Skip to main content

La leadership di Hamas è in difficoltà. Vuole trascinare il mondo arabo in una guerra contro Israele ma nessuno lo segue. Ci sono divisioni interne che confondono gli occhi esterni, contraddicono le scelte, spiazzano gli alleati. In un momento di crisi come questo le decisioni vengono prese da personaggi molto diversi che negli ultimi tempi non riescono a trovare una sintonia.

KHALED MESHAAL

Al vertice dell’organizzazione c’è Khaled Meshaal, un politico palestinese che appartiene alla fazione siriana di Hamas. È alla guida dell’organizzazione da 20 anni, da quando è morto Ábdel Aziz ar-Rantisi. Meshaal è nato a Ramala nel 1956 ma ha fatto gli studi in Kuwait. Si è laureato in Fisica ed è entrato a far parte del partito Giustizia islamica. Fino a quando si è impegnato nella creazione di Hamas in Giordania, insegnava come professore in diverse scuole di Kuwait.

Da quando era studente universitario Meshaal criticava fortemente Yasser Arafat  e l’Organizzazione per la liberazione della Palestina. È stato leader del blocco islamico e ha fondato la milizia pro-palestinese Haqq. Si è impegnato in alcuni negoziati con il governo israeliano, ma ora sostiene che non cederà. “Con Israele non sarà mai pace”, ha detto in un’intervista esclusiva all’Espresso – la prima concessa alla stampa dopo la guerra nel 2009. Già all’epoca aveva annunciato l’esplosione imminente di un conflitto. È protetto dall’emiro del Qatar, ma non gode di molta stima all’interno del gruppo. Lo stile di vita borghese, circondato di lussi, l’ha messo nel mirino dei compagni di lotta.

ISMAIL HANIYEH

Nato a Gaza, Ismail Haniya aveva fatto soltanto un viaggio fuori dalla Striscia, fino ad alcuni mesi fa, quando ha cominciato a muoversi e a stringere le mani di possibili alleati regionali, dall’Iran alla Turchia. Vice ha pubblicato un’intervista di Ismail Haniya a proposito di un incontro con l’ex presidente egiziano Morsi, ma la redazione ha precisato che il testo ha un’origine sconosciuta. È stata inviata da un nuovo collaboratore, Sherif Elhelwa.

Haniya è stato per anni primo ministro ed è uno dei leader indiscutibili di Hamas. La sua vita è stata segnata dall’occupazione perché i suoi sono stati espulsi da Majdal (Ashkelon, Israele) durante la guerra del 1948. Nel 1987 si è laureato all’Università Islamica di Gaza in Letteratura araba. È stato in galera per avere fatto parte di Hamas e dopo la sua scarcerazione è andato in Libano. Un anno dopo è tornato a Gaza ed è diventato decano dell’Università.

La sua posizione all’interno di Hamas si è rafforzata dalla Seconda Intifada per i rapporti con Ahmed Yassin. A dicembre del 2005 Haniyeh è stato scelto come capolista di Hamas e un mese dopo ha vinto le elezioni del Consiglio Legislativo. Secondo Al-Jazeera, “Haniya, a differenza di altri leader di Hamas, evita di suggerire la distruzione di Israele”. Tra tutti è il leader più pragmatico.

Un discorso di Ismail Haniyeh

MOHAMMED DEIF

Mohamed Deif è il più violento dei leader di Hamas. Da più di 10 anni è tra i primi nella lista dei terroristi più pericolosi per Israele e si occupa degli esplosivi del movimento. Nato nel 1960, è comandante della brigata Izz ad-Din al-Qassam. Ha guadagnato la posizione dopo che le forze armate israeliane hanno ucciso Salah Shehade a luglio del 2002 a Gaza. Deif è l’ingegnere dietro i missili Qassam, insieme ad altri tecnici: Fat’hi Rabah Nidal Farahat e Adnan al-Ghoul.

Deif sostiene che lo Stato di Israele deve essere eliminato insieme alla sua popolazione. È l’autore di decine di attentati suicidi contro i civili israeliani. Il terrorista è stato arrestato dalle autorità palestinesi da maggio del 2000 ad aprile del 2001. Secondo fonti militari israeliane, Deif ha perso un occhio e una mano. È sopravvissuto a cinque attentati.

MAHMOUD ZAHAR

Nato a Gerusalemme nel 1945, Mahmoud Zahar è uno dei fondatori di Hamas. Alcune indiscrezioni sulla sua famiglia sostengono che il padre è palestinese e la madre egiziana.
Laureato in Medicina all’Università del Cairo a 26 anni, è diventato chirurgo. È stato consigliere del ministro di Sanità palestinese e collaborava con la Società medica palestinese. È uno dei fondatori dell’Università islamica di Gaza.

Oltre ad essere uno dei portavoce del gruppo, da marzo del 2006 è impegnato nel ruolo di ministro degli Affari esteri. Si dice che è il “falco” filo-iraniano di Hamas. Ha cambiato più di 10 case, tutte distrutte da attacchi israeliani. Suo figlio è morto durante un’incursione israeliana a Gaza a gennaio del 2008. Ha giurato di vendicarsi contro Israele.

