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I pinguini hanno sempre ispirato favole, documentari, cartoni per i bambini. Sono animali particolari i pinguini; pare, ad esempio, che tra la molteplicità di razze animali (uomini compresi) siano gli unici ad essere fedeli. È poi proverbiale la loro andatura impacciata sulla terraferma e la loro agilità nel mondo acquatico dove riescono a sottrarsi agli attacchi di squali e orche. Animali giuggioloni che sanno, però, anche essere molto crudeli ed elaborare strategie di vero e proprio combattimento per sopravvivere tra le acque ed i ghiacci. Non è un caso, infatti, che proprio il supereroe Batman se la debba vedere con un grasso Mr. Penguin in una delle sue avventure più complicate ed avvincenti. La fama dei pinguini continua anche nella letteratura che al riguardo è sterminata e che ultimamente si è ingrossata di un best seller mondiale, Il nostro iceberg si sta sciogliendo di John Kotter, docente della Harvard Business School ed esperto di gestione del cambiamento nelle grandi aziende.

LA FAVOLA DI KOTTER

Il professor Kotter ha già venduto migliaia di copie negli Stati Uniti, dove i più famosi top manager si definiscono oramai dei “pinguini” ed hanno creato delle vere e proprie associazioni che lavorano per sviluppare e approfondire la filosofia e la metodologia dei pinguini. In Germania la favola di Kotter è al vertice da mesi tra i libri di business più venduti ed anche in Italia sembra che il successo sia inarrestabile. Il seme di questo boom mondiale è dovuto alla semplicità del messaggio e nello stesso tempo alla sua carica fortemente innovativa. La favola del pinguino Freddie è composta come un racconto per bambini, con tanto di colorate illustrazioni. Su un ghiacciaio al Polo nord, il curioso e metodico Freddie mette insieme una serie di informazioni e arriva alla conclusione che il ghiacciaio sul quale la sua colonia vive serenamente da decine di anni ben presto si scioglierà, provocando una catastrofe. Dati alla mano si reca presso il Gran Consiglio dei Pinguini, l’organo politico ed istituzionale della colonia, per avvertirli della minaccia imminente e per riuscire a trovare una via di uscita. Ma la vita di Freddie non è semplice; il pinguino che prevede il danno e ha una visione positiva del futuro è subito messo alle strette dal pessimismo immobile del pinguino Nono, che non vuole credere alle sue parole e che si rifiuta di cercare una soluzione al problema. La storia è tenera e avvincente.

LA VITA NON È FACILE

La pinguina Alice, che rappresenta l’intuito femminile e la creatività intelligente delle donne, appoggia la causa di Freddie e con lui cerca di costituire un gruppo di lavoro formato da pinguini professori, da pinguini economisti e da pinguini politici di sicura esperienza e di provata onestà. Alla fine il pinguino Nono viene lasciato solo e la colonia si prepara al cambiamento epocale: i pinguini decidono di diventare nomadi come i gabbiani e di spostarsi di ghiacciaio in ghiacciaio. Freddie e Alice hanno vinto ed il lieto fine è assicurato… ma che fatica! “Life is not easy – la vita non è facile – ” ci dice ridendo John Kotter al telefono dalla Nuova Zelanda dove sta indottrinando altri manager che vogliono diventare pinguini.Freddie capisce che il ghiacciaio si sta sciogliendo e non teme il cambiamento. La maggior parte della colonia, invece, è terrorizzata all’idea di cambiare e non ha alcuna visione del futuro. Per questo preferisce persino rischiare la morte pur di non muoversi. È l’atavica paura degli esseri umani, quella di cambiare, di riformarsi e rifondarsi sin dalle proprie radici più profonde”. Questo spiega il successo del libro che, in fondo, parte come una lezione per i manager ma riguarda la società civile e la politica… “Indubbiamente è così. In Germania la mia favola è già molto letta e recentemente ho incontrato un giovane editore tedesco che mi ha descritto la situazione economica del suo Paese e mi ha detto che ci sarebbe bisogno di un Freddie anche lì. In sostanza, la colonia può essere una corporation ma anche una nazione, uno Stato. Prima o poi dobbiamo guardare con occhi attenti al fatto che il ghiacciaio si sta sciogliendo e trovare soluzioni alternative che possano salvarci. Succede a tutti i livelli. Negli Stati Uniti il pinguino Freddie è diventato un’icona nei ministeri e negli uffici della Difesa, insomma, persino nella Pubblica amministrazione si può applicare la logica coraggiosa e fantasiosa di Freddie e Alice”.

