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Più che tutti giù dal carro, tutti su. Il carro di SpaceX. La compagnia spaziale di Elon Musk si prepara a una quotazione prossima ai 75 miliardi. E se il mercato risponderà positivamente, sarà quasi certamente la più grande Ipo mai vista da occhio umano. Normale, dunque, che una simile operazione faccia gola agli investitori. Problema: quando la quotazione in borsa più attesa al mondo nel settore tecnologico comunica agli investitori di un intero Paese l’impossibilità di partecipare, questi tendono a ingegnarsi.

È esattamente ciò che sta accadendo: gli investitori cinesi e di Hong Kong, esclusi dalla prossima offerta pubblica iniziale di SpaceX, si stanno rivolgendo ai future perpetui e ai derivati sintetici sulle piattaforme di scambio di criptovalute per cercare di accaparrarsi una fetta di mercato. Vale a dire dell’offerta di SpaceX, la cui valutazione oggi si aggira sui 1.750 miliardi.

Insomma, l’operazione finanziaria più spettacolare dell’anno, debutto al Nasdaq previsto proprio per domani, nasce con una porta chiusa. Ma mentre le grandi banche americane apparecchiano il roadshow e i fondi si mettono in fila, una parte cruciale dell’Asia finanziaria resta esclusa. Quella cinese. Eppure, il Dragone non demorde. Anzi, rilancia. Gli investitori cinesi stanno, dunque, utilizzando asset digitali per aggirare i controlli sui capitali di Pechino scattati proprio in vista della quotazione.

Il meccanismo chiama direttamente in causa le criptovalute. L’idea sarebbe quella ricorrere a dei token, i quali fungerebbero da asset digitali che offrono però un’esposizione sintetica o presumibilmente garantita da asset reali. Gli investitori cinesi, insomma, vorrebbero usare moneta virtuale per mascherare sottoscrizioni reali di capitale SpaceX. Di sicuro, l’ingresso in borsa di SpaceX è infatti visto da molti analisti come il segno di un cambiamento nel rapporto tra tecnologia, potere economico, potere politico e potere finanziario.

Una delle più ricche società al mondo ha l’obiettivo di controllare contemporaneamente i mezzi e il modo in cui le persone comunicano, controllando al tempo stesso l’accesso allo Spazio per gestire le infrastrutture delle telecomunicazioni e forse un giorno i sistemi per far funzionare le intelligenze artificiali. E lo farà con una struttura societaria che di fatto lascia tutto il potere a Elon Musk.

Febbre da SpaceX. Anche la Cina prova a salire sul carro di Musk

Quando mancano poche ore alla quotazione del secolo, con cui la compagnia spaziale di Musk punta a raccogliere 75 miliardi dal mercato, gli investitori cinesi stanno provando a forzare la gabbia di protezione intorno all’Ipo. Ricorrendo alle criptovalute

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