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Alla fine hanno vinto loro, Gaetano Micciché e Federico Ghizzoni. I due rappresentanti di Intesa Sanpaolo e Unicredit all’interno del consiglio di amministrazione Alitalia hanno ottenuto la testa di James Hogan, il presidente e amministratore delegato di Etihad Airways. Lo avevano messo nel mirino da un po’ per i pessimi risultati gestionali dei primi due anni della nuova Alitalia, ma soprattutto – secondo le indiscrezioni raccolte da Formiche.net – per l’atteggiamento di superbia con cui si rivolgeva a tutti i suoi interlocutori.

I PERCHE’

Questa mattina la compagnia aerea di Abu Dhabi ha comunicato l’uscita di scena di Hogan per metà anno. Il manager australiano paga la sua strategia di campagna acquisti sul mercato del trasporto aereo con l’acquisizione di quote in varie aerolinee da Airberlin a Jet Airways, da Darwin Airline a Virgin Australia da Air Seychelles fino a Air Serbia. Tutte iniziative che non ha avuto i risultati sperati: la compagnia tedesca ha venduto aerei e personale alla ex arcinemica Lufthansa e ora vorrebbe rilanciarsi come compagnia per tour operator in collaborazione con Tui, in India gli uomini di Hogan sono stati messi alla porta e hanno preferito investire in Europa sullo scalo di Amsterdam stringendo una forte alleanza con Klm e Delta, la Darwin si limita a prestare aerei ad altre compagnie. In Australia il pallino ce l’ha Singapore Airlines, Serbia e Seychelles vivacchiano.

LE PROSSIME MOSSE

Da Abu Dhabi fanno sapere che con Hogan uscirà anche il direttore finanziario James Rigney, anche lui nel consiglio di amministrazione di Alitalia. Per il nuovo capo azienda è partita la ricerca di una persona più capace di consolidare il business sugli Emirati senza nuovi sprechi in giro per il mondo. E in Alitalia? Sempre incerta la posizione del CEO Cramer Ball che Ghizzoni e Micciché considerano un alias di Hogan, anche se proprio l’uscita dal campo del suo mentore potrebbe emanciparlo a ruolo di guida autonomo, secondo alcuni osservatori. Le candidature alla possibile successione restano quelle di Corrado Passera, Luigi Gubitosi e Francesco Di Giovanni. Chi di certo non si dispera per l’uscita di Hogan è Luca Cordero di Montezemolo, presidente di Alitalia, che non ha mai troppo legato con il vice Hogan.

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