Skip to main content

La ministeriale Esa di Brema si apre in un clima di aspettative elevate, con l’Italia alla presidenza affidata al ministro Adolfo Urso in un momento in cui ambizioni industriali, sicurezza e competizione globale spingono l’Europa a ridefinire il proprio ruolo nello spazio. L’incontro riunisce ventidue Paesi attorno a un’agenda che intreccia autonomia d’accesso, trasformazioni tecnologiche e posizionamento geopolitico.

Prima dell’avvio dei lavori, Urso ha ribadito davanti alla stampa la valenza della convergenza industriale osservando che “la nascita di Bromo con Leonardo, Airbus e Thales dimostra che noi siamo sulla strada giusta”, e ha rivendicato la continuità del percorso europeo ricordando che “in questo triennio l’Italia ha svolto un ruolo da protagonista” nella costruzione di una strategia comune con Francia e Germania. Da qui l’idea di accelerare con Esa e Commissione per sostenere la competitività con Stati Uniti, Cina e India. La presidenza italiana ha incorniciato così una ministeriale che vuole consolidare la massa critica europea in un settore divenuto cardine delle equazioni economiche e strategiche del continente.

Nel suo intervento inaugurale, il direttore generale Josef Aschbacher ha delineato l’impianto politico dei prossimi anni affermando di presentare “un piano di attenzione chiaro, con cinque obiettivi per navigare la tempesta e recuperare il momento”. Il primo riguarda la protezione del pianeta, con l’idea di modernizzare l’osservazione climatica attraverso un gemello digitale della Terra capace di integrare dati e simulazioni in tempo reale. Il secondo è dedicato all’esplorazione, che per Aschbacher significa spingere l’Europa a cercare risposte scientifiche di lungo periodo sostenendo missioni come Lisa, NewAthena ed Enceladus. Il terzo obiettivo ruota attorno all’autonomia di accesso, considerata essenziale per garantire continuità operativa e resilienza industriale grazie al percorso dei lanciatori Ariane 6 e Vega C. Il quarto affronta la competitività economica, con il richiamo al valore globale dell’economia spaziale e alla necessità di attrarre investimenti privati per sostenere crescita e innovazione. Infine, il quinto mette al centro l’impatto culturale, nella convinzione che “l’ispirazione cambi le vite molto prima che la tecnologia lo faccia” e che la dimensione educativa sia parte integrante della strategia europea.

Su questa linea si inserisce il commissario Andrius Kubilius, che in un passaggio esteso ricorda che “l’unità deve essere l’obiettivo dell’Europa”, sottolineando come solo la complementarità tra Unione ed Esa permetta di rafforzare programmi come Galileo, Copernicus e la futura connettività sicura. Ha insistito sulla necessità di evitare la duplicazione degli investimenti, di ampliare il sostegno politico all’accesso autonomo allo spazio e di valorizzare un ecosistema che integri capacità nazionali, commerciali e infrastrutturali.

Infine, il presidente dell’Agenzia spaziale italiana Teodoro Valente ha legato l’esito della ministeriale alla traiettoria strategica del continente ricordando che “i risultati dei lavori di questi due giorni contribuiranno a elevare il futuro dell’Europa anche attraverso lo spazio”, e ha richiamato l’importanza della resilienza degli asset europei, del ruolo dei lanciatori e della cooperazione internazionale, considerata decisiva per gli obiettivi comuni su Luna e Marte.

L’intreccio di visioni politiche, industriali e scientifiche restituisce così una ministeriale che ambisce a definire l’architettura della prossima fase spaziale europea.

