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Ci sono le coop rosse e un po’ di parentele tutte interne al partito. C’è il bilancino utilizzato per accontentare correnti e territori. Non mancano pure le sorprese e una certa dose di continuità col passato. C’è tutto questo e pure altro nella nuova giunta della Regione Emilia-Romagna presentata ieri pomeriggio da Stefano Bonaccini, che passerà alla storia come il presidente eletto con l’affluenza più bassa mai registrata, pari al 37,70%.

LA CONTINUITA’ DEL RENZIANO D’APPARATO

E’ stato tra i primi bersaniani a fare saltare il tavolo apparecchiato per il “tortello magico”, per abbracciare le idee del (ex) rottamatore di Firenze. Renziano sui generis, cresciuto a pane e partito con l’etichetta fissa di uomo d’apparato, Bonaccini ha tentato qualche fuga in avanti nella composizione della giunta. Ma il dato di continuità con la precedente squadra di Vasco Errani è evidente. Tre assessori riconfermati su dieci, con la presidente in pectore dell’Assemblea legislativa individuata nell’ex vicepresidente di Regione Simonetta Saliera, cuperliana, la più votata con quasi 12mila preferenze. Il che fa salire a quattro gli assessori riconfermati in ruoli di responsabilità. Resta infatti alla Cultura, e dovrà seguire anche la Legalità, l’assessore uscente in quota Sel, Massimo Mezzetti.

LE CONFERME PREVISTE

Come ampiamente previsto, non si muove dal dicastero di Scuola, Università e Formazione, l’ex rettore dell’Università di Ferrara, Patrizio Bianchi, prodiano di ferro, che ha deciso di non correre alle primarie dopo aver avuto la garanzia del bis in giunta. Riconferma anche per Paola Gazzolo all’Ambiente e Protezione civile, premiata alle regionali con 6mila preferenze nel piacentino. Passa invece da presidente dell’Assemblea legislativa ad assessore alle Attività produttive e alla Ricostruzione dopo il terremoto, Palma Costi, 7.400 preferenze, pure lei disposta a correre alle primarie salvo poi ritirarsi e ritrovarsi con una poltrona in giunta. E con lei sono cinque i riconfermati.

FIRME DI FAMIGLIA

La vera sorpresa, inutile negarlo, è Elisabetta Gualmini, che Bonaccini ha fortemente voluto nel ruolo di vicepresidente con la pesante delega al Welfare. Politologa di area renziana e già presidente dell’Istituto Cattaneo, firma de La Stampa e volto noto dei talk-show, si è trovata in poche settimane dal commentare i risultati delle elezioni a diventarne una protagonista. E’ la moglie dell’ex deputato del Pd, Salvatore Vassallo, politologo pure lui alla Facoltà di Scienze Politiche di Bologna, nonché renziano della prima ora. L’altra parentela interna al partito nella nuova giunta riguarda Emma Petitti: deputata del Pd di area Giovani turchi ed ex segretaria ‘dem’ di Rimini, è la compagna di Tonino Bernabé, ex segretario dei Ds riminesi e attualmente presidente di Romagna Acque, la società pubblica che gestisce la diga di Ridracoli nell’Appennino forlivese. Laurea in Filosofia, studiosa dei movimenti femminili e con all’attivo collaborazioni in ambito culturale e formativo con enti pubblici, la Petitti vanta un curriculum che si sarebbe adattato molto di più a un assessorato alla Cultura, ma Bonaccini le ha affidato il Bilancio.

FUORI I BALZANIANI, DENTRO I FEDELISSIMI

C’è una sola provincia che non ha un suo rappresentante in giunta: quella di Forlì-Cesena. Il motivo? Lì, o perlomeno a Forlì, alle primarie ha stravinto Roberto Balzani, il candidato outsider. Nessuno del suo gruppo è stato chiamato, nemmeno l’assessore all’Ambiente di Forlì, Alberto Bellini, che veniva dato come il più accreditato. In compenso, la Romagna mantiene la delega al Turismo, affidata al ravennate Andrea Corsini, che in questo modo viene tolta a Rimini, territorio che fa di questo settore il suo punto di forza.

Se non c’è stato spazio per i balzaniani, se n’è invece trovato per un fedelissimo di Bonaccini quale è Andrea Rossi, ex sindaco di Casalgrande nel reggiano, renziano della seconda ora ed ex Ds; sarà lui il vero braccio destro del governatore, scelto non a caso per il ruolo di sottosegretario alla presidenza.

LE ONNIPRESENTI COOP ROSSE

Gli scandali dell’inchiesta romana di Mafia Capitale non scalfiscono lo strettissimo legame tra Pd e coop rosse in Emilia-Romagna. E così, dopo che dal Senato si è dimessa la parlamentare del Pd, Rita Ghedini, per andare a guidare Legacoop Bologna, ecco un altro avvicendamento di questo genere, seppure in direzione opposta. Per l’assessorato all’Agricoltura Bonaccini ha infatti scelto la presidente di Legacoop Emilia Ovest, Simona Caselli da Reggio Emilia, peraltro docente universitaria.

IL POTERE SOTTO LE DUE TORRI

Il dato più enfatizzato dalla stampa locale è il ritorno alla centralità di Bologna, che potrà contare su ben tre assessorati di peso: oltre alla felsinea Gualmini con il Welfare, ci sono infatti il segretario provinciale del Pd, Raffaele Donini, piazzato alle Infrastrutture e alla Programmazione digitale, e – scelta più attesa – il direttore generale del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, Sergio Venturi, sulla poltrona più importante e più pesante in termini di bilancio, ossia quella della Sanità, per la quale quindi Bonaccini ha voluto un tecnico.

Emilia Romagna, ecco la squadra non troppo renziana di Bonaccini

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