Ecco un intervento di Mahmoud Zahar nel quale critica l’Autorità Nazionale Palestinese

Tutti i capi e i capetti di Hamas

La leadership di Hamas è in difficoltà. Vuole trascinare il mondo arabo in una guerra contro Israele ma nessuno lo segue. Ci sono divisioni interne che confondono gli occhi esterni, contraddicono le scelte, spiazzano gli alleati. In un momento di crisi come questo le decisioni vengono prese da personaggi molto diversi che negli ultimi tempi non riescono a trovare una…

Tutti gli effetti in Italia delle sanzioni Usa contro la Russia

Crisi ucraina, da Washington e Bruxelles nuove sanzioni contro la Russia. Così come riportato ieri da queste colonne, una scheda informativa del Dipartimento di Stato Usa rivela l'appoggio del governo di Mosca ai separatisti filorussi. Per questo dalla Casa Bianca ecco arrivare nuove sanzioni destinate a colpire settori nevralgici dell’economia russa. Con riverberi specifici anche per l'Italia. CONTRO CHI Tra…

Le idee di monsignor Leuzzi su politici e giovani sotto lo sguardo di Pizzi

In mattinata il pontefice ha twittato dal suo seguitissimo account: “la vita cristiana è fatta per grandi ideali”. La sera, la presentazione del libro curato da monsignor Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliare di Roma e cappellano della Camera dei deputati, intitolato non casualmente Eletti per servire (Cantagalli, pagine 126, euro 9) che raccoglie l’omelia pronunciata da Papa Francesco nel corso della…

Alitalia, il suicidio della Cgil

Anche nell'accordo per Alitalia, a quanto pare, mancherà la firma della Cgil, ma nessuno se ne preoccupa più di tanto. Ormai tutti si sono abituati alla bizzosa indisponibilità della confederazione rossa, che in questo modo, pur mantenendo il primato tra gli iscritti, si avvia all'irrilevanza. Naturalmente questo vale solo per vertenze che fanno notizia e che hanno un qualche risalto…

La lezione di Gtech che sbanca Las Vegas

Gli investimenti stranieri in Italia sono i benvenuti, ovviamente. Così come nuovi soci anche di controllo esteri per aziende italiane portano sovente ricadute positive per l’Italia, come ha certificato uno studio di Prometeia. Ma alcuni recenti casi di imprese devono indurre a riflessione. Non già perché la presenza straniera può intaccare la strategità di alcuni nostri campioni nazionali, come Finmeccanica,…

Nasce la Banca dei BRICS: un’alternativa a Bretton Woods

La creazione di un’asse alternativo allo strapotere di Fondo Monetario e Banca Mondiale era nell’aria già da tempo, ma da ieri la creazione di una Banca di Sviluppo interamente governata dai BRICS è diventata una realtà ufficiale. Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa avranno quindi a disposizione il tanto anelato ente sovranazionale che rafforzerà il loro sviluppo e porrà le basi…

Parlare con Hamas meglio che col Califfo

«Ci sono opzioni peggior di Hamas» ha detto Efraim Halevy, a Christiane Amanpour della CNN. C'è sempre da fare attenzione quando parla l'ex capo del Mossad (servizio segreto esterno d'Israele): anni passati a lavorare per una delle più forti - e discusse - organizzazioni di intelligence mondiali, hanno insegnato all'avvocato ormai ottantenne, a ponderare ogni parola, a sceglierle per dare…

In Libia serve anche la Nato. I consigli di Nicola Latorre

Il caos in Libia sembra non conoscere fine. Dopo le proteste contro il governo e lo svolgimento di nuove elezioni, nelle scorse ore le milizie islamiste hanno bombardato a colpi di missili l’aeroporto di Tripoli distruggendo il 90 per cento della flotta. Una situazione ormai insostenibile, commentata questa mattina sul Giornale da Gian Micalessin, che ha richiamato un maggiore vigore…

Cina, ecco la megalopoli Jing-Jin-Ji, un altro palliativo per la tragedia demografica

Sul web, negli ultimi giorni, è stata riportata la “scottante notizia” riguardo alla fusione di Pechino con Tianjin e la provincia di Hebei, questo per dar vita ad una megalopoli da 110 milioni di persone. La stampa estera parla dell’evento da mesi, e non solo, l’attenzione mediatica è concentrata su un evento esclusivamente di facciata, girando attorno al vero dramma…

La bellezza, l’inizio del terribile

Bruno, che era nato a Colonia in Germania, venne in Italia e precisamente a Serre vicino Mileto in Calabria. Siamo nell’anno mille. A Serre, dal conte Ruggero, Bruno ebbe affidate delle terre dove fece edificare la Certosa. Quella di Serra San Bruno, appunto, dove ancora oggi i monaci certosini vivono la loro oasi di ascesi. Secondo Bruno quei luoghi così…

×

Iscriviti alla newsletter