Skip to main content

L’accelerazione nell’adozione dei sistemi di intelligenza artificiale generativa all’interno dei processi aziendali sta ridefinendo i fabbisogni occupazionali globali a ritmi inediti. Di fronte a questa trasformazione strutturale, l’attuazione delle linee guida del G7 sul lavoro e sul digitale svoltosi pochi giorni fa a Ginevra rappresenta il principale punto di riferimento istituzionale per governare l’impatto della tecnologia sul mercato dell’impiego.

Le strategie condivise dalle economie più industrializzate – formalizzate nel “Piano d’Azione del G7 per un’applicazione umano-centrica dell’IA” e nei documenti delle riunioni ministeriali dedicate a Lavoro, Industria e Digitale – mirano a prevenire il rischio che l’automazione cognitiva determini una contrazione netta dei posti di lavoro o una polarizzazione sociale.

Al centro di questo impianto multilaterale, vi è l’identificazione della formazione continua e flessibile come pilastro fondamentale per garantire la stabilità economica e la ricollocazione professionale.

Il background scientifico che ha guidato l’orientamento dei ministri del G7 poggia sulle analisi dei grandi organismi internazionali, a partire dal Fondo Monetario Internazionale. Lo studio del Fmi intitolato “Gen-AI: Artificial Intelligence and the Future of Work” ha rilevato che nelle economie avanzate circa il 60% dei posti di lavoro sarà impattato dall’intelligenza artificiale.

A differenza dei processi di automazione del passato, che hanno investito prevalentemente le mansioni manuali e manifatturiere, questa ondata colpisce direttamente le professioni cognitive e i cosiddetti “colletti bianchi”.

Il rischio evidenziato dal Fmi è una forte polarizzazione salariale a scapito delle mansioni amministrative e tecniche intermedie. La tecnologia può integrare l’attività umana o sostituirla; l’esito finale dipende dalla capacità dei sistemi educativi di riqualificare rapidamente la forza lavoro.

Di fronte a questo scenario, le conclusioni istituzionali indicano la didattica digitale e l’apprendimento continuo, cosiddetto lifelong learning, come le leve fondamentali per garantire l’inclusione sociale e la tutela del lavoro.

Svincolata dai limiti geografici e dai vincoli di orario delle lezioni in presenza, la formazione universitaria online rappresenta un’infrastruttura strategica in grado di erogare aggiornamento professionale continuo a una platea di lavoratori già attiva sul mercato.

Il modello digitale garantisce un accesso democratico alle competenze algoritmiche d’avanguardia, offrendo lo strumento operativo per trasformare la transizione tecnologica in un volano di stabilità economica e di equità sociale.

L’attuazione pratica delle linee guida emerse dal recente G7 Lavoro, che ha portato all’istituzione del nuovo AI Training Hub proprio per governare l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione, richiede il superamento dei modelli formativi tradizionali. L’idea di una formazione limitata esclusivamente alla fase giovanile della vita è resa obsoleta dalla velocità dell’evoluzione tecnologica; l’aggiornamento deve trasformarsi in una costante della vita professionale.

L’università digitale, grazie alla sua infrastruttura di rete, consente l’erogazione di contenuti didattici d’alto livello accessibili in ogni momento della giornata.

Questo pilastro garantisce l’inclusione delle fasce di popolazione che, per ragioni professionali o familiari, rimarrebbero escluse dai processi di aggiornamento, realizzando l’obiettivo politico di coesione sociale delineato a livello internazionale.

