Skip to main content

Molti negli Usa si riferiscono all’amministrazione Trump con l’appellativo “Government Sachs” in quanto ha imbarcato un numero impressionante di personaggi che, in vario modo, hanno lavorato o collaborato con Goldman Sachs, la più chiacchierata banca d’affari americana. Dall’esplosione della crisi globale la banca ha scalato molte posizioni nella lista delle banche americane più esposte in derivati finanziari over the counter fino a conquistare la terza posizione con oltre 45,5 trilioni di dollari di valore nozionale.

Rispetto alle prime due, la Citigroup e la JP Morgan Chase, c’è una “piccola” differenza.

Essa vanta il peggiore rapporto in assoluto tra il valore dei derivati e gli asset (gli attivi), che sono soltanto 880 miliardi di dollari. Il che significa che per ogni dollaro di asset, la Gs ha quasi 52 dollari di derivati, mentre la Citigroup ne ha 28,5 e la JPMorgan 20. Per cui, se queste due ultime non navigano in mari tranquilli, per la Gs il mare rischia di essere sempre in burrasca. Sono dati significativi quanto preoccupanti tanto che anche l’Office of the Comptroller of the Currency (Occ), l’agenzia di controllo delle banche americane, a fine settembre 2016 ha affermato che il rapporto tra l’esposizione dei crediti e il capitale di base (credit exposure to risk-based capital) era del 433% per Goldman Sachs, rispetto al 216% della JP Morgan e al 68% della Bank of America.

Sempre secondo il citato rapporto, sei anni dopo l’entrata in vigore della riforma finanziaria Dodd-Frank, che obbligava le banche a sottoscrivere tutti i contratti derivati attraverso piattaforme regolamentate, la GS mantiene ancora il 76% dei suoi derivati in otc non regolamentati. Si tratta della percentuale più alta tra tutte le banche quotate a Wall Street. Come è noto l’opacità dei derivati otc ha giocato un ruolo determinante nella crisi finanziaria, in quanto le banche in quel periodo avevano in gran parte sospeso di farsi credito reciprocamente sospettando buchi nascosti. Di conseguenza le stesse hanno cercato di garantirsi contro eventuali crolli accendendo polizze presso le grandi assicurazioni, in particolare con il gigante Aig.

Solo di recente è diventato noto che circa la metà dei 185 miliardi di dollari versati dal governo americano per salvare la citata Aig è andata a beneficio delle grandi banche “too big to fail”. Infatti la Gs ne avrebbe ricevuti ben 12,9 miliardi. Crediamo non debba sorprendere il fatto che la Gs sia sempre stata al centro delle grandi indagini per far emergere i responsabili della crisi globale, né tanto meno il conoscere che la banca sia stata in prima fila nel tentativo di bloccare tutte le riforme del sistema bancario e finanziario americano.

È sorprendente, invece, che il presidente Trump continui a reclutare molti dei suoi uomini tra gli ex leader della Gs. Da ultimo il suo team economico si è “arricchito” con l’arrivo di Dina Power, presidente della Fondazione della Goldman Sachs. Ma la nomina più provocatoria indubbiamente è quella di Jay Clayton a capo della Security Exchange Commission (Sec), l’agenzia governativa preposta al controllo della borsa valori, l’equivalente della nostra Consob. Clayton è un importante avvocato che ha lavorato per la Gs, cosa che la di lui moglie fa ancora. Si tratta della stessa Sec (la Consob americana) che ha multato più volte Goldman Sachs per operazioni illegali di vario tipo: nel 2010 una multa di 550 milioni di dollari per operazioni fraudolente con titoli tossici immobiliari subprime e un’altra di 11 milioni nel 2012 perché alcuni suoi analisti avevano segretamente favorito dei clienti ben selezionati.

Anche la Federal Reserve nell’agosto 2016 le ha inflitto una sanzione di 36,3 milioni di dollari per aver usato informazioni confidenziali risultanti da operazioni di controllo fatte dalla stessa Fed. Per non dire della condanna a pagare 120 milioni per manipolazioni fatte sui tassi di interesse comminata nel dicembre dell’anno scorso dalla Commodity Futures Trading Commission (Cftc), l’agenzia che ha il compito di controllare le borse delle merci e delle relative operazioni in derivati finanziari.

Non è un caso, quindi, che nelle settimane passate alcuni senatori americani abbiano chiesto alla Goldman Sachs di rendere pubbliche le sue attività di lobby contro la legge di riforma Dodd-Frank e di conoscere l’ammontare dei profitti risultanti dalla sua cancellazione. Si ricordi che tra i primi provvedimenti del presidente Trump c’è stata l’abrogazione della citata legge.

Evidentemente, purtroppo, il presidente americano ha dimenticato quando da lui stesso detto qualche settimana fa: “Per troppo tempo, un piccolo gruppo nella capitale della nostra nazione ha raccolto i compensi governativi, mentre la gente ne ha sostenuto le spese. Washington ha prosperato, tuttavia il popolo non ha condiviso la sua ricchezza”. È il classico esempio di quanta distanza a volte c’è tra il dire e il fare.

