Dai minerali critici all’IA, la sicurezza delle democrazie passa attraverso le supply chain trusted capaci di unire Europa e Stati Uniti contro coercizione geopolitica e concentrazioni private. Agire insieme è la condizione per mantenere governabili, attraverso istituzioni democratiche e responsabilità pubblica, tecnologie la cui complessità supererà la piena comprensione umana. L’analisi di Roberto Baldoni, senior advisor per le politiche tecnologiche e di cybersicurezza dell’ambasciatore d’Italia negli Stati Uniti
Dalla Rivista
Le vulnerabilità che riavvicineranno Washington e Bruxelles. L'analisi di Irdi
La relazione transatlantica potrebbe ritrovare un terreno comune non nella nostalgia dell’ordine liberale, ma in una politica industriale condivisa su alcuni snodi strategici. I materiali critici, in questo senso, sono uno dei pochi punti in cui interessi, vulnerabilità e incentivi convergono davvero. L’analisi di Beniamino Irdi, ceo presso Highground e senior fellow presso German marshall fund
La nuova geografia globale della robotica. L'analisi di Siciliano
Dalla manifattura degli anni Sessanta alla robotica di servizio, il settore vive una fase di espansione strutturale, come evidenzia il World robotics 2025 della International federation of robotics. L’Asia guida le nuove installazioni con la Cina in posizione dominante, mentre in Europa punta su un approccio centrato sulla persona come possibile vantaggio strategico. L’analisi di Bruno Siciliano, professore di Automatica e robotica presso l’Università di Napoli Federico II
Un’Olimpiade come leva per uno sviluppo più equilibrato. Scrive Sarzana (Airbnb)
Milano-Cortina 2026 non è solo un grande evento sportivo, ma un’occasione per ripensare il turismo alpino in chiave più diffusa e sostenibile. Dall’aumento delle ricerche nelle regioni ospitanti alla riscoperta di borghi meno noti, i Giochi stanno ridisegnando flussi e priorità. Matteo Sarzana, country manager Italy e South East Europe di Airbnb, racconta un modello che intreccia accoglienza, comunità locali ed esperienze autentiche
Perché la tregua olimpica moderna è un'utopia. L'analisi di Sbetti
Ormai il fine ultimo del movimento olimpico non è la pace, ma quello di assicurare il regolare svolgimento dei Giochi e perpetuare se stesso. La pace è certamente un valore, ma non al punto da mettere in discussione la sopravvivenza stessa dei Giochi. Se si imponessero rigide sanzioni verso quei comitati olimpici i cui governi non rispettano la tregua olimpica, si rischierebbe di limitare uno dei dogmi cardine del Cio: l’universalismo. L’analisi di Nicola Sbetti, storico dello sport presso il dipartimenti delle Arti dell’Università di Bologna
Milano-Cortina e non solo, così lo sport salva le casse dello Stato. Scrive Fava
Le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina non rappresentano solo un grande evento sportivo, ma un laboratorio che mostra come lo sport possa trasformarsi in una politica pubblica avanzata. Il commento di Gabriele Fava, presidente Inps
La Tregua olimpica ha bisogno di sostenitori. L'appello di Hugh Dugan
Oggi 6 febbraio, gli atleti di 91 nazioni sfileranno a Milano sotto il tema “Armonia”: alcuni potrebbero marciare sotto bandiere unificate, altri potrebbero stringere amicizie che superano antiche divisioni. Il mondo può intravedere ciò che potremmo essere. L’alternativa – accettare che il conflitto durante le Olimpiadi sia inevitabile – non è degna di noi. L’analisi di Hugh Dugan, fondatore di Truce foundation e già direttore senior del Consiglio di sicurezza nazionale degli Stati Uniti
Milano‑Cortina 2026, il laboratorio della diplomazia sportiva che parla al mondo diviso. Scrive Tripodi
La diplomazia dello sport non è retorica, è un’ancora, un solido ponte del sistema internazionale. Milano-Cortina sarà, per qualche settimana, un luogo dove il mondo possa ritrovarsi nonostante tutto. Perché la pace non è un risultato, è un percorso. E lo sport, talvolta, è il primo passo per intraprenderlo insieme. L’analisi di Maria Tripodi, sottosegretario al Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale
Da Elisabetta II a Laura Mattarella, quando la moda diventa politica. L'analisi di Gnoli
La moda racconta da sempre il potere, trasformando l’abito in linguaggio simbolico. Dalla toga romana alle leggi medievali, fino ai codici visivi di regine, first lady e leader contemporanei, il guardaroba diventa così uno strumento di comunicazione. L’ultimo esempio arriva da Laura Mattarella sulla copertina di Vogue, dove l’eleganza sobria e sartoriale trasmette identità e autorevolezza. L’analisi di Sofia Gnoli, professoressa di Storia e cultura della moda presso l’Università Iulm
Giancarlo Giorgetti, la rivincita della prudenza e del rigore. Formica dell’anno 2025
Formiche ha assegnato a Giancarlo Giorgetti il riconoscimento “Formica dell’anno 2025”. Una politica che non promette miracoli, ma costruisce la stabilità. Da ministro dell’Economia, Giorgetti ha fatto sua una massima antica: senza credibilità, nessuna politica economica è possibile. E oggi, per la prima volta dopo molto tempo, i numeri stanno dalla parte dell’Italia. Il ritratto di Roberto Arditti















