Skip to main content

Che cosa è accaduto tra gennaio e ottobre 2016, cioè nel periodo trascorso tra il momento in cui una società privata scova in una mail indirizzata all’Enav un pericoloso malware e il momento in cui la Polizia postale blocca il colossale sistema di cyberspionaggio messo in piedi dai fratelli Giulio e Francesca Maria Occhionero?

È uno degli aspetti ancora poco chiari dell’inchiesta avviata dalla procura di Roma sul conto dei due spioni romani arrestati il 10 gennaio scorso. Per quanto se ne sa, pur comprendendo le esigenze investigative e i tempi di risposta in indagini tecniche così complesse, gli inquirenti avrebbero impiegato tutto questo tempo prima di bloccare l’attività illecita, con modalità che, tra l’altro, potrebbero aver messo seriamente a rischio l’indagine stessa. Circostanza, quest’ultima, che, addirittura, potrebbe avere legami diretti con la vicenda dell’allontanamento del direttore della Polizia postale Roberto Di Legami.

Dall’ordinanza di arresto dei fratelli Occhionero emerge che l’inchiesta è nata grazie agli accertamenti svolti da un soggetto privato, la società Mentat Solutions, che allertata da Enav Spa, scopre l’attività di spionaggio. Poi la palla passa nelle mani degli investigatori del Cnaipic della Polizia postale. Mentat Solutions è una società molto stimata che si occupa di sicurezza informatica. Già dal momento in cui viene incaricata dall’Ente nazionale per l’assistenza al volo di analizzare il malware ricevuto via mail il 26 gennaio 2016 da un suo dirigente, è in grado di acquisire importanti informazioni sulla versione del “captatore” Eye Pyramid, così come i fratelli Occhionero l’avevano configurata. Mentat è in grado in poco tempo di individuare sia gli account di posta elettronica che lanciavano gli attacchi sia gli indirizzi Ip dei server verso i quali il malware cominciava a trasmettere i dati rubati dalle macchine bersaglio. Quando comincia l’indagine della procura di Roma che delega gli investigatori del Cnaipic, Mentat diventa il partner tecnico principale della polizia, siamo a fine aprile 2016.

C’è un momento nello svolgimento dell’indagine in cui sia ai professionisti di Mentat sia agli investigatori della polizia sono noti non soltanto i primi (piuttosto rilevanti) nominativi delle vittime, ma diventa chiara anche la vastità del materiale accumulato (un dato parziale parla di oltre 80 gigabyte) che rende l’idea delle proporzioni dello spionaggio orchestrato dai fratelli Occhionero. Ma non è tutto. Dalle carte dell’indagine emerge che fossero note agli inquirenti anche le chiavi di accesso ai server usate dagli “spioni” romani. Dunque, perché non disporre immediatamente l’acquisizione del materiale custodito sui server sparsi tra l’Europa (Germania) e Stati Uniti, all’insaputa dei fratelli Occhionero?

Dall’ordinanza del gip emerge che già nei primi mesi di settembre 2016 Giulio e Francesca Maria Occhionero sanno di essere oggetto di attenzioni investigative, ed è quello il momento in cui è partito il conto alla rovescia che potrebbe aver danneggiato irrimediabilmente l’inchiesta.

Giulio Occhionero comincia a distruggere cruciali fonti di prova davanti agli “occhi” degli investigatori nei giorni precedenti alla perquisizione del 5 ottobre 2016. È palese che se il materiale fosse stato acquisito non appena individuate le chiavi di accesso usate dai fratelli Occhionero per accedere ai server questo danno sarebbe stato evitato.

Per non parlare, poi, trovandoci in un campo dove tutto è possibile e niente è da escludere, del rischio che il materiale nella disponibilità di Giulio e Francesca Maria Occhionero sia stato scaricato dai server da soggetti esterni all’inchiesta prima che il fiato sul collo degli inquirenti li avesse indotti a cancellare tutto.

