumenti di quantificazione sviluppati si colloca il Geopolitical risk index (Gri), un sistema di indici che sintetizza il rischio-paese integrando tre dimensioni decisive per le aziende: sicurezza, governance e contesto regolamentare. L’indice misura sia l’esposizione commerciale sia quella degli investimenti diretti esteri, offrendo una bussola comparativa per orientare scelte di localizzazione, diversificazione e mitigazione del rischio.

Il Geopolitical risk index copre oggi i 50 Paesi prioritari per l’Italia ed è già declinato sui tre settori più esposti — manifatturiero, energetico e bancario — con l’obiettivo di estendersi progressivamente a difesa e materie prime critiche. I valori dell’indice alimentano una mappa termica interattiva che consente di confrontare i Paesi e, per ciascun contesto, accedere a dashboard di approfondimento che offrono una sintesi strutturata del rischio Paese, evidenziandone le diverse dimensioni, l’evoluzione e i principali driver politico-economici e regolamentari.

Le analisi del Gro si basano su una solida metodologia scientifica e, accanto alla componente quantitativa, producono prodotti qualitativi — paper accademici, report tematici, schede Paese e approfondimenti settoriali — che traducono le dinamiche geopolitiche in implicazioni operative per investimenti, catene di fornitura e posizionamento competitivo.

Il Gro sviluppa inoltre analisi dedicate e su misura — deep dive e briefing strategici riservati — a supporto di operazioni straordinarie, ingressi in nuovi mercati o situazioni di esposizione particolarmente sensibile.

In un mondo in cui l’incertezza geopolitica condiziona ogni giorno le scelte di investimento, avere uno strumento di analisi e interpretazione del rischio significa poter anticipare i cambiamenti invece di subirli. Significa proteggere e far crescere il valore delle imprese italiane all’estero.

Per approfondire le attività del Gro è possibile consultare la pagina dedicata sul sito del Centro di ricerca in Strategic change “Franco Fontana”, Luiss Guido Carli e seguire gli aggiornamenti sui canali LinkedIn e Telegram.

Il Geopolitical risk observatory per capire e anticipare il rischio sui mercati globali

Di Enzo Peruffo e Giampiero Massolo

Dalle tensioni energetiche alle dinamiche regolatorie, le imprese sono chiamate a integrare nuove chiavi di lettura strategica. In questo contesto nasce il Geopolitical risk observatory della Luiss, che combina analisi quantitativa e qualitativa per supportare scelte operative. Un approccio che punta a trasformare l’incertezza in leva competitiva e a rafforzare il posizionamento internazionale delle aziende italiane

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Gehrke (Ecfr) svela le carte europee contro la coercizione cinese

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