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Mentre i leader discutono, la Nato fa il punto sulla situazione sul campo in Ucraina. I dettagli

Il Comitato militare della Nato si è riunito oggi in videoconferenza sotto la presidenza dell’ammiraglio Cavo Dragone, con la prima partecipazione del nuovo comandante supremo in Europa Grynkewich. Al centro, la sicurezza dello spazio euro-atlantico e l’evoluzione della guerra in Ucraina. La sessione segue gli incontri diplomatici che hanno aperto a possibili trattative per la fine del conflitto

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Il Flamingo rappresenta una svolta per Kyiv. Ecco perché

Il nuovo sistema permette a Kyiv di estendere la propria capacità offensiva ben oltre le armi fornite dagli alleati, ottenendo un margine di autonomia strategica che le consente di colpire obiettivi sensibili all’interno della Russia senza vincoli politici esterni

In Occidente si apre la discussione sulle opzioni militari per l'Ucraina

Dopo i vertici degli scorsi giorni la discussione transatlantica si concentra sugli aspetti tecnici delle garanzie da offrire a Kyiv. Al momento si parla di possibili contingenti europei coordinati dagli Stati Uniti, che potrebbero contribuire anche con il supporto aereo

Difesa aerea Ue, così le tecnologie dirompenti possono fare la differenza

La difesa aerea odierna non può più prescindere da soluzioni che affrontino il tema degli attacchi saturanti, del rapporto costo-intercetto e della protezione di ampie porzioni di territorio. Le tecnologie per colmare quello che è il maggiore gap della difesa europea attuale esistono, ma solo chi saprà vederne da lontano le potenzialità ne coglierà appieno i frutti

Per porre fine alla guerra in Ucraina, devono vincere tutti. La versione di Caruso

Di Ivan Caruso

Gli incontri di Washington tra Trump, Zelensky e i principali leader europei hanno finalmente messo sul tavolo tutti gli ingredienti necessari per una ricetta di pace. Dopo tre anni e mezzo di conflitto devastante, sembra emergere una strategia diplomatica basata su un principio fondamentale: per avere successo, ogni negoziazione deve permettere a tutti gli attori principali di rivendicare una vittoria. L’analisi del generale Ivan Caruso, consigliere militare della Sioi

La US Navy potrebbe selezionare l’M-346 di Leonardo per addestrare i suoi futuri piloti

La US Navy deve rinnovare la sua componente addestratori e Textron propone l’M-346N, versione americana del trainer avanzato di Leonardo. L’aereo è già operativo in diversi Paesi e combina voli reali e simulazioni ad alta fedeltà, riducendo costi e rischi. In caso di assegnazione, la produzione sarà americana con componentistica italiana, mentre il software e l’avionica di bordo resteranno quelle sviluppate da Leonardo

Droni, missili, carri armati. Le immagini delle nuove armi di Pechino catturate dai satelliti

Le prove generali della parata cinese hanno rivelato innovazioni missilistiche e corazzate che riflettono l’ambizione di Pechino di dominare le tecnologie militari del futuro. E le novità riguardano tanto la dimensione terrestre quanto quella aerea e quella marittima

Allerta russa ad Aviano in mezzo ai meeting diplomatici sull’Ucraina

La protezione delle basi alleate sul territorio, in particolare di un’infrastruttura cruciale come Aviano, non è soltanto un tema militare ma anche politico: è un tassello della più ampia partita che si gioca tra l’Occidente e Mosca. Per l’Italia, la situazione mette in luce la necessità di considerare la sicurezza nazionale come parte integrante del confronto strategico in corso

Golden Dome, ecco come funzionerà lo scudo spaziale di Trump. I dettagli

La Difesa statunitense ha svelato quale sarà l’architettura operativa del Golden Dome, lo scudo spaziale e missilistico voluto da Trump. Strutturato su quattro livelli, integrerà sensori spaziali, intercettori terrestri e reti di comando avanzate. Il progetto coinvolgerà tutti i principali colossi della difesa Usa e servirà a schermare il continente nordamericano da minacce balistiche e ipersoniche

Ucraina, l’Europa supera gli Usa e diventa il maggior fornitore di aiuti militari a Kyiv

Per la prima volta dall’inizio della guerra, l’Europa ha superato gli Stati Uniti nella produzione e nella fornitura di equipaggiamenti militari all’Ucraina. Spinta dal rilancio della propria produzione industriale e dai fondi per il riarmo, l’Ue e i suoi partner non comunitari hanno messo insieme cifre record per sostenere Kyiv

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