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Che cosa sta succedendo in Enasarco? La cassa di previdenza degli agenti di commercio, 7 miliardi di risorse in pancia, è appena uscita dalle storiche elezioni, le prime rigorosamente online, che ne sanciranno il cambio della governance, dopo la gestione di Brunetto Boco. Ma non solo. Per l’Enasarco, dicono bene informati, si apre una fase completamente nuova, per buttarsi alle spalle anni di scarsa trasparenza e operazioni spericolate.

VINCITORI (E VINTI) NELLA GARA PER L’ENASARCO

Le consultazioni si sono concluse giovedì della scorsa settimana, e hanno visto la partecipazione di oltre 25 mila agenti, il 12% degli aventi diritto. Non una gran affluenza, certo, ma di sicuro superiore a quella che tradizionalmente interessa le altre casse, oscillante tra il 7 e il 9%. A imporsi con il 53% delle preferenze è stato il listone Insieme per Enasarco, coordinato dal vicepresidente di Enasarco Gianroberto Costa, che in molti indicano come il successore di Boco, sostenuto da importanti associazioni, tra cui Confcommercio, Confindustria, Anasf, Confartigianato, Confcooperative e Confesercenti. I consensi ottenuti dalla lista, circa 13 mila preferenze, hanno fruttato alla lista di Costa 21 delegati, chiamati ora ad eleggere il nuovo consiglio di amministrazione dell’ente, tra un paio di mesi. Al secondo posto invece la a lista Adesso basta, sostenuta in particolar modo dalla Fiaip, la federazione degli agenti immobiliari, che nella elezione del nuovo board potrà contare su 14 delegati. Terza invece la lista della Uil, Per Enasarco con noi decidi tu, con 4 delegati, mentre ultima è arrivata la Cgil, con un solo delegato.

PERCHE’ IL LISTONE HA VINTO (E NON SI E’ SPACCATO)

“Abbiamo vinto perché c’è stata compattezza e unione tra tutte le componenti che hanno aderito alla nostra lista”, dice una fonte molto addentro alla coalizione vincente, allontanando così i rumors di una spaccatura interna ad alcune associazioni, Confcommercio in primis (si dice infatti di uno scarso feeling in Confcommercio tra il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli, che ha sostenuto il listone di Costa e il direttore generale, il milanese Francesco Rivolta). Tesi respinta anche anche dallo stesso Costa. “La lista è stata unita fino alla fine, non c’è stata nessuna spaccatura, ora dobbiamo solo pensare all’elezione del nuovo cda”, spiega il vicepresidente della cassa, ammettendo tuttavia di essersi aspettato una maggiore partecipazione al voto. “Certo, ci aspettavamo un maggiore coinvolgimento da parte degli agenti, ma se guardiamo ai dati di affluenza delle altre casse, allora Enasarco risulta essere un ente decisamente rappresentativo della categoria”. Per il vicepresidente di Enasarco le elezioni sono comunque alle spalle. “Ora è il momento di pensare alla fase due”. Già, ma quale?

L’ENASARCO CHE VERRA’

Enasarco non viene certo da un periodo facile. La gestione del suo immenso patrimonio immobiliare è finita più volte sotto i riflettori di vari organi di vigilanza, a cominciare dalla corte dei conti e dalla commissione parlamentare di vigilanza sugli enti. Troppi immobili a buon mercato per dirigenti della cassa o sindacalisti. Ora però le elezioni potrebbero fornire quell’assist cercato a lungo per cambiare passo. “Vogliamo più trasparenza nella gestione del patrimonio e soprattutto criteri molto più stringenti sui conflitti di interesse”, che spesso hanno visto presidenti proprietari di immobili della cassa, afferma Costa. “Pagare le pensioni ed essere al contempo partner dello Stato sul finanziamento all’economia reale è possibile. Il nostro impegno è quello di investire il 6% del patrimonio per sostenere l’economia”.

L’INCERTEZZA SULLE ALLEANZE

Per centrare l’obiettivo dell’elezione, Costa e il listone che lo ha sostenuto deve raggiungere il quorum necessario in consiglio. “E’ necessaria un’alleanza perché serve un voto in più rispetto a quelli che può vantare il listone”. Con chi allearsi? Con l’Ugl che è forte? Con la Uil, che però in passato ha appoggiato la gestione di Boco? Oppure con la Cgil, che però ha scarso peso?

LA SFIDA DELLA SOSTENIBILITA’

Un ultimo capitolo è la sostenibilità finanziaria dell’ente. Oggi è garantita a 30 anni “ma la legge ne prescive 50. Dobbiamo raggiungere tale target, individuando i migliori investimenti da fare”, dice Costa. Ma come? “L’Enasarco sta portando avanti un programma di dismissioni, necessario per risanare i conti, già in miglioramento visto che il bilancio 2015 dovrebbe chiudersi con un utile di 100 milioni (92 nel 2014, ndr) L’obiettivo è reinvestire tali proventi in modo remunerativo e vantaggioso”.

LA PRIMA VOLTA DEI CONSULENTI

Le elezioni dell’Enasarco hanno portato poi un’altra novità. Per la prima volta infatti, i consulenti finanziari riuniti nell’Anasf, faranno il loro ingresso nell’ente. L’associazione presieduta da Maurizio Bufi infatti, ha appoggiato il listone di Costa, ottenendo così due delegati che si pronunceranno nell’indicazione del nuovo board.

Che cosa sta succedendo all'Enasarco

Di Bruno Guarini e Gianluca Zapponini

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