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Un gruppo più asciutto, con un bel taglio dei costi per intaccare anche la zavorra dei debiti. Un gruppo ridimensionato geograficamente: quindi addio alla presenza in Brasile (per questo i membri del cda indicati da Vivendi hanno spinto per una svalutazione dell’asset a differenza dell’ex ad Marco Patuano. Un gruppo che possa essere al centro del risiko europeo nel settore delle tlc e dei contenuti, anche con sinergie non solo industriali ma azionarie con Mediaset. Infine, un gruppo che possa fare anche da perno per una soluzione di sistema per le torri di trasmissione fra Inwit, Rai Way e Cdp.

E’ questo lo scenario che intravvedo analisti e osservatori dopo le dimissioni di Marco Patuano da amministratore delegato di TIM (nuova denominazione di Telecom Italia).

TAGLI IN VISTA

Kepler Cheuvreux (rating buy, prezzo obiettivo a 1,1 euro) ritiene che le dimissioni del ceo «potrebbero essere un catalizzatore positivo per accelerare la ristrutturazione corporate» e «ampliare il piano di taglio costi». Per gli esperti, «il mercato potrebbe apprezzare un cambio manageriale non solo per allineare il board e i vertici», ma anche appunto per «accelerare la ristrutturazione corporate (potrebbero essere fatti passi in Brasile per una fusione con Oi) e spingere per una trasformazione domestica più profonda (taglio costi, media, possibile accordo con Mediaset Premium in cambio di una cessione di Inwit a Ei Towers», riporta Mf/Milano Finanza. (qui un approfondimento di Formiche.net sul “gioco delle torri”)

IMPATTO SUI CONTI

In particolare, se il taglio costi passasse dai 400 milioni proposti dall’ex ad, Patuano, a 1 miliardo, la differenza, secondo i calcoli di Kepler Cheuvreux, avrebbe un impatto positivo del 9% in termini di ebitda domestico, con una creazione di valore di 3,6 miliardi (19% dell’equity). Gli analisti vedono ampio spazio per un taglio del personale – sottolinea il quotidiano del gruppo Class – dal momento che «il numero di linee domestiche per lavoratore è 226 contro i 440 di Orange in Francia e i 333 di Telefonica in Spagna. Sulla base di questi benchmark, Telecom potrebbe vedere una riduzione di 17 mila persone nel tempo, rispetto ai 3.300 annunciati di recente».

COSA DICE ICBPI

La reazione positiva del titolo all’uscita di Patuano, secondo Icbpi, è appunto dovuta al fatto che «il mercato potrebbe ragionare sulle possibili mosse del sostituto, specie sulle nuove misure di taglio costi in Italia che sarebbero state all’origine del malcontento di Vivendi. Nonostante ciò, a parte la valutazione di nuovi piani di efficienze ed eventuali cambi di strategia, riteniamo che l’uscita di Patuano segnali soprattutto la presa di controllo di Vivendi su Telecom Italia, riducendone, almeno nel breve periodo, l’appeal speculativo».

IL REPORT DI MEDIOBANCA SECURITIES

Apprezzamenti per il lavoro dell’ad uscente e attese positive per la spinta di Vivendi emergono da un report redatto dagli analisti di Mediobanca Securities. «Patuano, manager con grandi capacità nel settore, ha fatto un ottimo lavoro a Telecom, guidando la società in anni difficili e portando il gruppo a raggiungere risultati importanti», sottolinea Mediobanca Securities, secondo cui, però, la reazione positiva del titolo all’uscita del ceo era attesa visto che «conflitti tra cda e top management non aiutano mai. L’azionista principale» Vivendi «sta assumendo una posizione più aggressiva e questo si potrebbe tradurre in un’accelerazione in termini di corporate action», tra cui le torri e il Brasile, mentre la conversione delle risparmio potrebbe tornare di attualità in futuro.

Vincent Bolloré, vivendi

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