NON È UN PAESE DI PINGUINI

Sarebbe bello riuscire a trovare qualche Freddie anche qui da noi, qualche pinguino riformista e innovativo, ma pare che in Italia ci sia un’alta presenza di pinguini Nono che impediscono di fatto il cambiamento in meglio… “In tutti i Paesi esistono i Nono, forse in Italia ce ne è una quantità maggiore, ma non per questo bisogna arrendersi. Recentemente sono stato a Bologna per una lecture ai manager della Datalogic e il loro Ad, Roberto Tunioli, si è detto molto colpito dalla filosofia dei pinguini. Insomma, io credo che i Freddie che ci sono da voi, compresa la vostra rivista che è un pinguino Freddie di primordine, dovrebbero unirsi, formare un gruppo e lavorare per arginare i Nono, erodendo giorno dopo giorno la loro credibilità secondo una logica pienamente riformista. Mi ripeto, la vita non è facile, ma il vostro ghiacciaio non si è ancora completamente sciolto”. Dunque, è necessario trovare una strategia di base vincente e si possono sconfiggere tutti i veto-player anche nel nostro Paese… “È esattamente così! Vision per il futuro, consolidamento di un gruppo eterogeneo composto da persone sagge e giovani allo stesso tempo ed elaborazione di una strategia che aiuti a passare attraverso il cambiamento senza grandi danni. La fiducia all’interno del gruppo di partenza è – ovviamente – un elemento fondamentale. Solo attraverso il consolidamento del legame nel gruppo originario si possono sconfiggere gli ‘animatori’ dell’immobilità, i pinguini che dicono solo e sempre no. Alla fine, possono persino essere convinti a partecipare alla nuova avventura, se accettano le regole del gruppo però”.

IL FUTURO DELL’ITALIA

Il professor Kotter sembra essere molto ottimista sul futuro dell’Italia, come in fondo lo sono tutti gli americani e soprattutto quelli che insegnano ad Harvard. La sua visione della nostra situazione politica è decisamente spietata ma anche ottimista per il futuro. Il ghiacciaio italiano non si è ancora sciolto e allora è tuttora possibile mettersi sulla strada dell’innovazione e assecondare il cambiamento attraverso riforme coraggiose. È strano, però, pensare che il futuro del gruppo sociale sia nelle mani di un pinguino. Imbevuti di letteratura americana è facile, infatti, associare il mondo del management alle tigri o ai leoni, individui rampanti e crudeli che attaccano e sbranano senza avere alcun rimorso... “Ho scelto il pinguino come metafora della società perché i pinguini sono buffi – ci dice ancora Kottere ricordano gli esseri umani più di ogni altro animale, persino più degli scimpanzé. A volte si muovono in modo impacciato, cadono persino, ma si rialzano prontamente e quando si tuffano in mare aperto e vanno a caccia di calamari sono veloci come missili e riescono ad evitare gli attacchi dei grandi predatori. I pinguini sono animali buffi e intelligenti… proprio come noi esseri umani. Vi auguro, in Italia, di ascoltare i vostri Freddie… se così sarà, economicamente e politicamente supererete tutti i vostri problemi, di questo ne sono certo”.

Tutti i progetti di John Kotter

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