Skip to main content

In questi giorni è stato pubblicato un pamphlet contenente i miei J’accuse rivolti alle politiche europee e nazionali ai quali Formiche.net ha dato puntuale rilievo.

Se avessi fatto in tempo, a seguito dei recenti avvenimenti, avrei cambiato il sottotitolo indicando il dramma europeo piuttosto che riferirmi al solo dramma italiano, che sono parenti stretti. Non aver rilanciato le costruzioni come motore della crescita, aver ignorato le politiche necessarie per correggere la non ottimalità dell’euroarea e aver accettato che il rientro nei parametri fiscali in un habitat deflazionistico avvenisse con l’aumento delle tasse (anzi, nel caso della Grecia, preteso) sono le omissioni più gravi che inducono a considerare la politica economica europea e, quindi, italiana profondamente errata.

Non è facile stabilire se il mancato accordo tra Grecia e il resto dell’UE sia colpa della rigidità di una delle due parti o, come probabile, di tutte e due, essendosi confrontati sul piano dei principi piuttosto che delle realtà da affrontare. Il protagonista più criticato è stato il ministro dell’economia greco Yanis Varoufakis. Sul suo modo di pensare posso portare una diretta testimonianza; egli mi ha spiegato che ha una concezione diversa della politica: dice infatti la verità, cosa alla quale i suoi interlocutori non sono abituati. Mi ha precisato: posso affermare che la Grecia è in condizione di rimborsare il debito? Affermerei il falso; oppure che una politica di austerità – come quelle del passato o quelle nuove proposte, indicate come “vantaggiose” per la Grecia – non aggravi le condizioni già disastrose in cui versano decine di migliaia di poveri nel mio paese? Ignorerei la realtà. Ha concluso affermando che non potevano obbligarlo a dire il falso e, poiché non ubbidisce, si adirano e lo combattono.

Ho pensato ai modi in cui è stata trattata l’Italia perché non ubbidiva alle istruzioni inviate per lettera dalla BCE, con Hollande e la Merkel che si scambiavano a conclusione del vertice di Cannes sorrisetti indecenti per il corretto svolgersi delle relazioni intraeuropee, anche perché ben sapevano d’aver concordato di dare il potere a Mario Monti, infischiandosene della democrazia italiana. La Merkel non aveva il pudore di ammettere le sue responsabilità perché la Germania aveva un vergognoso avanzo deflazionistico di bilancia corrente estera, oggi prossimo al 6,7% del PIL; né Hollande mostrava analogo pudore di ammettere che il suo deficit di bilancio pubblico era nettamente più elevato di quello italiano e superava il parametro di Maastricht (tuttora nell’ordine del 4,1% del PIL) e che la Francia è l’unico Paese dell’euroarea che vive al di sopra delle proprie risorse, come testimonia un disavanzo di bilancia corrente estera pari all’1% del suo PIL. L’Italia, invece, vive al di sotto delle sue risorse in misura pari all’1,9% del suo PIL senza poter riassorbire l’eccesso di risparmio inutilizzato aumentando la domanda interna, perché i vincoli di bilancio europei lo vietano.

Non si conosce quanto del Rapporto Completing Europe’s Economic and Monetary Union, più noto come 5-President’s Report, sia diventato il manifesto dell’Europa futura nel corso dell’ultimo Consiglio Europeo. Pare che non se ne sia discusso, ma lo sapremo presto. Se attuato cancella definitivamente l’esistenza degli Stati nazionali, assegnando alle burocrazie il compito di governare le nostre sorti. Le linee indicate non tolgono l’Unione Europea dal cul de sac entro si è collocata. Anch’io mi rifiuto di dire bugie e accuso i responsabili politici di tenere in vita e voler approfondire un’architettura istituzionale e la politica sua figliastra (perché la figlia dei Trattati sarebbe ben diversa) destinate a peggiorare la coesione dell’Unione e la spaccatura Nord-Sud dell’Italia, con sbocchi politici imprevedibili. Non c’è verso di convincere gli attuali governanti che occorre cambiare impostazione politica dell’Unione ritornando allo spirito dei Padri fondatori, così ben espresso nei Trattati, da quello in Roma in poi. Si rileggano l’art. 118 del primo e l’art. 2 dell’ultimo. Non resta quindi che cambiare i vertici con persone che abbiamo una visione del problema più chiara e siano capaci di creare le condizioni per un futuro diverso dell’Europa.

