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“Berlusconi più che al Quirinale e ai destini del centrodestra è più interessato o preoccupato per il futuro di Mediaset, che pensa di voler inserire in una operazione internazionale e sistemica”. E’ quanto rivela a Formiche.net un parlamentare di primo piano di Forza Italia che è tutt’altro che critico nei confronti del fondatore azzurro ed ex premier.
Il parlamentare, infatti, sente spesso sia Berlusconi che il suo entourage, oltre che i vertici di Mediaset. Ma quali sarebbero potenzialmente queste operazioni internazionali e/o sistemiche per il gruppo televisivo fondato da Silvio Berlusconi?

COSA C’È NEL FUTURO DI MEDIASET PREMIUM

Le voci di un matrimonio d’interesse tra il principale operatore di contenuti media privato italiano e Telecom Italia si sono al momento sopite lasciando spazio a possibili partnership tra pay tv e società telefoniche, in linea con quanto sta accadendo nel resto dell’Europa. Una tra tutte potrebbe risolversi in un “progetto industriale per legare l’abbonamento alla pay tv ai servizi telefonici”, ha detto Berlusconi jr, spostando la partita dalla fusione con l’operatore telefonico alla convergenza.

ALLA RICERCA DI NUOVI SOCI

Dopo aver avviato la separazione del ramo della tv Premium dalle altre attività. dando il via alla creazione del veicolo societario Med 4 Spa controllato al momento al 100% dalla romana Reti Televisioni Italiane, e con l’ingresso nel capitale di Telefonica con una quota dell’11%, Mediaset è ancora alla ricerca di nuovi soci per ammortizzare meglio i costi per i diritti della Champions che nel 2015 peseranno per oltre 200 milioni aggiuntivi.
Ad entrare nella pay tv del gruppo di Cologno sembravano pronti a scendere in campo anche gli arabi di Al Jazeera, il cui interesse si sarebbe però raffreddato di fronte alle alte valutazioni.

LE ALTERNATIVE

Ma a tornare d’attualità è un’altra ipotesi, ovvero quella di un’alleanza sul territorio nazionale con Sky Italia, la pay tv guidata da Rupert Murdoch.
Mediaset potrebbe – secondo alcune indiscrezioni tra il politico e il finanziario – andare alla ricerca di un partner per affrontare la sfida del gruppo di Murdoch, che la fa da padrone nel settore della tv a pagamento, oppure, diventarne alleata.

IL RUOLO DI BOLLORE’

Sono in molti a credere che a sbrigliare la matassa possa essere Vincent Bollorè, patron di Vivendì e Canal Plus, che sta per acquisire l’8,3% di Telecom Italia nell’ambito della vendita di Gvt a Telefonica.
Il gruppo francese aveva già espresso interesse per un ingresso in Premium e secondo alcuni osservatori una volta nell’azionariato di Telecom Italia potrebbe facilitare un’intesa.

ALCUNE IPOTESI PER MEDIASET

Per MF/Milano Finanza sarebbero diverse le speculazioni sul futuro di Mediaset Premium: “Un’integrazione con Telecom Italia, già studiata più volte in passato, è complessa: si è parlato solo di accordi commerciali, mentre l’ipotesi di un merger con la Vivendi di Vincent Bolloré appare più credibile perché permetterebbe a Fininvest di mantenere un peso di rilievo nel nuovo gruppo e permetterebbe alla società del Biscione di rafforzare il bouquet di Premium”.

UNA IPOTESI SULL’INTEGRAZIONE CON SKY

Delle possibili nozze tra Sky e Mediaset è tornato a parlarne ieri il Corriere della Sera: “Al momento, la retorica di Sky mangia-tutto viene ritenuta poco credibile mentre ci si esercita sull’ipotesi forse più percorribile di un ingresso di Sky in Mediaset Premium con una quota di maggioranza relativa”, ha scritto Paola Pica.
Secondo la giornalista del Corriere, il gruppo della famiglia Berlusconi resterebbe in minoranza, così come, almeno in un primo tempo, Telefonica, con cui Sky ha recentemente stretto un accordo per lanciare un servizio di telefonia mobile nel Regno Unito dal 2016 per l’accesso alla rete dell’operatore mobile inglese O2.

LA PARTITA PER I DIRITTI DELLA CHAMPIONS

Ma per il momento l’avvicinamento dei due gruppi si è giocato solo sul campo di calcio. Alcune indiscrezioni avrebbero dato nell’aria un possibile accordo tra Sky e Mediaset Premium per portare anche sulla pay tv satellitare i match della Champions League dal 2015 al 2018, di cui Mediaset di è aggiudicata i diritti.
Ipotesi però smentite da Andrea Zappia, amministratore delegato di Sky Italia: “Non c’è nessuna trattativa e neppure conversazione in corso con Mediaset – ha detto Zappia durante la conferenza stampa di presentazione del nuovo canale free di SkyTg24 sul digitale terrestre. E lo stesso ha fatto Mediaset con un comunicato: “Non sono in corso trattative per accordi di sub-cessione ad altre emittenti dei diritti tv della Champions League acquisiti in esclusiva da Mediaset per il triennio 2015-2018.

CALCIO, MA NON SOLO

In un’intervista a Sportitalia, Tarak Ben Ammar, il finanziere tunisino amico di Berlusconi, ha ritenuto la fusione tra Sky e Mediaset Premium, oltre che possibile, anche positiva per le due pay-tv: “La crisi economica degli ultimi tre anni ha fatto sì che tutti e due siano in sofferenza – ha detto Ben Ammar – sarebbe bene per l’economia una fusione, avere una pay-tv molto forte, che può avere 8 milioni di abbonati. Questo darebbe più soldi alle squadre di calcio, perché si avrebbero più abbonati e più ricchezza, più pubblicità. In altri paesi europei è già accaduto. Queste discussioni credo debbano iniziare a livello di Piersilvio Berlusconi e di Murdoch e spero che vadano in porto”.

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