Skip to main content

Troppi banchieri, poco credito. Con questo pensiero-cinguettio, il premier ha voluto annunciare il provvedimento sulle Popolari (QUI TUTTI I DETTAGLI DEL PROVVEDIMENTO). Quindi negli istituti di credito cooperativo i cda sono pletorici?

LA BUFALA SUI BANCHIERI

Diamo la parola all’economista Marco Onado, già commissario Consob. Ecco quello che scrive oggi sul Sole 24 Ore (in un commento peraltro non antipatizzante verso la decisione del governo, anzi): “A parte che pare difficile credere che l’eccesso stia tutto nei vertici delle grandi popolari, il problema – in Europa più che in Italia – è quasi l’opposto”. Onado rimanda a un recente studio della massima autorità di vigilanza (European Systemic Risk Board) secondo cui il sistema bancario europeo è troppo grande rispetto all’economia reale (334 per cento del Pil, cioè il doppio degli Stati Uniti), soprattutto perché sono cresciute a dismisura le maggiori banche. Insomma, conclude Onado, “prima di lanciare la grande corsa alle fusioni nelle fasce dimensionali medio-grandi bisogna almeno pensarci due volte“.

LA BUFALA DELL’URGENZA

Eppure ci sono ragioni di necessità e urgenza – requisiti indispensabili per un decreto, secondo la Costituzione – per intervenire sulle Popolari, dice il governo. Però le novità sulle dieci maggiori banche popolari entreranno in vigore tra 18 mesi. La contraddizione è palese. Ma restano i dubbi, come quelli avanzati oggi da Angelo De Mattia, una vita ai piani alti della Banca d’Italia, oggi editorialista di Milano Finanza e da sempre fautore di una riforma/autoriforma degli istituti di credito cooperativo, dunque non proprio in linea con i banchieri del comparto. Scrive De Mattia: “C’è qualcosa che non si conosce che legittima il ricorso al decreto?“. Ancor più netto l’economista bocconiano Andrea Resti che, intervistato da Avvenire, dice: “Il ricorso a un decreto è un errore madornale. Francamente è sorprendente che il governo, evitando un normale dibattito parlamentare, decida di privare il sistema bancario di uno dei suoi pilastri, che durante la crisi non si è distinto per difetti particolari. Peraltro il decreto viene approvato in assenza del presidente della Repubblica…”.

LA BUFALA DEL CREDITO

Ma torniamo alla frase slogan renziana: troppi banchieri, poco credito. La tesi sui troppi banchieri è stata stroncata da Onado, e quella sul credito è vera? A smontarla ci pensa un altro economista poco avvezzo alle comparsate mediatiche. E’ Giovanni Ferri, già all’ufficio studi di Bankitalia, poi membro di un organo dell’Eba, ora prorettore dell’università Lumsa. Ecco che cosa ha detto Ferri alla collega Laura Magna: “Cancellare o modificare i modelli di governance che, come quello cooperativo, lo favoriscono è sbagliato. Rischieremmo di farci del male e spingeremmo il nostro sistema bancario a fare più finanza e ancor meno credito tradizionale. Oggi il sistema economico italiano non fa investimenti e non domanda credito, ma prima o poi il ciclo ripartirà e se noi avessimo nel frattempo indebolito il relationship banking ci troveremmo davanti a un disastro”.

Un po’ di numeri emblematici li ha forniti l’associazione di piccole e medie imprese Unimpresa: “Sulla base dei dati forniti dalla Banca d’Italia e dell’analisi dei bilanci delle banche popolari e del credito cooperativo in generale – ha scritto in un intervento su Formiche.net Paolo Longobardi, presidente di Unimpresa – il Centro studi di Unimpresa ha stimato che tale categoria ha erogato, nel triennio 2010–2013, 6,3 miliardi in più di credito rispetto alla media del triennio precedente, di fronte a una contrazione pari a 52 miliardi per quanto concerne il resto del sistema bancario”.

LA BUFALA SU SERVIZI E PREZZI 

Eppure la frottola del governo per giustificare il decreto è la seguente, come si può leggere nel comunicato stampa diffuso ieri sera da Palazzo Chigi: “La finalità ultima dell’intervento è di garantire che la liquidità disponibile si trasformi in credito a famiglie e imprese e favorire la disponibilità di servizi migliori e prezzi più contenuti”.

Spiegazione comica. Dunque da non tenere conto, come suggerisce indirettamente un economista che oggi ha battuto le mani al decreto del governo dalla prima pagina del Corriere della Sera. L’economista è Salvatore Bragantini, già commissario Consob, uno che parla chiaro e senza fronzoli. Ecco quello che scrive papale papale, avvalorando i rumors che da tempo circolavano nei palazzi non solo romani:  “Il motore (del decreto, ndr) è forse la necessità di ristrutturazione nelle banche italiane uscite male dagli esami Bce. Per Mps e Carige si parla di aumenti di capitale o fusioni, coinvolgenti banche popolari, ma operazioni essenziali per la stabilità e gradite agli investitori potrebbero soccombere al voto capitario”.

