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Quest’anno per molti di loro le vacanze sono arrivate in anticipo. I soldi messi da parte sono stati spesi per comprare un biglietto aereo verso Roma e partecipare a WIMUN, la più grande simulazione internazionale lanciata dall’ONU, e che si chiude oggi alla FAO. Una cartellina con i principali dossier internazionali al posto del bikini. Ecco cosa c’è nella valigia del giovane delegato ONU. Eppure, l’iscrizione ad una summer school anziché un biglietto aereo verso i Caraibi non sembra affatto pesare a questi giovani che vanno dai 16 ai 30 anni. Vi spieghiamo perché.

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Fino a pochi anni fa le cosiddette “MUN” o “Model UN” erano relativamente poco conosciute, in particolar modo in Italia ed in Europa. Questo originale esercizio di public speaking e youth diplomacy, nato e sviluppatosi nei licei e college americani, è diventato, oltreoceano, una sorta di appendice del percorso di formazione seguito dai ragazzi interessati alla carriera nelle organizzazioni internazionali. Mentre il “vecchio continente” ha sempre privilegiato una formazione, per così dire, un po’ più tradizionalista. Probabilmente perché forte dell’indiscusso ruolo di primo piano che l’Europa – intesa nella sua più ampia estensione geografica – ha sempre vantato nella storia delle relazioni e del diritto internazionale.

Ma è chiaro che, così come per la geopolitica mondiale o gli strumenti di economia internazionale, la globalizzazione impone a tutti nuove regole. E, nel caso delle Model, anche nuove opportunità.

In un modo sempre più aperto e accessibile, le simulazioni internazionali diventano un perfetto strumento di armonia tra teoria e pratica. Tra studi e ricerca di un lavoro nei “Palazzi che contano”. A metà tra realtà e finzione, tra rispetto delle regole di procedura e tentativi di riforma del sistema internazionale, tra approfondimento e critiche ai casi più clamorosi di crisi internazionali che non sono state risolte a causa di note impasse legate ai veti e ostacoli burocratici.

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Ecco perché ragazzi di tutto il mondo accorrono alle MUN. Non conta la distanza, le spese di viaggio, o le difficoltose procedure amministrative per l’ottenimento dei visti. Parliamo di ragazzi motivati e pronti ad affrontare qualsiasi sfida, che non vedono l’ora di sedere al tavolo dei grandi e vestire i panni dei grandi della Terra. Dibattere, costruire o sciogliere alleanze, sintetizzare compromessi, costruire, mattoncino dopo mattoncino, quel consenso tanto agognato intorno ad un obiettivo da condividere.

Senza trascurare l’aspetto culturale. Centinaia di ragazzi si ritrovano a vivere la giornata dei lavori e gli eventi serali con coetanei provenienti da Paesi con tradizioni e storie spesso molto lontane dalle proprie. Ci si scambia opinioni, consigli, esperienze. Si scopre che molti ragazzi non hanno mai postato su Facebook a causa dei veti di alcuni governi sull’utilizzo dei social network. O che per tanti questa partecipazione è il primo viaggio all’estero. Si conoscono storie e realtà mai lette sui giornali. Si pianificano nuovi incontri. Ci si immagina un domani seduti all’interno di un’Assemblea internazionale a prendere decisioni per davvero.

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Come diceva Albert Einstein “la logica ti può portare da A a B, l’immaginazione ovunque”. Siamo giovani. Vogliamo diventare futuri leader del mondo e all’ozio in spiaggia preferiamo l’immaginazione: perché è solo grazie a questa che siamo in grado di tentare e buttarci su cose nuove. Spesso riuscendovi con successo.

Giada Dionisi
Coordinamento Wimun 2014

Edoardo Morgante
Responsabile programmi giovanili della SIOI

Ecco perché abbiamo scelto di partecipare a Wimun 2014

Quest’anno per molti di loro le vacanze sono arrivate in anticipo. I soldi messi da parte sono stati spesi per comprare un biglietto aereo verso Roma e partecipare a WIMUN, la più grande simulazione internazionale lanciata dall’ONU, e che si chiude oggi alla FAO. Una cartellina con i principali dossier internazionali al posto del bikini. Ecco cosa c’è nella valigia…

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