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Jark, l’isola strategica dell’Iran che nessuno bombarda

Si tratta di una piccola isola di 22 km quadrati chiamata Jark, a circa 28 kilometri dalla costa iraniana, un luogo strategico del Golfo. Famosa per il commercio di perle nel passato, oggi è epicentro dell’economia dell’Iran perché ha gasdotti che collegano tutti i giacimenti petroliferi, strutture sottomarine e ponteggi per il carico di circa il 90% del greggio di esportazione

Nella crisi iraniana l'Europa usi la saggezza. Parla Manciulli

L’Iran rappresenta uno dei principali centri di sostegno e organizzazione del terrorismo internazionale, capace di utilizzare sia reti sciite sia relazioni opportunistiche con ambienti jihadisti sunniti come leve di influenza e destabilizzazione globale. Teheran avrebbe costruito negli anni un sistema di proxy armati, traffici e relazioni clandestine che estende la propria capacità d’azione ben oltre il Medio Oriente. Una conversazione con Andrea Manciulli, direttore delle Relazioni istituzionali della fondazione MedOr e esperto di terrorismo e sicurezza internazionale

Cosa c’è dietro la legge etnica della Cina

Il governo di Xi Jinping ha approvato una nuova normativa per favorire “l’unità etnica” del Paese, che promuove i valori religiosi del Partito Comunista, limitando i diritti delle minoranze, come gli uiguri e i tibetani. La denuncia degli esperti

Guerra in Iran, la via diplomatica spiegata dall’ambasciatore di Teheran a Roma

Intervista esclusiva di Formiche all’Ambasciatore iraniano in Italia, Mohammad Reza Sabouri. Riconoscimento, sicurezza e diritti: queste le basi per un negoziato che possa portare alla fine del conflitto

Inquietudine, incompletezza, immaginazione. La bussola del pontificato di Bergoglio

Il tempo della polarizzazione, cioè il nostro tempo, quello attuale, contrappone pensieri rigidi, monolitici, chiusi, completi. Bergoglio, che fu eletto papa il 13 marzo 2013, ha indicato a tutti l’altra strada. Per uscire dalle secche in cui siamo credo che sia quella che dovremmo deciderci a imboccare. La riflessione di Riccardo Cristiano

L’interoperabilità tecnologica è interoperabilità democratica. L'intervento di Valentini

Di Valentino Valentini

L’Europa non deve definire le proprie regole digitali in modo unilaterale, calando dall’alto prescrizioni che il mercato subisce senza averle condivise. Ma la risposta non è nemmeno cedere la definizione delle regole alle grandi piattaforme — lasciare che siano le scelte di investimento degli hyperscaler a condizionare le politiche pubbliche europee. Il modello da perseguire è diverso. L’intervento del viceministro Valentino Valentini al convegno Eu-Us Tech Agenda 2030, organizzato da Formiche presso la Camera dei deputati

Così l'Italia può prepararsi ad affrontare le sfide ibride. Il commento di Onori

Dalla manipolazione informativa alla propaganda culturale, le minacce ibride stanno diventando uno strumento centrale della competizione geopolitica. Il report dell’Ecfr presentato alla Camera analizza le vulnerabilità europee e il ruolo dell’Italia. Il commento di Federica Onori, promotrice dell’iniziativa, a Formiche.net

Fertilizzanti in ostaggio, ecco l’effetto domino del caos nel Golfo

L’Oman, Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti sono tra i principali esportatori di fertilizzanti del mondo. La chiusura di un mese dello stretto di Hormuz, canale principale per la circolazione dei principali concimi, potrebbe essere sufficiente per mettere a rischio le coltivazioni che dipendono dal nitrogeno come il mais, il grano e il riso

Dalla difesa alla sicurezza globale. Cosa c’è nel piano industriale di Leonardo

Leonardo ha presentato oggi il piano industriale più ambizioso della sua storia. Cingolani promette ricavi quasi raddoppiati, sinergie con i gruppi europei, un portafoglio che abbraccia ogni dominio operativo e una trasversalità pressoché totale delle tecnologie dipendenti. Su tutto, la scommessa del Michelangelo Dome, che verrà testato direttamente in Ucraina

Dal caso Zephyros alla base di Erbil. Il G7 studia come proteggere traffici e personale

Lo stretto di Hormuz è stato trasformato in una sorta di Vietnam in mare, dal momento che la reazione “guerrigliera” di Teheran e dei suoi fiancheggiatori si sta sviluppando per il tramite di piccoli ma letali attacchi mirati, che toccano interessi nevralgici come quelli energetici. I leader del G7 hanno concordato di valutare la possibilità di fornire scorte alle navi commerciali

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