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“Cattolico impegnato nell’attività sindacale e politica con la passione di chi non si rassegna alle difficoltà del momento e alle ingiustizie, Giovanni Bersani da parlamentare, e da componente di una vasta comunità saldamente radicata nella società, è stato con ruoli di rilievo uno degli italiani che hanno reso possibile la rinascita dell’Italia dopo le sofferenze della Seconda guerra mondiale”.

E’ questo il ritratto di Giovanni Bersani che Giorgio Napolitano ha affidato al messaggio recapitato in occasione del convegno in memoria del senatore, organizzato il 13 gennaio presso l’Aula della Commissione Difesa si Palazzo Madama, in cui sono intervenuti Enrique Barón Crespo, presidente emerito del Parlamento europeo; Pier Ferdinando Casini, presidente della Commissione Affari esteri del Senato; Monsignor Tommaso Ghirelli, Vescovo di Imola; il presidente della Fondazione ‘Persona Comunità Democrazia’, e il Senatore Luigi Marino.

“La figura dell’uomo al centro delle vostre analisi e riflessioni – ha scritto Giorgio Napolitano nel messaggio – merita l’ammirazione dovuta a una personalità che seppe promuovere un inserimento di giovani nel mondo del lavoro avendo chiaro il valore essenziale della formazione e seppe proiettare la propria azione anche fuori dai confini italiani, sia in qualità di rappresentante del nostro paese nel Parlamento europeo sia quale promotore di attività di cooperazione finalizzate allo sviluppo in zone di Africa, America Latina e altre parti del mondo”.

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“Oggi non stiamo solo commemorando un eccellente parlamentare, ma celebrando una personalità che ha operato moltissimo in innumerevoli campi con una rettitudine morale che è d’esempio per le giovani generazioni – ha detto Casini -. Dall’Appennino per la lotta di liberazione a Palazzo Madama, dalle campagne bolognesi per l’emancipazione dalla mezzadria allo scranno di Strasburgo, dalle Acli, alla nascita di MCL ai progetti di cooperazione in Sud America, sino al partenariato Europa-Africa sancito dalla Convenzione di Lomè di cui fu assoluto protagonista. Fu mediatore di conflitti in mille occasioni, dal Senegal all’Uganda, dalla Somalia all’Etiopia, ed una delle personalità più celebrate dai leader africani dell’epoca”.

Per Enrique Barón Crespo, presidente emerito del Parlamento europeo, Bersani fu inoltre decisivo per l’avvio ed il consolidamento della diplomazia parlamentare europea tanto da poterlo definire il ‘Kissinger europeo’.

Pierluigi Castagnetti ne ha evidenziato poi vocazione e generosità:  “Il perno della sua azione sono l’affermazione della promozione umana e l’emancipazione dei popoli. Vero fabbricatore di tessuto sociale e di iniziative generose: prima con le cooperative di mezzadri che cercavano riscatto, convincendoli che potevano diventare imprenditori di se stessi, infine sacrificando il proprio patrimonio personale per finanziare progetti di cooperazione”.

Generosità sottolineata anche dal senatore Luigi Marino: “Generoso, inesauribile, coinvolgente, Giovanni Bersani è stato mio padre nei valori, nell’idea cooperativa e nella politica. La sua è una storia lineare, di coerenza profonda nei sentimenti e di coraggio nell’azione. Non si trovava a disagio nell’essere uomo di fede immerso nella vita politica e nell’attività sociale. Fede ed ideali non dovevano solo essere enunciati e difesi, ma dovevano essere praticati: libertà, tolleranza, solidarietà e mutualità dovevano essere caratterizzati dalla pratica, ovvero realizzati attraverso opere tangibili. Poiché era convinto che a tutti deve essere offerta una opportunità cercò di contribuire a risolvere i problemi economici e sociali della povera gente, passando una vita a spezzare il pane con gli ultimi degli ultimi”.

“Aveva un approccio globale e non settoriale per la promozione della pace e della dignità umana. Sapeva che occorreva sapientemente coniugare pazienza e realismo per raggiungere il bene possibile”, ha dichiarato invece Mons. Tommaso Ghirelli, Vescovo di Imola.

Chi c'era a Palazzo Madama a ricordare Giovanni Bersani

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