Gabrielli Franco, Spionaggio

Occhionero, i tempi dell'inchiesta e le domande senza risposta

Che cosa è accaduto tra gennaio e ottobre 2016, cioè nel periodo trascorso tra il momento in cui una società privata scova in una mail indirizzata all’Enav un pericoloso malware e il momento in cui la Polizia postale blocca il colossale sistema di cyberspionaggio messo in piedi dai fratelli Giulio e Francesca Maria Occhionero? È uno degli aspetti ancora poco…

bertolaso

I terremoti, la Protezione civile e le amare verità

Chi si lamenta della inefficienza nei soccorsi nei confronti dei terremotati del centro Italia, dove si sta verificando una sequela interminabile di scosse, sappia che ci sono delle responsabilità politiche ed istituzionali ben precise. In odio a Berlusconi ed ai Grandi Eventi, e soprattutto a quella gigantesca macchina operativa che era divenuta la Protezione civile sotto la direzione di Guido…

Tutte le nuove sortite contro l'Italia dei mr. Rating

Come prevedibile, le agenzie di rating sono tornate al centro della scena in modo irritante. Seguendo l'esempio delle famose "tre sorelle", la Standard & Poor's, la Moody's e la Fitche, anche la Dbrs canadese si è autonomamente assunta l'autorità morale e politica e ha declassato il sistema Italia al livello BBB. Allo stesso tempo l'americana Moody's sta patteggiando con il…

Ecco come l'America bersaglia il petrolio dell'Isis (mentre Assad lo compra)

I report dell'operazione Inherent Resolve (Stati Uniti contro Stato islamico) parlano quotidianamente di una guerra nella guerra che gli americani stanno conducendo contro il Califfato: quella con cui colpiscono i sistemi di vendita clandestina del petrolio. Una sequenza aggressiva: il 19 gennaio sono stati distrutti venti serbatoi per la raffinazione, il 18 altri otto più un'autocisterna, oppure ancora, il 14 tre…

Cosa potrebbe decidere la Corte Costituzionale sull'Italicum

(La prima parte dell'analisi si può leggere qui) Un primo aspetto è quello del premio di maggioranza, della sua decisività o meno e delle modalità della sua assegnazione. La motivazione della sentenza n.1/14 della Corte è incentrata sul concetto di proporzionalità tra il perseguimento dell'obiettivo della governabilità, in funzione della quale è assegnato il premio, e la correlativa compressione della…

Pfizer, export, messico, Donald Trump

Vi racconto la vera natura del trumpismo

“Vedrai che cambierà”. Questo il leitmotiv canticchiato dagli orfani obamiani e clintoniani a mano a mano che si avvicinava la fatidica data dell’insediamento di Donald J. Trump alla Casa Bianca, avendo esaurito, per il momento, i tentativi di delegittimare la sua vittoria dell’8 novembre. La distinzione fra il Trump-candidato (già noto) e il Trump-presidente (ancora sconosciuto) avrebbe potuto essere una…

Zweig, europa, unione europea

Le due concezioni dell'Unione europea

Il duro inizio del negoziato per la Brexit, e l’endorsement del nuovo presidente degli Stati Uniti, unitamente all'espansione elettorale di partiti e movimenti anti-europei (all’interno della stessa Unione europea) indicano il nodo di quale fine farà il processo di integrazione del Vecchio continente. È un nodo che esiste da tempo, ma è difficile procrastinare le scelte per delineare un percorso…

Gianluca Fabi: i visionari cambieranno il mondo

Spesso si definisce un'organizzazione o un'azienda innovativa solo perché opera in settori nuovi, o considerati tali dai media. Ma è un errore perché anche in tanti settori ‘tradizionali’ ci sono aziende e organizzazioni che fanno innovazioni di processo, di prodotto o dell'offerta. E dietro a tutte queste innovazioni, ci sono donne e uomini che amano il proprio lavoro. Persone che…

Antonio Rinaldi

Chi sono i super trumpisti d'Italia

Due appuntamenti, fra gli altri, hanno scandito la serata dei trumpiani romani nel giorno della presidential inauguration: la presentazione del libro di Maria Giovanna Maglie, alla Cappella Orsini, e il ricevimento nei saloni nobili di Palazzo Ferrajoli, organizzato da “Italians 4 Trump”. COSA DICE MAGLIE Si chiama “@realDonaldTrump” il libro della giornalista ed editorialista, che raccoglie un anno di articoli…

isis

Forse Trump avrà sul tavolo il dossier per catturare il Califfo Baghdadi

Nel comunicato con cui giovedì il portavoce del Pentagono ha diffuso la notizia del raid aereo contro l'Isis condotto dai bombardieri strategici americani in Libia, erano inclusi dettagli su un'altra operazione. Si tratta della missione della Delta Force condotta l'8 gennaio lungo il cosiddetto corridoio dell'Eufrate, l'asse geografico che costeggia il fiume e che porta da Deir Ezzor a Raqqa, due roccaforti…

×

Iscriviti alla newsletter