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Torna in ballo il futuro di Versalis, la società dell’Eni attiva nella chimica e che il Cane a sei zampe intende vendere. Mentre sembrano in stallo le trattative con il fondo americano Sk Capital (con Eni che punta a verificare le garanzie finanziarie del fondo Usa), si vocifera di un interessamento del gruppo malese Petronas. Ecco le ultime notizie su Versalis, con commenti, analisi e approfondimenti di Formiche.net.

LE PAROLE DELL’ENI

“Senza le adeguate garanzie finanziarie non si chiude l’accordo”, ha affermato l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, nel corso di una recente audizione dinanzi alle commissioni Attività produttive di Camera e Senato. Tra le condizioni poste da Descalzi per portare al termine la trattativa con un nuovo partner ci sono la conferma del piano di investimenti, il mantenimento del perimetro industriale per almeno cinque anni e dei livelli occupazionali per almeno tre anni e la sede in Italia. “Ci diamo ancora tre-quattro settimane, se non si chiude la parte economico finanziaria, faremo un’altra gara”, ha detto l’ad del Cane a sei zampe nel corso dell’audizione dinanzi alle commissioni Attività produttive di Camera e Senato riunite in seduta comune. La decisione finale dovrebbe essere presa a inizio maggio.

L’INTERESSE DI PETRONAS

Secondo rumors riportati dal quotidiano MF/Milano Finanza, Giuseppe D’Arrigo, amministratore delegato italiano del gruppo petrolchimico statale malese Petronas, potrebbe valutare un intervento nella chimica di Eni. “Il nuovo ceo non ha escluso un interesse per il settore della chimica ora che Petronas Lubricants ha messo da parte i progetti di ipo per concentrarsi sull’espansione internazionale, che prevede il raddoppio dell’attuale business europeo. Quanto a Versalis, ‘chiaramente siamo qui, e guarderemo alle nostre opzioni’, ha detto D’Arrigo”, ha scritto Angela Zoppo sul quotidiano economico finanziario del gruppo Class.

I RAPPORTI CON IL GRUPPO MALESE

Le due società sono già legate da una partnership di durata almeno trentennale. Nel 2013 l’azienda petrolifera malese e Versalis hanno sottoscritto un accordo per costituire una joint venture finalizzata alla produzione, vendita e commercializzazione di elastomeri presso la raffineria e il centro integrato di sviluppo di Petronas a Pengerang, Johor, Malesia.

LA REAZIONE DEI SINDACATI

Finora le trattative si sono concentrate con il fondo Usa Sk Capital, visto che nessun altro gruppo si è fatto avanti per rilevare la società Eni attiva nella chimica. La cessione di Versalis al fondo americano ha preoccupato i sindacati secondo i quali SK Capital non rispetta né le dimensioni, né le caratteristiche per fare fronte agli investimenti previsti dal piano industriale, e per i quali il passaggio della società chimica ad un fondo privato potrebbe rivelarsi dannosa dal punto di vista occupazionale: “La vendita della quota di maggioranza di Versalis ad un fondo, SK Capital, che noi sindacati riteniamo non sufficientemente solido, desta enormi preoccupazioni sotto l’aspetto del mantenimento del perimetro industriale e quello dei livelli occupazionali”, ha scritto Paolo Pirani, segretario generale della Uiltec in un intervento su Formiche.net.
Per i sindacati dei chimici – che per il 13 maggio hanno in calendario una manifestazione a Roma – l’unica soluzione è l’entrata di Cdp in Versalis: “Lo Stato deve assumersi la responsabilità politica delle gravi conseguenze legate all’eventuale cessione di Versalis a Sk Capital. Se Eni vuole cedere l’Azienda, il governo, eventualmente con la Cassa Depositi e Prestiti, deve intervenire a sostegno di un settore tornato in attivo dopo 20 anni, almeno fino alla completa realizzazione del piano industriale 2015-2018”, ha dichiarato Francesco Cavallaro, segretario generale Cisal.

LEGGI TUTTI GLI APPROFONDIMENTI DI FORMICHE.NET SUL TEMA:

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