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L’Unione Europea non sembra aver accolto di buon grado le provocazioni lanciate da Mosca nelle scorse ore, come dimostra la convocazione del rappresentante diplomatico del Cremlino a Bruxelles Karen Malayan da parte della portavoce del Servizio esterno dell’Ue Anitta Hipper. “La minaccia [della Russia] rivolta ai cittadini stranieri e ai diplomatici affinché lascino Kyiv rappresenta un’escalation inaccettabile”, scrive Hipper su X, chiedendo che il Cremlino “smetta di colpire i civili” e “avvii autentici colloqui di pace a partire da un cessate il fuoco totale e incondizionato”. La portavoce è poi tornata sull’argomento durante una conferenza stampa, accusato la Russia di “cercare di seminare il panico” con il suo avvertimento. “Vogliono diffondere paura e isolamento in Ucraina e altrove, ma il nostro messaggio è chiaro: non funzionerà […] L’Ue mantiene la propria presenza e le proprie attività a Kiev, e queste minacce hanno il sapore della disperazione”.

Il riferimento è, ovviamente, alle parole pronunciate dal ministro degli esteri (e poi rilanciate dallo stesso dicastero) di Mosca Sergei Lavrov al segretario di Stato statunitense Marco Rubio, con le quali Lavrov avverte la sua controparte statunitense di un imminente avvio di “attacchi sistematici” contro strutture utilizzate dalle forze armate ucraine nella capitale in risposta ai presunti “attacchi terroristici” condotti da Kyiv contro civili russi, accompagnato da un invito ai rappresentanti stranieri a lasciare l’Ucraina per tutelare la loro incolumità. Invito che, perlomeno al momento, non sembra essere stato accolto dai rappresentanti occidentali. Non è la prima volta che la Russia esorta i diplomatici stranieri a lasciare la capitale ucraina. Già all’inizio di maggio, infatti, il ministero degli Esteri russo aveva chiesto l’evacuazione del personale diplomatico, suscitando anche allora le critiche dei funzionari europei.

Da Kyiv, il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha definito le dichiarazioni di Lavrov “un’audace provocazione”, sostenendo che le parole di Mosca “informano il Paese più potente al mondo che si stanno trascurando i suoi sforzi di pace”. Sybiha ha auspicato che “dopo aver ricevuto tali segnali i nostri partner inviino un segnale fermo e deciso alla Russia”, aggiungendo che l’avvertimento russo rappresenta “una conferma pubblica, un’ulteriore dimostrazione dell’interesse del Cremlino a continuare la guerra”. L’avvertimento di Lavrov fa seguito alla serie di attacchi condotti nel fine settimana da Mosca, che ha lanciato più di 80 missili contro la capitale, colpendo diversi edifici civili e ferendo 87 persone.

Bruxelles non accetta le provocazioni di Mosca. E convoca il rappresentante russo

Bruxelles ha convocato il rappresentante diplomatico russo dopo le minacce di Mosca su Kyiv. L’Ue accusa il Cremlino di voler seminare paura e conferma la propria presenza nella capitale ucraina

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