Ohibò, dunque Renzi giochicchia anche con fusioni e aggregazioni bancarie (tipo Mps/Ubi e Carige/Bpm?). Perbacco, e il Tesoro e Bankitalia lo sanno? E che cosa pensano? Ah certo, la spiegazione è quella messa nero su bianco sul comunicato stampa di Palazzo Chigi alla fine del consiglio dei ministri di ieri. Ripetiamola ché fa davvero scompisciare: “La finalità ultima dell’intervento è di garantire che la liquidità disponibile si trasformi in credito a famiglie e imprese e favorire la disponibilità di servizi migliori e prezzi più contenuti”. Una frase alla Davide Serra, si direbbe…

Bpm, Ubi e Bper. Le 4 bufale di Renzi sulle Popolari

Troppi banchieri, poco credito. Con questo pensiero-cinguettio, il premier ha voluto annunciare il provvedimento sulle Popolari (QUI TUTTI I DETTAGLI DEL PROVVEDIMENTO). Quindi negli istituti di credito cooperativo i cda sono pletorici? LA BUFALA SUI BANCHIERI Diamo la parola all’economista Marco Onado, già commissario Consob. Ecco quello che scrive oggi sul Sole 24 Ore (in un commento peraltro non antipatizzante…

L’ottimismo della volontà: la puntualità degli svizzeri

Con precisione davvero svizzera, la Banca centrale elvetica ha fatto tutto ciò che era necessario per sfilarsi dal cul de sac nel quale s’era infilata alcuni anni or sono fissando il cambio con l’euro a 1,20 franchi svizzeri. Molti, sorpresi dall’annuncio, hanno notato come ancora nell’ultimo bollettino trimestrale, rilasciato lo scorso 11 dicembre, la Banca avesse assicurato d’essere intenzionata a…

Treccani, per l'Orlando Furioso arriva Giuliano Amato

Anche Tullio Gregory non se l'aspettava: l'arrivo di Giuliano Amato, candidato numero uno alla carica di presidente della Repubblica, ha stupito i partecipanti all'incontro dedicato all'Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, nella sede dell'Enciclopedia Italiana, meglio nota come Treccani. Amato, già alla guida dell'istituzione culturale, ama l'Ariosto, e aveva segnato nella sua agenda l'appuntamento. Era il 17 settembre 1515 quando, in…

Sulla Bce non vi eccitate troppo

In area euro ieri si è registrato un lieve rialzo dei tassi di mercato in attesa della riunione di domani della BCE. È rimasto invece invariato a 122 pb lo spread Italia Germania. Sale il tasso decennale greco al 9,72% dal 9,39% in attesa delle elezioni di domenica. Malgrado il calo del prezzo del petrolio le aspettative di inflazione sono…

The 2015 State of the Union Address

Mr. Speaker, Mr. Vice President, Members of Congress, my fellow Americans: We are 15 years into this new century.  Fifteen years that dawned with terror touching our shores; that unfolded with a new generation fighting two long and costly wars; that saw a vicious recession spread across our nation and the world.  It has been, and still is, a hard…

Così Obama vuole sedurre la classe media

Grazie all’autorizzazione del gruppo Class e dell’autore, pubblichiamo il commento di Alberto Pasolini Zanelli uscito sul quotidiano Italia Oggi diretto da Pierluigi Magnaschi Neve, molta, nelle vie di Washington. Ghiaccio, compatto, nelle aule del Congresso. E fuoco, intenso, nelle reazioni dell'opposizione repubblicana (che da pochi giorni è maggioranza sia alla camera sia in senato). Queste le temperature delle reazioni a…

Ecco le vere mire di Renzi e Berlusconi su Italicum e Quirinale

Questo commento è stato pubblicato oggi da La Gazzetta di Parma Per regolare un po’ di conti con Matteo Renzi, lo spunto nobile (o la scusa astuta) erano i capilista bloccati. Pur di cancellarli in nome di mamma-preferenza per tutti i candidati, e far così sapere al presidente del Consiglio che non ha sempre ragione, la minoranza del Pd prende…

Stato dell’Unione 2015, il video del discorso di Obama

Nell’intervento del Presidente Obama, le minacce dell’estremismo in Medio Oriente e i risultati positivi delle politiche economiche. Il capo di Stato ora punta su nuove opportunità per i ceti medi. Ecco il video integrale. (fonte: The White House/Youtube)

×

Iscriviti alla newsletter