Dare mille euro ad una persona sotto la soglia di povertà genera molta più felicità che darli ad Elon Musk. E rende felice, ricca di senso e generativa anche la vita di chi dona se il donatore è individuale. Saremmo in grado nel prossimo futuro di fare scelte che aumentano la felicità aggregata ed evitano l’esplosione di conflitti sociali? Il commento di Leonardo Becchetti
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Donne e finanza. Un viaggio tra stereotipi e conquiste
Il rapporto delle donne con il denaro non è solo una questione di equità, ma un indicatore di autonomia, potere di scelta e partecipazione piena alla vita economica. L’obiettivo è chiaro: costruire una nuova relazione tra donne e denaro, fondata sulla consapevolezza, sulle competenze e sulla possibilità concreta di fare scelte autonome e strategiche. Un nuovo modello di gestione del denaro che possa rendere le donne davvero libere. Pubblichiamo un estratto del volume Denaro al femminile, una sfida possibile (Franco Angeli), di Valeria Santoro e Chiara Galgani
Trump frena sui dazi. Il ruolo dell'inflazione e gli applausi delle imprese
Il presidente americano, alle prese con un costo della vita più alto del previsto, ha esentato caffè e frutta esotica dalle tariffe imposte solo qualche mese fa. Per le aziende è un segnale incoraggiante, non scontato
Quando l’antifa diventa terrorismo. La decisione americana e le conseguenze per l’Italia secondo Teti
La designazione da parte degli Stati Uniti di gruppi antifascisti europei, fra cui un’organizzazione italiana, come foreign terrorist organisations apre un doppio fronte: politico-diplomatico e di sicurezza interna. Per Roma e Bruxelles si profila una ridefinizione del confine fra protesta radicale e terrorismo. L’analisi di Antonio Teti
Inviare armi a Kiev è necessario, spazio alla diplomazia parlamentare. Parla Alfieri
Domani a Istanbul comincia l’assemblea parlamentare Osce che avrà, tra i focus principali, la situazione in Ucraina. Anche alla luce del dibattito interno, occorre ribadire la vicinanza dell’Italia e inviare le armi. Purché ci sia, parallelamente, un’azione di diplomazia (anche parlamentare) che provi ad aprire la strada del negoziato. Colloquio con il senatore del Pd, Alessandro Alfieri
Vi racconto le responsabilità dei sindacati nell'opificidio dell'ex Ilva. La versione di Cazzola
I sindacati sono stati indotti a farsi carico di esigenze di riconversione dello stabilimento tuttora incompatibili con la realtà produttiva della siderurgia e attente a farsi carico del radicalismo ambientalista, come condizione per la salvezza della fabbrica. Senza accorgersi che non si salva, almeno ancora per molti anni, uno stabilimento siderurgico trasformandolo in una pizzeria con forno elettrico. Il commento di Giuliano Cazzola
Valbruna, l’acciaio tra gara pubblica e Golden power. Scrive l'avv. Picotti
Ciò che poteva essere risolto in modo più lineare a livello di bando, conciliando meglio i principi di gara di matrice europea con i vincoli di destinazione strategica a livello industriale e occupazionale, è andato a intrecciarsi con i poteri imperativi, anche solo potenziali, del Golden power. In questo modo, la procedura sembra essersi incuneata, di fatto e neanche troppo implicitamente, in un sentiero a senso unico per volontà governativa. L’analisi dell’avvocato e saggista Luca Picotti, research fellow Osservatorio Golden Power
Centro, ora servono coraggio e coerenza. Gli appunti di Merlo (per Calenda)
A sinistra prevale il massimalismo oltranzista di Schlein assieme al populismo di Giuseppe Conte. Nella coalizione di centrodestra la leadership di Giorgia Meloni è troppo forte per far emergere istanze centriste. Per questo il progetto di Carlo Calenda ha un grande valore per rilanciare un vero Centro, riformista e di governo. L’opinione di Giorgio Merlo
Modi vince nel Bihar. Perché è importante
L’alleanza guidata dal Bjp supera i 200 seggi e ottiene una delle maggioranze più ampie della storia recente del Bihar. Il risultato segna una svolta politica in uno degli Stati più poveri e instabili dell’India, con ripercussioni nazionali
Usa, Cina ed Europa: chi deciderà il futuro energetico (e non solo) del pianeta?
L’Europa oggi non dispone di riserve fossili significative e paga un costo elevatissimo per la sua dipendenza dalle importazioni di petrolio, gas e carbone. Una bolletta da quasi 400 miliardi di euro all’anno. Che sono proprio quelli che servirebbero, secondo le stime di Mario Draghi, per portare a compimento la transizione energetica e fare del vecchio continente la prima regione al mondo con una economia florida e a zero emissioni nel 2050. Semplice coincidenza o ironia della sorte? Il commento di Andrea Barbabella, Coordinatore e Responsabile scientifico di Italy for Climate
















