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Ecco perché dall'Artico arrivano le nuove sfide della competizione globale

La prima Conferenza nazionale sull’Artico ha riunito istituzioni, Forze armate, diplomazia e ricerca per definire un approccio integrato all’area polare. L’Italia riconosce la crescente rilevanza geopolitica e ambientale del grande nord, segnato da tensioni, interessi e cambiamenti climatici. Il Paese adatta le proprie capacità operative, sviluppando strumenti specifici per il contesto artico e rafforzando la cooperazione con gli Alleati, mentre il nuovo percorso nazionale mira a saldare una sempre più stretta collaborazione interdicasteriale

La catena invisibile delle armi dietro alla proiezione multipolare in Africa

Dietro la crescente instabilità del continente africano si nasconde (anche) una rete globale di traffici d’armi e di risorse, che intreccia governi, milizie e potenze straniere. Dalla Cina alla Turchia, la penetrazione militare si traduce in un sistema irregolare di influenza che alimenta i conflitti e mina la sicurezza regionale

Cosa aspettarsi dal vertice Trump-Xi. Parla Gavin

Se è vero come è vero che l’imprevedibilità è una delle caratteristiche del secondo mandato di Donald Trump, allora è difficile fare previsioni su come andranno le cose dopo il vertice con Xi Jinping. Ma per il prof. Gavin (Sais), un punto è chiaro riguardo all’Ue: “Non può ridurre completamente la sua esposizione alla Cina. Non può separarsi completamente dagli Stati Uniti. Ma deve fare di più per stabilire una propria direzione e un’autorità su ciò che intende fare nel mondo”

La Russia sta vincendo la guerra ibrida in Africa? Il report Ecfr

Il documento dell’Ecfr firmato da Will Brown ricostruisce la metamorfosi dell’influenza russa nel continente africano. Dalla Wagner alla nuova Africa Corps, dalla propaganda di Telegram ai palazzi presidenziali del Sahel, passando per porti strategici sull’Atlantico. Il tutto mentre jihadismo e instabilità continuano ad espandersi

Lukoil prepara la ritirata globale sotto il peso delle sanzioni occidentali

Le nuove sanzioni di Stati Uniti e Regno Unito colpiscono al cuore l’industria petrolifera russa. Lukoil, secondo produttore del Paese, annuncia la vendita delle sue attività internazionali, segnale di come la pressione economica occidentale stia cominciando a intaccare la proiezione energetica di Mosca

Tajani e Piantedosi in Mauritania. Prima tappa della missione in Africa occidentale

Ha preso avvio oggi la missione dei ministri dell’Interno e degli Esteri, prima tappa in Mauritania. Tajani e Piantedosi hanno incontrato il primo ministro Mokhtar Ould Diay, il ministro degli Affari Esteri Mohamed Salem Ould Merzoug e quello dell’Interno, Mohamed Ahmed Ould Mohamed Lemine

L’accordo (momentaneo) Trump-Xi conta per Ue e Italia. Plummer spiega perché

Trump vuole un successo, troverà un accordo con la Cina, ma l’intesa con Xi sarà una tregua temporanea, avverte Michael Plummer, professore della Johns Hopkins Sais. Per questo, “l’Europa deve imparare a pensare per se stessa”, mentre l’Italia “può trarre vantaggio dall’attuale fase di  stabilità politica interna, sfruttando il quadro europeo, e la fase di revisione delle relazioni internazionali dell’Ue, per promuovere i propri interessi nazionali”

Chi (non) vincerà nei Paesi Bassi

Favorito nei sondaggi per il voto di mercoledì, il leader dell’estrema destra dovrà però siglare un’alleanza per garantire la maggioranza. La possibilità di una coalizione tra social-democratici e verdi

Ecco perché serve ripensare le relazioni Ue–Cina

La conferenza Turning Tides, organizzata da Sais Europe e Università di Bologna, ha segnato il cinquantesimo anniversario delle relazioni Ue–Cina, in un contesto globale segnato da nuove tensioni e ridefinizioni strategiche. Tra i temi centrali: autonomia europea, de-risking e la necessità di un equilibrio realistico tra cooperazione e competizione con Pechino

Così Meloni può mediare tra le diverse anime in Ue. Parla Carteny

“Giorgia Meloni può essere l’elemento che unisce, anche da un punto di vista umano e personale, differenti posizioni politiche che spesso ci sono in Europa”, dice Andrea Carteny, professore di Storia internazionale presso la Sapienza Università di Roma dopo la visita a Palazzo Chigi del premier ungherese

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