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Lockheed Martin si inserisce nella corsa allo sviluppo degli Unmanned Underwater Vehicles. L’azienda statunitense ha infatti presentato negli scorsi giorni un nuovo veicolo subacqueo senza equipaggio denominato “Lamprey”, termine inglese per indicare la lampreda. Il concetto operativo si ispira proprio a questi pesci, che si attaccano ad altri organismi per farsi trasportare. Allo stesso modo, Lamprey utilizza specifici sistemi di ancoraggio per fissarsi alla chiglia di unità amiche (di superficie o sottomarine), sfruttandole come vettori discreti verso l’area di impiego. Una volta sul posto, il veicolo può muoversi autonomamente o restare posizionato sul fondale per un periodo non specificato.

La piattaforma è caratterizzata da una struttura a scafo squadrato e da un volume interno di carico pari a 24 piedi cubi (pari a poco meno di 70 centimetri cubi). È alimentata elettricamente ed è dotata di un idrogeneratore integrato che consente di ricaricare le batterie durante la missione. La configurazione propulsiva prevede due propulsori posteriori e due ulteriori unità montate lateralmente sul corpo del veicolo. Lockheed Martin non ha però ancora diffuso dati su autonomia, velocità, raggio d’azione, costo unitario o sul reale stadio di maturità del programma.

Il sistema è descritto dall’azienda come un “multi-mission autonomous undersea vehicle”, con la sua configurazione modulare che consente lo svolgimento di compiti di intelligence, sorveglianza e ricognizione, raccolta multi-intelligence, targeting e rilascio di carichi sul fondo marino, oltre a altri compiti cinetici o non cinetici.  Una delle funzioni più enfatizzate dall’azienda è la capacità di lanciare droni aerei per missioni di sorveglianza attacco. Le configurazioni mostrate prevedono fino a tre lanciatori retrattili a doppio tubo, per un totale massimo di sei droni. Il modello raffigurato nei filmati è un dimostratore generico e non rappresenta un sistema reale già in servizio. In uno degli scenari simulati, Lamprey trasmette informazioni a un velivolo da combattimento in volo che procede successivamente all’ingaggio di una nave bersaglio.

Sul piano delle capacità subacquee, il veicolo può essere configurato per il lancio di siluri leggeri da un vano interno. È inoltre mostrata la possibilità di rilasciare esche molto simili, per aspetto esterno, al bersaglio addestrativo antisommergibile Mk 39 Ematt progettato per simulare le firme acustiche di un sottomarino di grandi dimensioni. In modo analogo, Lamprey potrebbe rilasciare boe sonar o altri sensori consumabili.

Il sistema è pensato per essere impiegato più volte nel corso della stessa missione, grazie alla capacità di ricarica e alla possibilità di essere recuperato da unità amiche. Gruppi di questi veicoli potrebbero essere distribuiti in aree marittime estese o in punti di strozzatura strategici, creando reti diffuse per il monitoraggio dei movimenti navali e per l’imposizione di effetti di controllo del mare e di anti-access/area denial. La capacità di lanciare droni aerei consentirebbe inoltre di estendere le attività di sorveglianza o di attacco verso obiettivi costieri.

Tra gli impieghi ipotizzati compare anche quello come “mina limpet”, nel caso in cui il veicolo riuscisse ad agganciarsi direttamente a unità avversarie e a detonare. Un’azione di questo tipo potrebbe avere effetti particolarmente destabilizzanti in porti o passaggi marittimi ristretti. Al momento, tuttavia, non sono stati mostrati carichi tali da garantire l’affondamento diretto di grandi unità, anche se munizioni di piccole dimensioni potrebbero comunque causare danni significativi ai sensori o ad altri sistemi critici.

(Qui le immagini dal sito di Lockheed Martin)

 

Un drone sottomarino ispirato alle lamprede. La nuova scommessa di Lockheed Martin

Lockheed Martin presenta un nuovo veicolo subacqueo senza equipaggio progettato per raggiungere l’area di operazioni agganciandosi alla chiglia di navi e sottomarini e operare in modo autonomo anche dal fondale. La piattaforma, modulare e multi-missione, integra capacità di sorveglianza, raccolta informativa, rilascio di carichi e impiego di effetti cinetici e non cinetici

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