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Nella politica italiana abbiamo assistito a cambiamenti molto prepotenti negli ultimi anni. Gli schieramenti tradizionali, Destra e Sinistra, hanno perso indubbiamente la loro forza di attrazione e si sono generate modalità alternative per creare il consenso.

Destra e Sinistra sembrano non creare più “sentimento di appartenenza” non sono più LA base dell’identità sociale dell’italiano. Questo però, non significa che i due concetti siano del tutto spariti, anzi.

Berlusconi ha fallito. Monti ha fallito. Letta è stato silurato, e Renzi che fa? Quattro Presidenti del Consiglio in meno di quattro anni, un record assoluto credo. E il passaggio da Letta a Renzi ha segnato un cambiamento antropologico nel Partito Democratico. La destra di Berlusconi è allo sfascio e possiamo solo gioire di questo, dato che era una destra illiberale e liberticida. Ma contestualmente il PD, che domina incontrastato sondaggi e risultati elettorali, viene distrutto proprio dal suo leader.

Matteo Renzi ha dato inizio ad una mutazione genetica del Partito Democratico. Questo è palese soprattutto a chi vive dall’interno questo cambiamento. Nessuno mette in discussione il bisogno di cambiare e di adattarsi ai tempi: adattamento è intelligenza. Ma ci sono tanti percorsi che si possono seguire per cambiare e la scelta determinerà un cambiamento positivo o negativo.

Che direzione ha preso il cambiamento voluto da Renzi? 

Me lo sono chiesto diverse volte, ma ieri, in occasione della manifestazione CGIL a Roma con oltre un milione di partecipanti (tra l’altro erano o sono per lo più elettori del PD o di SEL) e della contro-manifestazione a Firenze di Renzi della Leopolda V, questa domanda si è fatta più forte.

Ebbene, non ci vedo nessun cambiamento positivo nell’aver dato vita ad una kermesse in stile CL finanziata da un finanziere e da imprenditori che sostengono l’azione del Governo. Ha ragione Rosy Bindi, e qui ci può stare o meno simpatica, ma dice il vero: è imbarazzante che ministri e Presidente del Consiglio partecipino ad un evento da loro organizzato con i soldi di imprenditori e finanzieri. Questo getta un’orribile ombra di autonomia dell’azione di questo Governo e imbarazzo. Per non parlare di deviazioni rispetto alle norme del Codice Etico del PD, almeno secondo me.

Si legge, infatti, che :

“Le donne e gli uomini del Partito Democratico sostengono l’autonomia della politica, perché sia credibile e rafforzi il rapporto di fiducia con i cittadini. Ritengono che la politica debba assolvere la sua funzione pubblica senza essere subalterna ad alcuno.”

E ancora:

“Le donne e gli uomini del Partito Democratico ispirano il proprio stile politico all’onestà e alla sobrietà. Mantengono con i cittadini un rapporto corretto, senza limitarsi alle scadenze elettorali. Non abusano della loro autorità o carica istituzionale per trarne privilegi; rifiutano una gestione oligarchica o clientelare del potere, logiche di scambio o pressioni indebite.”

Al Segretario del Partito Democratico, nonché Presidente del Consiglio, chiedo che venga redatto un documento di bilancio molto limpido di chi ha finanziato cosa e con quanto, l’evento della Leopolda. La trasparenza che il nostro Premier rinfaccia all’Europa dei burocrati (così da lui definita) non vale per lui? Ci renda noto il Patto del Nazzareno e i finanziamenti ricevuti da questi signori per la sua Kermesse.

Infine, due parole sulla contrapposizione interna al PD che si è palesata ieri, 25 ottobre 2014 e sulle affermazioni del Finanziere Davide Serra.

1) Il PD si è trovato ad un bivio. E badate bene che questo non potrà non avere delle conseguenze all’interno del partito, ma nemmeno a livello di Politica generale. Parte del PD, quello giovane che doveva rinnovare, si è ritrovato seduto a tavoli con ricchi buffet, tutti belli in giacca e cravatta, a farsi foto con importanti signori d’affari mentre in piazza c’era la “vecchia” guardia e un’altra parte dei giovani pd, quella che cerca di rimanere fedele ai valori della socialdemocrazia e della sinistra.

Il PD di Renzi è molto vicino al modello di intreccio di potere e affari appunto del centro-destra di Berlusconi, Alfano e Formigoni. Dunque, quale sarebbe la novità? E soprattutto, dove sta il cambiamento positivo?

2) Il finanziere Davide Serra vuole iscriversi a questo PD e non perde l’occasione per criticare il diritto di sciopero e appoggiare il Jobs-Act. Fa un po’ effetto. E al Sig. Serra vorrei ricordare che se vuole iscriversi al PD deve accettarne anche e regole e i valori. Sempre dal Cod. Etico si legge che: “le donne e gli uomini che aderiscono al Partito Democratico riconoscononella Costituzione italiana la fonte primaria delle regole della comunità politica. Considerano i suoi principi, insieme a quelli sanciti nelle Carte sui diritti  umani e sulle libertà fondamentali, il riferimento di un impegno politico al  pieno servizio del bene comune, della giustizia sociale, di un modello inclusivo di convivenza.”

Quindi facciamo presente al finanziere Serra che il diritto di sciopero è uno di questi diritti, sanciti dalla nostra Costituzione (Art.40) così come dalle altre carte sulle libertà fondamentali e che non siamo nell’800 in cui appunto c’erano i padroni e gli schiavi. A questo modello pre-epoca-dei-diritti noi non torneremo e facciamo volentieri a meno della sua tessera.

 

Renzi, il finanziere Serra e la deriva conservatrice nel PD

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