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Debito comune e cooperazione rafforzata, il vero costo del gradualismo europeo. Scrive Scandizzo

Un debito europeo può diventare un fattore di sostenibilità se aumenta l’efficienza allocativa e la crescita potenziale. Può invece aggravare le tensioni se non è accompagnato da una riallocazione coerente delle competenze e da regole fiscali credibili. L’Europa si trova dunque davanti a una scelta non meramente tecnica ma costituzionale. L’analisi di Pasquale Lucio Scandizzo

Un vero leader sa ascoltare. La lezione di Descalzi alla Luiss

Il ceo dell’Eni ha inaugurato il ciclo di incontri promosso dalla Luiss e dedicato al racconto e all’esplorazione dell’essere leader in un mondo che cambia sempre più velocemente. Ravasi, Barroso e Guadagnino i prossimi ospiti

Dal metodo Draghi‑Letta all’asse Meloni‑Merz. Il germe di una nuova Europa

L’intesa tra Meloni e Merz dà impulso alle proposte di Draghi e Letta e apre il germe di una nuova Europa, superando l’unanimità e puntando su cooperazioni rafforzate. In un contesto geopolitico instabile, Italia e Germania tentano di rilanciare un’Unione più efficace e competitiva. L’analisi di Gianfranco Polillo

Dal Kenya al Marocco. Ecco i progetti italiani per l'Africa

L’arrivo di Giorgia Meloni ad Addis Abeba sarà anche l’occasione per fare il punto della situazione sull’ambiziosa strategia tricolore per il continente. Ecco i principali progetti in essere, dal Kenya al Marocco, passando per l’Algeria

Vi spiego cosa sono e come funzionano Ets e Cbam (e perché Meloni e Merz hanno ragione). Parla Tabarelli

Dall’incontro informale tra i leader di Germania e Italia, che ha preceduto il conclave dei Ventisette in Belgio sulla competitività, è emersa la volontà politica di accogliere le richieste delle imprese italiane e tedesche per una immediata semplificazione dei meccanismi per la tassazione delle emissioni. Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, spiega di cosa si tratta e perché c’è un  grande controsenso di fondo. E sul decreto bollette…

L'Europa alzi il tiro contro la Cina. La sveglia del Bruegel

Per fermare il Dragone e la sua tecnologia non bastano misure all’acqua di rose contro sussidi e dumping, bisogna aprire gli occhi e monitorare il più attentamente possibile tutte le possibili minacce. E preparare risposte reattive ed efficaci

Perché l'assist dei giudici a Trump su Panama manda la Cina su tutte le furie

Come prevedibile, la Corte suprema del piccolo Paese centro-americano ha azzerato le concessioni cinesi in essere sui due terminal oggetto delle ambizioni della cordata statunitense guidata da BlackRock e fortemente sostenuta dalla Casa Bianca. Una decisione che rimescola le carte e che può spianare la strada a un passaggio di mano finora solo sfiorato dagli Usa

Questione di capitale (umano). La Pa che serve all'Italia spiegata da Zangrillo

Formazione di funzionari e dirigenti e digitalizzazione dei processi, da diverso tempo non sono più un’opzione, bensì una scelta strategica della quale non si può fare a meno. Ma la la vera partita è rimettere al centro il valore delle persone. Il dibattito con Paolo Zangrillo, Licia Ronzulli, Cristiano Cannarsa, Pompeo Savarino, Fabrizio Curcio, Marco Pietrucci, Mario Vitale e Sergio Strozzi organizzato da Digit’Ed e Formiche presso l’Enciclopedia italiana

Sulla competitività l'Europa si guardi allo specchio e cambi marcia. Parla Misiani (Pd)

Non è pensabile che tutti i Ventisette Paesi agiscano all’unisono nel nome della resilienza e della competitività. Per questo ha ragione von der Leyen, i governi che non accettano il declino si alleino tra loro. Giorgia Meloni è ancora con un piede in due scarpe, scelga o l’Europa o gli Stati Uniti. Lo spread basso? Non basta se poi gli stipendi sono da fame. Intervista ad Antonio Misiani, senatore e responsabile economia del Pd

Destinazione Singapore. Perché le imprese del Dragone fanno le valigie

Ingerenza del partito, regole troppo ferree e una generale sfiducia nell’economia stanno spingendo molte aziende della Repubblica popolare a cambiare area e fare rotta verso nuovi hub finanziari. Un altro brutto segnale per Pechino

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