Skip to main content

Un attacco con droni, guidati dalla Central Intelligence Agency degli Stati Uniti, avrebbe fatto esplodere le installazioni di un porto in Venezuela. Secondo fonti dell’emittente americano Cnn, ripresi dal quotidiano The New York Times, l’operazione farebbe parte della campagna di pressione del governo di Donald Trump contro il regime di Nicolás Maduro, nell’ambito della battaglia contro la rete di narcotraffico regionale.

L’esplosione sarebbe stata registrata la scorsa settimana e aveva come obiettivo colpire un magazzino utilizzato dall’organizzazione terroristica Tren de Aragua per lo stoccaggio e successivo carico di imbarcazioni con la droga destinata al territorio americano e non solo. Nell’attacco non ci sono stati morti né ferite perché al momento dell’esplosione non era presente nessuno.

Questa sarebbe la prima operazione americana confermata sul territorio venezuelano e il presidente Trump aveva già accennato la programmazione. Infatti, durante una conferenza stampa a Mar-a-Lago, Trump ha confermato che la responsabilità dell’esplosione nel porto venezuelano è delle autorità statunitensi. “Caricano navi con droga. Quindi, abbiamo attaccato tutte le navi e adesso attacchiamo quella zona. È l’area di operazione, era lì che lavoravano, ma adesso non esiste più”, ha dichiarato il capo della Casa Bianca.

Non ci sono ancora informazioni se il drone (o i droni) usati in questa missione siano proprietà della Cia o siano stati messi a disposizione dalle forze armate americane. È stato verificato, invece, che il Pentagono ha inviato diversi droni MQ-9 Reaper, con missili Hellfire, nelle sue basi militari in Puerto Rico, come parte della campagna di pressione contro Maduro e la guerra contro il narcotraffico in Sudamerica.

Gli Usa avevano già colpito militarmente imbarcazioni e navi petrolifere vincolate al narcotraffico internazionale, ma questa sarebbe la prima incursione diretta della Cia in Venezuela, come si legge sul New York Times. Ad inizio del 2025, il presidente Trump autorizzò le operazioni di intelligence, con piani e missioni di diversa intensità.

Così Trump ha attaccato il porto della droga di Maduro

L’operazione, compiuta la scorsa settimana, è stata confermata dal presidente Trump. Non ci sono dettagli sulla proprietà dei droni e il coinvolgimento delle forze armate americane, ma l’attacco farebbe parte della campagna contro il narcotraffico regionale e la pressione contro il regime venezuelano. Altri droni MQ-9 Reaper, con missili Hellfire, sono a Puerto Rico

Emirati fuori dallo Yemen. Così cambia la partita nel Golfo

Il ritiro delle truppe emiratine dallo Yemen segna una svolta nelle relazioni con l’Arabia Saudita. La crisi mette in luce una profonda divergenza strategica tra due alleati storici e rischia di aprire una fase di maggiore instabilità nel conflitto yemenita

Taiwan come destino. Xi alza il tono, Pechino stringe il cerchio

Nel discorso di fine anno, Xi Jinping ribadisce che la riunificazione con Taiwan è “inevitabile”, mentre l’Esercito popolare di liberazione testa sul campo l’opzione militare. Tra retorica storica, muscoli e tecnologia, Pechino manda un messaggio diretto a Washington e all’isola

Ecco la Dottrina Donroe degli Usa nell’Indo-Pacifico

Nel 2025 la politica statunitense nell’Indo-Pacifico si è mossa secondo una logica sempre più funzionale e selettiva, riconducibile alla cosiddetta “Donroe Doctrine”: controllo degli spazi strategici, uso mirato di partner e strumenti economici, riduzione degli impegni politici vincolanti. Dalla riallocazione dell’assistenza estera alle ambiguità del Quad e alla gestione prudente del dossier Taiwan, emerge un approccio orientato alla gestione della competizione con la Cina più che alla costruzione di un nuovo ordine regionale

Nel mondo ci sono sempre meno armi nucleari, eppure stanno aumentando. Ecco perché

A dispetto della riduzione in termini assoluti, il 2025 ha confermato l’aumento del numero di testate nucleari operative nel mondo. Si tratta di circa 9mila ordigni, ma il loro numero risulta in aumento. Nel frattempo, mentre i trattati sul disarmo vengono lasciati scadere senza rinnovo, aumentano i fattori geopolitici che suggeriscono un aumento della tendenza anche nel resto del mondo

Fincantieri rafforza il legame con l’India nella difesa navale

La cooperazione industriale tra Italia e India compie un passo avanti nel navale militare. Fincantieri, tramite WASS, ha ottenuto una commessa da oltre 200 milioni per la fornitura di siluri pesanti alla Marina indiana. La produzione avverrà in Italia, con consegne tra 2028 e 2030, rafforzando la presenza del gruppo in un mercato strategico e confermando il valore delle tecnologie subacquee italiane

Chi resiste, chi avanza e chi rischia nel 2026. Le pagelle politiche 2025 di Carone

Come si chiude l’anno appena trascorso per i politici italiani? Dalla segretaria del Partito democratico insidiata dal leader del Movimento 5 Stelle alla presidente del Consiglio equilibrista tra necessità di alleanza e di governo, per non dimenticare i piccoli partiti ago della bilancia. Ecco le pagelle di Martina Carone

Depositi Hi-Tech, ma non solo. Come l’IA sta riscrivendo la logistica militare cinese

Dalla consapevolezza continua delle scorte alla distribuzione unmanned sul campo, la Pla sta sperimentando un nuovo modello logistico data-driven. Una trasformazione che rafforza la capacità di sostenere conflitti ad alta intensità, con impatti sostanziali sugli equilibri di forza nel settore dell’Indo-Pacifico

Elezioni 2026 nel mondo. Tutti i Paesi al voto e le sfide che cambieranno gli equilibri globali

Dalle prime elezioni generali del Sud Sudan al voto del midterm negli Stati Uniti, passando per le legislative che sono un referendum per Netanyahu in Israele e le presidenziali in Costa Rica (con 20 candidati). Questo anno nuovo sarà fitto di voti in tutto il mondo…

Il dramma estero dell'opposizione (che non scalfisce il governo). Scrive Sisci

Meloni mantiene la rotta atlantica ed europea, mentre Pd e M5S restano divisi su Russia, Palestina e rapporti con Washington. Questa ambiguità paralizza l’opposizione e lascia il governo senza veri avversari sul piano internazionale. L’analisi di Francesco Sisci

×

Iscriviti alla newsletter