Grecia, le sincerità di Varoufakis e le bugie di Merkel

In questi giorni è stato pubblicato un pamphlet contenente i miei J’accuse rivolti alle politiche europee e nazionali ai quali Formiche.net ha dato puntuale rilievo. Se avessi fatto in tempo, a seguito dei recenti avvenimenti, avrei cambiato il sottotitolo indicando il dramma europeo piuttosto che riferirmi al solo dramma italiano, che sono parenti stretti. Non aver rilanciato le costruzioni come…

Alexis Tsipras, Grecia, debito

Cosa succederà in Grecia con il default. Report Intesa Sanpaolo

Sabato 27 giugno il parlamento ellenico ha indetto un referendum sul programma per il 5 luglio, votato dalla coalizione di governo e dall’estrema destra di Alba Dorata; in risposta, l’Eurogruppo ha confermato la fine del programma il 30 giugno, negando la proroga richiesta dal governo greco. LA CORSA AGLI SPORTELLI Dopo l’annuncio, è ripresa la corsa agli sportelli. Con una…

I 90 anni di Napolitano e i maleducati di Stato

A dispetto di tanti e ben altri problemi oggi sul tappeto, più o meno grandi che possano sembrare, dalla questione greca all’immigrazione, dall’estate calda o addirittura rovente di Matteo Renzi, alle prese con le sue riforme in Parlamento e con la perdita di popolarità nel Paese, ai tentativi berlusconiani di rianimare il centrodestra, dalle velleità di una nuova sinistra landiniana,…

Premio Strega 2015, l'introspettiva sposa di Mauro Covacich

Il secondo libro finalista del Premio Strega 2015 è La sposa di Mauro Covacich, edito da Bompiani, con 157 voti. Covacich, triestino del 1965, ha messo a punto una raccolta di racconti che hanno come filo conduttore l’incompiutezza delle nostre vite. Colei che dà il nome al libro è una donna che fa l’autostop vestita con l’abito da cerimonia appunto…

Finmeccanica, cosa può fare il governo

Nel mercato globale la competizione continua a crescere ed accelerare. Aumenta la domanda soprattutto grazie ai mercati in ascesa e aumenta l’offerta soprattutto grazie ai nuovi produttori. Nei settori ad elevata tecnologia permangono forti barriere all’ingresso, ma riescono solo a rallentare e selezionare l’arrivo di nuovi concorrenti, non ad impedirlo. L’arrivo di nuovi concorrenti Su quest’ultimo fronte giocano molteplici fattori:…

Ilva, il blocco del siderurgico di Taranto sarebbe una catastrofe nazionale

“Senza Ilva e senza acciaio l’Italia sarebbe un Paese più piccolo nello scenario globale internazionale”: queste parole pronunciate a Bari dal Presidente della Confindustria Giorgio Squinzi rendono ancora una volta evidente a tutti coloro che osservano senza pregiudizi antindustrialisti la situazione dello stabilimento ionico la sua enorme rilevanza non solo per l’industria meccanica del Paese, ma anche e direi soprattutto…

Unicredit, Intesa, Mps. Perché le banche italiane non temono lo splash della Grecia

Atene trema. E con essa tutta la periferia d’Europa. Broker e analisti sono ancora fiduciosi che alla fine un accordo sarà trovato e che la Grecia sarà salvata e tenuta all’interno dell’Europa e dell’euro ma intanto i greci danno segni di sgomento e hanno iniziato a fare la coda agli sportello bancari. Le banche sarebbero le prime e più colpite…

Laudato si', una rivoluzione culturale

A distanza di poco più di due anni dalla sua nomina a Pontefice, Papa Francesco con la nuova enciclica Laudato si’ rinnova in modo sempre più forte il messaggio affidato al suo pontificato. Il Papa con la scelta del nome aveva dato subito il senso di una missione volta a rendere l’attuale società rispettosa della dignità di persona di ogni…

Cyberattacchi, il pericolo viene dalla Cina?

Secondo alcune ricerche effettuate in collaborazione con esperti di sicurezza informatica, il giro d'affari mondiale relativo al furto di proprietà intellettuale si aggirerebbe intorno ai 160 miliardi di dollari l'anno. Questo genere di sottrazioni vede quasi sempre colpite aziende americano o europee e ha, tra i principali sospettati, hacker di nazioni come Cina e Russia. Anche per questo, da un…

Grecia, cosa non mi convince del referendum di Tsipras

Questo commento è stato pubblicato ieri su L'Arena di Verona, Il Giornale di Vicenza e Bresciaoggi E così Alexis Tsipras, il primo ministro greco di lotta e di governo, il prossimo 5 luglio chiamerà il suo popolo sovrano alle urne per avere la risposta che lui stesso già conosce: “Ci hanno chiesto di accettare pesi insopportabili”. Dunque, non saranno più…

×

Iscriviti alla newsletter