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Che il compratore sia il fondo americano Sk capital o no poco importa perché una cosa è certa: Eni vuole uscire dalla società della chimica Versalis.

IL BILANCIO 2015 DI ENI

Un concetto che il colosso petrolifero guidato dall’amministratore delegato Claudio Descalzi ribadisce anche tra le righe del proprio bilancio del 2015: “Per il settore chimico operato dalla società interamente controllata Versalis spa, al 31 dicembre 2015, è in corso la definizione di un accordo con un partner industriale che, acquisendone una quota di controllo, affianchi Eni nella realizzazione del piano industriale necessario per lo sviluppo del settore”. Il documento non fa un riferimento esplicito ma è noto, ed è stato confermato ancora di recente dall’ad Descalzi, che il compratore della partecipazione di maggioranza di Versalis dovrebbe essere il fondo americano Sk capital, operazione che però incontra l’opposizione dei sindacati.

CONTABILIZZAZIONE SEPARATA

Proprio perché Versalis è stata messa in vendita, all’interno del bilancio di Eni, le sue attività, passività, i costi, i ricavi e i flussi finanziari sono stati rappresentati fra le “discontinued operations”. In altri termini, in una sorta di angolo separato del bilancio per dare conto del fatto che Versalis, almeno nelle intenzioni di Eni, presto uscirà dal gruppo. Lo stesso trattamento, peraltro, è stato riservato a Saipem, che il gruppo del Cane a sei zampe alla fine del 2015 ha deconsolidato a bilancio grazie a una complessa operazione che ha ridotto al 30% la quota del gruppo petrolifero.

L’ATTIVITA’ DI VERSALIS NEL 2015

Il bilancio di Eni fornisce anche uno spaccato dell’attività industriale e dei numeri finanziari di Versalis. Innanzi tutto scende nel dettaglio di quel che fa la società: “Svolge attività di produzione e commercializzazione di prodotti petrolchimici (chimica di base e polimeri), potendo contare su una gamma di tecnologie proprietarie, impianti all’avanguardia, nonché di una rete distributiva capillare ed efficiente presente in 17 Paesi. Il portafoglio dei brevetti e delle tecnologie proprietarie di Versalis si estende su tutto il campo dei prodotti base e dei polimeri: fenolo e derivati, polietilene, stirenici ed elastomeri, nonché catalizzatori e prodotti chimici speciali”. Quanto all’attività industriale, nel corso del 2015 le produzioni di prodotti petrolchimici hanno raggiunto le 5.700 mila tonnellate, con un incremento di 417 mila tonnellate rispetto al 2014 “per effetto della ripresa della domanda”.

I NUMERI FINANZIARI

Passando ai numeri del conto economico, Versalis ha archiviato il 2015 con ricavi complessivi per 4,6 miliardi, in discesa dai 5 miliardi del 2014 e dai 5,7 miliardi del 2013. I costi operativi sono saliti a 4,5 miliardi dai 3,7 del 2014, mentre il risultato ante imposte si è drasticamente ridotto da 1,4 miliardi a 152 milioni e il netto è passato in rosso per 277 milioni dal dato positivo di 1,6 miliardi dell’esercizio precedente. Da ricordare che il gruppo Eni ha archiviato il 2015 con una perdita consolidata di competenza degli azionisti pari a quasi 8,8 miliardi, dato che ha, tra le altre cose, risentito della perdita delle “discontinued operations” dovuta principalmente alle svalutazioni legate a Saipem e Versalis. Quest’ultima, in particolare, ha comportato una rettifica della partecipazione da quasi 1,6 miliardi. Ma se Descalzi riuscirà a uscire dalla chimica il bilancio di Eni potrà presto essere alleggerito da questo peso.

Versalis, ecco perché Eni vuole vendere la chimica

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