Mario Lettieri, già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi, economista.

iran, europa, al-sisi Usa trump

Casa Bianca, Donald Trump e Goldman Sachs

Molti negli Usa si riferiscono all'amministrazione Trump con l'appellativo "Government Sachs" in quanto ha imbarcato un numero impressionante di personaggi che, in vario modo, hanno lavorato o collaborato con Goldman Sachs, la più chiacchierata banca d'affari americana. Dall'esplosione della crisi globale la banca ha scalato molte posizioni nella lista delle banche americane più esposte in derivati finanziari over the counter…

erdogan

Il voto in Bulgaria sotto lo sguardo di Russia e Turchia

Di Francesco Martino

Risultato finale apertissimo, crescita dei movimenti populisti ed euroscettici, tensioni con la vicina Turchia, accusata di interferire col processo elettorale. In Bulgaria, la campagna per le elezioni politiche anticipate del 26 marzo è terminata: domenica gli elettori saranno chiamati a scegliere tra i candidati proposti da 13 partiti, 9 coalizioni e 21 comitati d'iniziativa popolare. Al nuovo voto anticipato, ormai…

londra

Isis, Brexit e una Gran Bretagna defilata

La prima reazione alle notizie e alle immagini venute da Londra è inevitabile, anzi insopprimibile. È lo sdegno, in primo luogo umano. Il luogo dell'ennesima strage (che è tale, anche se il numero delle vittime è più contenuto di altre occasioni in altri teatri) incita qualche impressione aggiuntiva, forse meno localizzante. La Gran Bretagna offre forse, in questi giorni, minori…

Perché la digestione della reflazione non è finita

PUNTI CHIAVE - I rendimenti americani a 10 anni sono rimasti al di sotto del limite superiore del loro recente range di fluttuazione nonostante il rialzo dei tassi da parte della Fed. - Le condizioni finanziare saranno molto più sensibili agli asset rischiosi che alla politica della Fed. - I rendimenti americani a 10 anni rimarranno inferiori al livello di…

Cosa sta facendo l'Italia per la Libia

La Libia è a pezzi. Alleanze e rotture si moltiplicano tra le parti in lotta, anche il governo Serraj, uscito dall’accordo di Skirat, ha molti nemici. Tuttavia non è saggio restare a guardare. Abbiamo bisogno di uno Stato unitario e in pace. Raggiungere tale obiettivo non sarà facile e necessiterà di tempo ma è giusto iniziare da quello che c’è.…

Daniele Capezzone Taxi

Tutte le contrapposizioni fra Hume e Rousseau spiegate da Infantino

Lorenzo Infantino non è solo un professore: è un autentico maestro. Per generazioni di italiani (e non), è con pochissime altre personalità un uomo che ha tenuto e tiene accesa la fiamma del pensiero liberale - politico ed economico - in lunghi anni in cui, da parte dell’accademia “ufficiale”, della cultura asservita e conformista, per non parlare della politica, l’opera…

Profumo

Cosa farà Profumo in Finmeccanica-Leonardo?

La nomina del banchiere Alessandro Profumo ad amministratore delegato di Leonardo-Finmeccanica continua a tenere vivo il dibattito sulle ragioni della scelta anche sulla stampa generalista come raramente era avvenuto in passato per un’azienda così “specialistica”, pur trattandosi di una delle più importanti d’Italia e di una delle quattro “grandi” al mondo nel settore della Difesa con gli americani di Lockheed,…

Papa Francesco

Papa Francesco a Milano, l'Europa, le periferie e l'allergia ai palazzi

Francesco è il Papa porteño che parla di Europa e parla all'Europa. Però nel suo centro mai è andato. Ha visitato le istituzioni europee, ma non le sue città. Ha ricevuto due volte i leader dell'Unione europea, ma ne ha schivato le capitali. Di fronte a un cuore sclerotizzato dalla burocrazia, Bergoglio in quattro anni ha accuratamente evitato di viaggiare nei…

voucher GIORGIO SANTINI SENATORE PD

Voucher, tutti i perché di Gentiloni e Poletti. Parla Giorgio Santini (Pd)

Quali sono le ragioni di necessità e di urgenza del decreto del governo che ha abrogato i voucher? Se lo è chiesto Giuliano Cazzola. Abbiamo girato la domanda a Giorgio Santini, senatore Pd ed ex sindacalista della Cisl. “L'urgenza c'è, i tempi del referendum erano talmente brevi che non si poteva fare diversamente. Certo, è una urgenza politica, è una…

Carlo Messina intesa sanpaolo

Ieo di Veronesi, cosa è successo fra Intesa Sanpaolo e Mediobanca

Scontro al calor bianco tra Mediobanca e Intesa Sanpaolo anche nella sanità. Sullo Ieo, l’Istituto Europeo di Oncologia di Umberto Veronesi, e la tanto vociferata fusione con l’Humanitas di Gianfelice Rocca e del Gruppo San Donato, è arrivato un primo “stop” che sembra essere definitivo. L’assemblea dei soci dell’Istituto Europeo di Oncologia ha infatti respinto la proposta di acquisizione formulata…

×

Iscriviti alla newsletter