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Il governo panamense è pronto a rimettere in palio le concessioni per il canale di Panama, pochi mesi dopo aver, nemmeno troppo gentilmente, accompagnato alla porta la Cina e le sue compagnie di navigazione. La vicenda è nota e questo giornale l’ha raccontata più volte. Da quando, ormai un anno fa, una cordata di investitori occidentali guidata dal più grande fondo del mondo, Blackrock, si è fatta avanti per rilevare dalla cinese Ck Hutchinson 43 scali portuali nel mondo, inclusi i due hub alle estremità del canale, Cristobal e Balboa, sull’infrastruttura marittima che collega l’Atlantico al Pacifico si è scatenata una vera e propria battaglia. Resa ancora più aspra dalla sopraggiunta chiusura dello stretto di Hormuz, che ha reso a tutti gli effetti Panama ancora più strategico.

Adesso è tempo di rimescolare le carte e, come è in grado di rivelare questo giornale, procedere al riaffidamento delle concessioni. In tal senso le autorità del Canale hanno pubblicato i documenti di prequalificazione, nell’ambito del processo di selezione del futuro concessionario. La fase preliminare rientra infatti nei meccanismi stabiliti dal regolamento nazionale sulle concessioni dell’Autorità del canale di Panama, che facilitano l’interazione tra le parti interessate e le medesime autorità. La documentazione presentata dai partecipanti, viene spiegato, “sarà valutata in conformità ai criteri tecnici, finanziari e legali definiti nel documento di prequalificazione e nei relativi emendamenti”.

Ora, una domanda sorge d’obbligo: la Cina sarà della partita? Di sicuro, dopo essere stata estromessa dalla stessa Corte Suprema panamense, Pechino sembra avere un po’ di paura di perdere, per sempre, le sue ambizioni sul canale. La prova potrebbe essere nelle considerazioni del ministro degli Esteri cinese Wang Yi per il quale il Dragone è pronto ad approfondire la cooperazione pratica con Panama tanto da esortare il Paese centroamericano a tutelare i diritti delle imprese cinesi. Wang ha affermato che le relazioni tra Cina e Panama non dovrebbero essere soggette a interferenze di terzi. Forse si riferiva agli Stati Uniti. Ma sì, la Cina ha paura.

Panama rimescola le carte sul canale. Sfida aperta tra Washington e Pechino

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