L’Esa chiama l’Europa all’unità per la sfida spaziale globale

Alla ministeriale Esa di Brema l’Europa prova a ridefinire ambizioni industriali e ruolo geopolitico nello spazio, con l’Italia alla presidenza e una spinta alla convergenza tra governi e imprese. Dalla protezione del pianeta all’autonomia di accesso, fino ai nuovi programmi scientifici, emerge l’idea di una massa critica europea capace di competere su scala globale senza duplicazioni e con una strategia unitaria

Anno 2035, la Cina domina l’Indo-Pacifico. Il backcasting della Chatham House

Come potrebbe la Cina arrivare a controllare il Mar Cinese Meridionale entro un decennio? E soprattutto: cosa servirebbe oggi per evitare questo scenario? Un esercizio strategico di Chatham House offre una risposta sorprendente

Come leggere la trasformazione dell'accordo tra Fincantieri e Us Navy per le Fregate Constellation

La revisione del programma Constellation si inserisce in un più ampio ripensamento della strategia navale americana, guidato dalle priorità delineate dal nuovo Chief of naval operations. In questo quadro, Fincantieri vede ridefinito — ma non ridotto — il proprio ruolo nella base industriale statunitense, grazie alla continuità dei cantieri, agli investimenti realizzati e alla possibilità di contribuire a nuove classi di navi considerate strategiche da Washington

Un passo (concreto) per la riforma dei trattati. Il voto in Ue letto da Benifei

Il Parlamento Europeo ha votato un rapporto che permetterà un significativo passo avanti verso l’apertura della convenzione per riformare i trattati. I punti più urgenti riguardano il superamento del diritto di veto e, più in generale, una riforma complessiva della governance europea. In questo modo, si dà forza al Report Draghi sulla competitività. Colloquio con Brando Benifei

Dagli Stati Uniti all’Europa, l’industria della Difesa al bivio tra passato e futuro

In America gli unicorni della Silicon Valley sfidano la lentezza e la farraginosità degli storici contractor del Pentagono, mentre in Europa è sempre più netta la divisione tra i Paesi che vedono nell’industria un prolungamento della propria sicurezza nazionale e quelli che agiscono ancora con un’agenda export-oriented. Le due tendenze, seppur diverse nel loro manifestarsi, sono conseguenze della medesima causa: la crisi del modello multilaterale

L’Occidente diviso e l’Europa davanti al Sud Globale. L'analisi di De Luca

Di Valerio De Luca

L’ascesa del sud Globale e l’allargamento dei Brics mostrano che il multipolarismo non è una prospettiva futura, ma un fatto compiuto. In questo contesto, l’Europa può restare rilevante solo se trasforma i propri valori in potere negoziale e nuove partnership. La sfida, per l’Occidente, è tradurre identità e principi in azione geopolitica efficace. L’analisi di Valerio De Luca, presidente Fondazione AISES e direttore SPES Academy Carlo Azeglio Ciampi

Un nuovo carro tedesco per il fianco orientale della Nato. Ecco il Leopard 2A8

La Germania presenta il nuovo Leopard 2A8, sviluppato da Knds e destinato a diventare la spina dorsale delle forze corazzate tedesche ed europee. Berlino ne ha ordinati 123, ma anche numerosi alleati Nato hanno avviato ordini significativi

Come ritrovare la bussola della scienza? Tutte le interviste a istituzioni ed esperti

Tutti gli intervistati a margine dell’evento di Healthcare Policy e Formiche “La Bussola della Scienza. Orientarsi fra (falsi) miti e post-verità”

Google offre i suoi chip (anche) a Meta. E Nvidia accusa il colpo in borsa

Big G starebbe offrendo i propri semiconduttori TPU a molte aziende, compresa quella di Mark Zuckerberg. La trattativa deve essere ancora chiusa, ma la sola voce è bastata a far crollare in borsa Nvidia: un tonfo da 150 miliardi di dollari

Perché la fibra di FiberCop continua a crescere

La società della rete controllata dal fondo americano Kkr consolida la sua posizione di player chiave nell’infrastruttura digitale italiana. Ebitda a quota 448 milioni e copertura FTTH al 67%

×

Iscriviti alla newsletter