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IL BILANCIO DELLE VIOLENZE IN FRANCIA

Il bilancio della giornata di hooliganismo di sabato sul Vieux Port di Marsiglia, infatti, resta grave: si registrano ad oggi un uomo in fin di vita, 34 feriti di cui 3 gravi e 15 arresti. E mentre infuriano le polemiche contro le forze dell’ordine francesi e contro l’Uefa sponsorizzata da un marchio di birra, le autorità stanno valutando provvedimenti drastici tra cui il divieto di vendere alcolici e bandire le trasferte dei tifosi senza biglietto, come per le altre competizioni europee.

MEDIA E AUTORIÀ CAUTE SULLE RESPONSABILITÀ DEI DISORDINI

Non è bastato «l’intervento immediato di 1.200 agenti di polizia», riporta prudentemente La Croix. Una violenza incontrollata, alimentata con molta probabilità dai fiumi di birra, ha messo a ferro e fuoco non solo il centro di Marsiglia ma anche quello di Nizza dove, sempre sabato, è scoppiata una bagarre generale tra tifosi nord-irlandesi, polacchi e ultrà locali.

Autorità, opinione pubblica e la maggior parte dei media francesi, tra cui il quotidiano sportivo L’Equipe, mettono le mani avanti: «La situazione non rappresenta un fallimento delle forze dell’ordine», ha tentato di minimizzare ieri il commissario Antoine Boutonnet, capo della Divisione Nazionale per la Lotta contro la Violenza negli Stadi (DNLH). «L’intervento tempestivo e massiccio della polizia ha arginato i facinorosi e ha circoscritto gli incidenti nel tempo e nello spazio», ha spiegato Boutonnet che ha anche aggiunto: «Questi incidenti dimostrano la necessità di adottare una misura uniforme in tutti i paesi, in particolare in vista dei prossimi Europei che si svolgeranno in ben 13 paesi diversi».

«Per il dipartimento di polizia, il dispositivo di sicurezza si è dimostrato piuttosto efficace», scrive Libération ribadendo chele autorità avevano previsto la possibilità che eventi simili potessero accadere e che il Paese era assolutamente preparato ad affrontare tale minaccia. Per Le Figaro sono stati semplicemente «l’alcol e la stupidità» a trasformare il centro di Marsiglia in un «campo di battaglia».

I DUBBI SULL’EFFICACIA DEL SISTEMA DI SICUREZZA FRANCESE

Alcune testate francesi, come Sud Ouest, si chiedono se il paese fosse realmente pronto ad affrontare una minaccia simile, stando bene attenti a rimarcare le parole del ministro dell’Interno Bernard Cazeneuve che proprio sabato mattina aveva assicurato come il rischio di violenza anti-sportiva «era stato completamente preso in considerazione» dai suoi servizi «così come altre minacce, tra cui quella terrorista».

Altri media, come Marianne, si interrogano invece se vietare la vendita di alcol o limitarne il consumo – come caldeggiato dalle varie parti politiche – possa mettere davvero al riparo da situazioni di caos come quelle dei giorni scorsi.

LE POLEMICHE SUI CONTROLLI ANTI-TERRORISMO

Dopo le violenze di Marsiglia, il dispositivo di sicurezza è stato rafforzato a Parigi nel giorno di Turchia-Croazia. 1500 gli agenti schierati per vigilare la zona dello Stadio Parc des Princes e la fan zon sui giardini di Champ-de-Mars, ai piedi della Tour Eiffel. La partita è stata classificata a livello 3, su una scala di 4, tra quelle a rischio incidenti.

Eppure, sorgono molti dubbi sui sistemi e i controlli anti-terrorismo all’entrata degli stadi francesi. Secondo quanto riporta il sito di informazione Sputnik France un giornalista del quotidiano britannico The Sun, Ross Kempsell, ha visitato il famoso stadio dove si è giocata la partita Inghilterra-Russia, sabato scorso. «Con sommo stupore il reporter dice di essersi trovato in un batter d’occhio al centro di una delle tribune, senza esser stato fermato per uno dei tre controlli di sicurezza previsti per l’occasione», si legge.

«Niente controllo delle borse, niente perquisizioni, niente controllo dei documenti e dei permessi», scrive il giornale francese. «Tutto porta a credere che il lavoro dei servizi di sicurezza francesi è venuto meno. Si può solo sperare che le autorità saranno più attente durante i prossimi match», polemizza la testata.

UN EURO 2016 NON NATO SOTTO I MIGLIORI AUSPICI

Le violenze di Marsiglia e Nizza, sono solo l’ultimo di una serie di variabili che stanno mettendo a dura prova i nervi della Francia rispetto ad un evento sportivo che, più che un’occasione, si sta trasformando in un fardello per il Paese.

Innanzitutto il maltempo a causa del quale quasi ottocento comuni francesi sono in stato di calamità naturale e che mette potenzialmente a repentaglio il normale svolgimento della competizione. Poi ci sono gli scioperi contro la riforma del lavoro del governo Hollande che stanno letteralmente paralizzando trasporti e rifiuti.

E, più importante di tutti, l’allarme terrorismo, con assembramenti di 50 e 100mila persone e un milione e mezzo di biglietti acquistati da stranieri che porta a controlli lunghissimi ed estenuanti – agli spettatori è stato chiesto, ad esempio, di presentarsi allo stadio tre ore prima. Screening che non sono immuni a un’altra minaccia: la cosiddetta “guerra dei droni”. Le autorità francesi, infatti, hanno dichiarato di essere pronte anche ad attacchi tramite droni, utilizzati per disperdere armi chimiche e batteriologiche sulla folla.

Reuters

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