Techno Polis - G7 Lavoro, il lifelong learning digitale difende l'occupazione

Di Andrea Stazi

Le strategie condivise dalle economie più industrializzate mirano a prevenire il rischio che l’automazione cognitiva determini una contrazione netta dei posti di lavoro o una polarizzazione sociale. Al centro di questo impianto multilaterale, vi è l’identificazione della formazione continua e flessibile come pilastro fondamentale per garantire la stabilità economica e la ricollocazione professionale. L’intervento di Andrea Stazi, ceo e co-founder Techno Polis

Xi porta l’identità nazionale nella legge. La nuova mossa per controllare le minoranze

Entrata in vigore oggi, il 1° luglio, la nuova Ethnic Unity and Progress Promotion Law trasforma in obblighi giuridici politiche già sperimentate nei confronti delle minoranze etniche. La norma rafforza il legame tra identità nazionale, sicurezza dello Stato e ruolo del Partito, estendendo la propria portata anche oltre i confini della Cina

Una fabbrica di droni vicino al confine russo. Che accordo hanno siglato Kyiv e Riga

I rappresentanti dei due Paesi dell’Est hanno annunciato la costruzione di un impianto congiunto di droni nella regione lettone di Latgale, vicino ai confini con Russia e Bielorussia. Il progetto rafforza la cooperazione militare, ma rischia di aumentare la tensione con Mosca

Non solo Europa. I nuovi negoziati Mercosur-Giappone

Mentre sono cominciate le trattative per una nuova alleanza con Tokyo, il blocco commerciale di Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay (con delegati della Bolivia) ha chiesto a Bruxelles l’applicazione giusta dello storico accordo di libero commercio. E la Cina…

Più venture capital nel defense tech, con focus su autonomia e software

Il venture capital sta entrando con più forza nel defense tech, spinto dalla crescita della spesa militare e dalla domanda di tecnologie più rapide, adattabili e producibili su scala. Il capitale si concentra soprattutto sulle società già in fase di crescita e premia autonomia, software e sensoristica, ma la prova decisiva resta industriale: trasformare valutazioni elevate e contratti potenziali in prodotti, volumi e capacità reali

Dalla batteria Samp/T a alla missione a Hormuz. Cos’ha detto il generale Iannucci in Parlamento

Il generale Iannucci, comandante del Covi, ha aggiornato il Parlamento sul profilo operativo della Difesa italiana, dal rafforzamento dello scudo Nato con il Samp/T in Turchia all’ipotesi di una missione di sminamento nello Stretto di Hormuz. Sullo sfondo, ha delineato un 2026 che vedrà l’Italia impegnata su più fronti per la sicurezza delle rotte marittime e degli interessi strategici nazionali

Vi spiego l'economia dell'innovazione di Leonardo. Intervista di RaiNews24 al presidente Macrì

https://youtu.be/g9p7zmCFkl4 In occasione della Festa delle Istituzioni organizzata da Formiche, il presidente di Leonardo, Francesco Macrì, intervistato da Eva Giovannini per RaiNews24, ha illustrato il ruolo che l'azienda di Montegrappa può svolgere in una fase segnata da instabilità internazionale e crescente competizione industriale. «Il contesto geopolitico è estremamente complesso e Leonardo è un’azienda che può garantire, in questa fase delicata, un’autonomia strategica che dobbiamo ricercare…

Lo scisma di Écône e l'irrilevanza che l'Europa non può permettersi. Scrive Pagani

Di Alberto Pagani

Solo un’Europa che esce dall’irrilevanza geopolitica può fare, sul piano politico, quello che la Chiesa fa sul piano spirituale: tenere aperti i canali di dialogo con chi non la pensa come lei, promuovere un multilateralismo cooperativo, offrire un modello di riconciliazione credibile, non perché lo predica con più insistenza, ma perché ha la forza politica affinché quel modello venga preso sul serio. L’analisi di Alberto Pagani, docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia all’Università di Bologna

La nuova sovranità mineraria africana e la competizione per le risorse

Di Mario Di Giulio

Se l’Europa non riuscirà a inserirsi in questa nuova fase come partner industriale credibile, gli altri attori internazionali, Cina e Russia in primis, consolideranno il proprio vantaggio strategico nella ridefinizione della geografia globale delle risorse. La riflessione di Mario Di Giulio, docente di Law of Developing Countries all’Università Campus Bio-Medico di Roma e avvocato attivo nei Paesi africani

×

Iscriviti alla newsletter